domenica 2 gennaio 2011

MEDITIAMO IL SANTO ROSARIO. I misteri della Luce


Qui potete leggere la meditazione del terzo mistero


4° MISTERO
La trasfigurazione di Gesù


Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.

E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. 
Ed ecco una voce che diceva: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.
Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: "Alzatevi e non temete".
Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti". (Mt 17 1-2; 5-9)


Soffermiamoci, nel meditare su questo mistero, sull'umiltà di Nostro Signore che non si vuole mostrare risplendente di gloria (la Gloria del Figlio di Dio!), prima del tempo in cui ciò dovrà accadere, cioè, dopo la Sua Risurrezione.

Nella preghiera -intimo e personale colloquio con Dio - Gesù si trasfigura, come riporta il Vangelo, ma, proprio per non “pavoneggiarsi” di questo specialissimo e profondissimo rapporto con il Padre, si ritira a pregare su un alto monte conducendo con Lui solo un gruppo ristretto di apostoli.

Quanta differenza tra il modo di pregare di Nostro Signore e quello di chi, nel rivolgere le proprie preci all'Alto, non fa che mettersi in mostra cercando di manifestarsi come persona pia, devota, mentre invece, in questo modo “plateale” di pregare c'è molta poca sostanza e tanta, troppa “scena” esteriore!
Ne troviamo un esempio nell'episodio del fariseo, che stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.

Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo”. (Lc 18, 11-12)

La preghiera di questo fariseo non arriva al cuore di Dio, perché manca di umiltà e non è sincera, a differenza di quella del “pubblicano” che, “invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore”. (Lc 18,13)
Gesù ci dice che fu proprio il pubblicano a tornare “a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato". (Lc 18 14)


Non dimentichiamo, infatti, che proprio Nostro Signore ci invita a non agire come gli “ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6, 5-6)


Chiediamo al Signore che ci conceda la capacità di trovare sempre, nel nostro cuore, il luogo privilegiato e intimo dell'incontro con Dio nella preghiera, rendendolo accogliente per Lui che è nostro Padre, Amico, Confidente, Consolatore.
Possa Maria Santissima, colei che si definì “l'umile serva del Signore”, ottenerci l'umiltà nel nostro rapportarci, quotidiano e costante, con Dio.


Buona Domenica a tutti!

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