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sabato 12 dicembre 2020

Nuova pubblicazione

COME UN SOLE CHE SORGE IN ETERNO

Novena di Natale







I passi del Vangelo che ci accompagnano ogni giorno dal 16 al 24 dicembre offrono l’occasione, attraverso diverse figure ed espressioni, per riflettere su come Dio ha scelto di manifestarsi agli uomini, dando al mondo la vera luce, 
il sole che sorge, l’astro che rifulge: Gesù, il Salvatore.
Questi brani, però, non ci parlano solo del Bambino nato in una grotta, o dei personaggi che lo attorniano nella storia che lo precede, ma raccontano anche qualcosa di noi, credenti in cammino verso di lui che, a sua volta, procede verso di noi.
L’incontro fra noi e Gesù ci narra, infatti, anche del credente, di come egli possa vedersi alla luce di questo Bambino che viene per portare a compimento il progetto di salvezza di Dio. Se ci lasceremo veramente toccare da questo incontro il nostro amore verso Dio sarà eterno e fedele come il suo. In questo modo sarà Natale tutti i giorni: compimento della promessa antica e sorgere del sole che ci illuminerà qui, ora e per sempre.

N.B. La novena, pensata per una celebrazione comunitaria, può comunque essere facilmente adattata anche per uso personale.

La novena è disponibile in formato E-book su Amazon.

giovedì 23 maggio 2019

Triduo a Maria Ausiliatrice /3

DONNA DELLA GIOIA





In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
(Gv 15, 9-11)





Maria, donna "beata": beata perché piena di grazia, beata per aver creduto alle promesse divine, e per aver portato in grembo il Figlio di Dio. Ma, al di là di questo primo "ritratto" di Maria ricolma di beatitudine, anche ognuno di quei profili che proprio Gesù traccia nel Vangelo ci dice qualcosa di Maria, della sua pienezza in questa e nell'altra vita. Povera in spirito, pura di cuore, misericordiosa, affamata e assetata di giustizia, solo per dirne alcune: tutte le beatitudini Maria le ha vissute, lasciandosi così ricolmare di quel "di più" che solo Dio può e sa concedere. Beata, allora, Maria lo è stata già nel dolore, nella prova di una vita travagliata, nel portare i pesi quotidiani di un'esistenza straordinaria nell'ordinario e ordinaria nello straordinario; quella vita che secondo i canoni mondani è poco riuscita mentre nell'ottica divina è  un'esistenza ricolma, sovrabbondante, in cui la gioia scaturisce dalla sua stessa fonte originaria: Dio. Maria è donna della gioia perché certamente sa riconoscere e ringraziare sempre per il dono gratuitamente ricevuto, per l'essere stata scelta per prima, per l'aver potuto vedere e ascoltare, toccare con mano l'avvento del Regno. Ecco, riconoscere, saper vedere, saper ascoltare: sono i primi passi per poter gioire. Se non vediamo non possiamo rallegrarci, se non riconosciamo i segni di Dio che passa nella nostra vita non possiamo sentirci beati, graziati, amati. Nell'umiltà di sentirsi non primi, ma amati per primi e salvati in Cristo anche noi possiamo sperimentare la gioia ed essere beati nelle esperienze quotidiane, in attesa di quella beatitudine piena, di quella felicità eterna che ora Maria già vive, accanto a suo Figlio. 



PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE
composta da San Giovanni Bosco ​

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!

Amen

mercoledì 22 maggio 2019

Triduo a Maria Ausiliatrice /2

DONNA CHE PORTA FRUTTO






In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
(Gv 15,1-8)





Maria, donna che ben conosce le potature che nella vita declinate sotto forma di progetti stravolti, di fughe last minute, di distacchi dolorosi. E forse proprio il distacco è la potatura più violenta, più sanguinosa, più sofferta, nell'esistenza di Maria, Madre che assiste al delirio dell'onnipotenza altrui sulle carni del proprio del Figlio e lo vede agonizzare e morire – senza nessuna colpa – sotto i propri occhi. Ma Maria fa anche esperienza delle piccole e grandi potature di ogni vita... e in questo ci assomiglia. La sua pienezza di grazia non la esenta da tagli,  strappi e "rapine" feriali dell'esistenza. Sono gli "scippi" quotidiani che anche noi sperimentiamo quando la superficialità, le incomprensioni, la cattiveria altrui vorrebbero privarci della rispettabilità, dell'onore, della dignità umana, dei beni materiali e finanche degli affetti. Sono i furti del tempo che qualcuno o qualcosa ci chiede di indirizzare ad altro diverso da noi stessi e dai nostri interessi; sono le privazioni involontarie di intenzioni e progetti che altri pensano di poter interpretare a modo loro; sono le mancanze di successo nei piccoli sogni coltivati in silenzio. Ma sono anche potature dell'io interiore, quando posti davanti al mistero e alla presenza di Dio si disvela la chiara necessità di lasciarci plasmare, perdendo ciò che non serve, lasciando che il vestito vecchio sia trasformato in  vestito nuovo, che il vino cattivo faccia spazio al vino nuovo, saporito, gioia per gli occhi e per il cuore. Ecco: le potature ci fanno belli, più belli già in questa vita, perché più capaci di mostrare Dio in noi. Proprio come Maria, bella della sua bellezza che rifrange la bellezza di Dio. 


PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE
composta da San Giovanni Bosco ​

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!

Amen

martedì 21 maggio 2019

Triduo a Maria Ausiliatrice /1

DONNA DELLA PACE






In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
(Gv 14, 27-31)





Maria, donna di pace, in cui tutto ha sapore di armonia, equilibrio, accordo. Maria, donna in pace con se stessa, con gli altri e con l'Altro. Non fa guerra all'angelo dell'annunciazione, non si ribella ai progetti di Dio, non entra in combutta con il Figlio che prende una strada inattesa e difficile. Maria è in pace finanche sotto la croce: il suo dolore si fa pianto e silenzio, ma non abbandono, non offesa, non protesta. Maria non fiata neppure quando Gesù l'affida alle cure di un altro e affida un altro alle sue cure. Perché, si potrebbe dire, Maria è in pace anche con la vita, con quell'esistenza che per sua natura presenta alti e bassi, gioie e dolori, giustizie e ingiustizie.
Siamo tanto distanti, noi, dall'atteggiamento di Maria. Piccoli imprevisti, semplici contrattempi, banali divergenze di opinioni... tanto poco basta a metterci in ansia, a disturbarci e magari a farci prorompere in tante, troppe, inutili parole.
Guardiamo a Maria perché il suo esempio ci aiuti a custodire la pace interiore, l'unica che può renderci veramente uomini e donne di pace nei gesti, nelle parole, nei silenzi, nei pensieri, nei progetti. Quella pace che non è follia e nemmeno stupidità; che non è rassegnazione e neanche apatia, ma è serenità che viene dal sapere che Dio è con noi, che Egli sa, vede... e provvede, ricompensa e risana al momento opportuno, secondo vie e tempi che solo Lui conosce. 



PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE
composta da San Giovanni Bosco ​

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!

Amen


martedì 19 marzo 2019

Solennità di san Giuseppe









Se poni san Giuseppe 
dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, 
egli è l'uomo eletto e singolare,
per mezzo del quale e sotto il quale 
Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto.
Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre,
perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei,
così in verità dopo di lei deve a Giuseppe 
una speciale riconoscenza e riverenza.
Infatti egli segna 
la conclusione dell'Antico Testamento
e in lui i grandi patriarchi e i profeti 
conseguono il frutto promesso.
Invero egli solo poté godere della presenza fisica
di colui che la divina condiscendenza aveva loro promesso.

(San Bernardino da Siena)

lunedì 18 marzo 2019

Triduo a san Giuseppe /3

CURARE L'ALTRO
Dimenticare se stessi









La vita di Giuseppe è una vita "dedicata": a Maria e Gesù, i suoi tesori, gli affetti più cari, le persone più importanti della sua esistenza. Si potrebbe dire che la vocazione di Giuseppe stia proprio in questo suo essere per l'altro. Un altro che non è semplicemente generico, ma ha un'identità precisa, ed è quella della sposa, quella del figlio.  
«"Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa" (Mt 1,24). In queste parole è già racchiusa la missione che Dio affida a Giuseppe, quella di essere custos, custode. Custode di chi? Di Maria e di Gesù; ma è una custodia che si estende poi alla Chiesa, come ha sottolineato il beato Giovanni Paolo II: "San Giuseppe, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine Santa è figura e modello"»[1].
Vocazione e custodia. Si potrebbe declinare il binomio anche con altri termini: vocazione e altruismo, vocazione e carità, cioè, realizzazione del piano di Dio sulla propria vita attraverso l'amore e la donazione all'altro, l'attenzione a ciò che l'altro è, a ciò che dell'altro va protetto, potenziato, anche migliorato, anche cambiato. Custodire, infatti, non è semplicemente lasciare che l'altro rimanga com'è, ma anche dare il proprio contributo per portarlo al suo sviluppo pieno. 
Sono le dimensioni che si intrecciano nella storia di Giuseppe e la rendono una vicenda riuscita proprio perché egli riesce a mantenerle sempre strettamente legate, sempre strettamente capaci di alimentarsi l'una dall'altra. Giuseppe non avrebbe potuto essere ciò che è senza Maria e senza Gesù. Ma (e sembra assurdo dirlo, ma le cose stanno proprio così), nel progetto di Dio nemmeno Maria e Gesù avrebbero potuto essere ciò che sono senza Giuseppe. Come a dire: la vocazione personale di ciascuno non è mai slegata dall'altro, dal prossimo, ma ha bisogno dell'altro per essere portata a compimento. Per ciascuno di noi c'è la vocazione come scelta esistenziale di risposta a un progetto di Dio e questa scelta, qualunque sia, passa sempre attraverso il "custodire" qualcuno.
Nel matrimonio e nella famiglia questa vocazione passa attraverso fattori diversi. Uno è certamente la fedeltà, ma non solo. Dice sempre papa Francesco: «Come esercita Giuseppe questa custodia? Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende. Dal matrimonio con Maria fino all’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, accompagna con premura e tutto l'amore ogni momento. È accanto a Maria sua sposa nei momenti sereni e in quelli difficili della vita, nel viaggio a Betlemme per il censimento e nelle ore trepidanti e gioiose del parto; nel momento drammatico della fuga in Egitto e nella ricerca affannosa del figlio al Tempio; e poi nella quotidianità della casa di Nazaret, nel laboratorio dove ha insegnato il mestiere a Gesù. Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, di Gesù, della Chiesa? Nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio; ed è quello che Dio chiede a Davide, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura: Dio non desidera una casa costruita dall’uomo, ma desidera la fedeltà alla sua Parola, al suo disegno; ed è Dio stesso che costruisce la casa, ma di pietre vive segnate dal suo Spirito. E Giuseppe è “custode”, perché sa ascoltare Dio, si lascia guidare dalla sua volontà, e proprio per questo è ancora più sensibile alle persone che gli sono affidate, sa leggere con realismo gli avvenimenti, è attento a ciò che lo circonda, e sa prendere le decisioni più sagge. In lui vediamo come si risponde alla vocazione di Dio, con disponibilità, con prontezza, ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana: Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!» [2]. Ogni vocazione, infatti, ha il suo centro e il suo arrivo solo nell'Uno: in Dio.



PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

O San Giuseppe con te, per tua intercessione
noi benediciamo il Signore.
Egli ti ha scelto tra tutti gli uomini
per essere il casto sposo di Maria
e il padre putativo di Gesù.
Tu hai vegliato continuamente, 
con affettuosa attenzione
la Madre e il Bambino
per dare sicurezza alla loro vita
e permettere di adempiere la loro missione.
Il Figlio di Dio ha accettato di sottoporsi a te come a un padre,
durante il tempo della sua infanzia e adolescenza
e di ricevere da te gli insegnamenti per la sua vita di uomo.
Ora tu ti trovi accanto a Lui.
Continua a proteggere la Chiesa tutta.
Ricordati delle famiglie, dei giovani
e specialmente di quelli bisognosi;
per tua intercessione essi accetteranno 
lo sguardo materno di Maria
e la mano di Gesù che li aiuta.

Amen


NOTE
[1] Francesco, Omelia, 19 marzo 2013.
[2] Ibidem

domenica 17 marzo 2019

Triduo a san Giuseppe /2

DIGIUNARE DA SÈ
L'obbedienza alla voce di Dio








La dimensione del sogno assume anche un'altra valenza, nella vita di Giuseppe. Non solo l'ascolto della voce di Dio che parla nel silenzio, ma anche quella dell'obbedienza. È il risvolto pratico del prestare attenzione alla volontà divina, per cui non basta fare silenzio per riuscire a sentire e interiorizzare, ma occorre anche mettersi in movimento, attuare, rendere concreto il disegno di Dio. In questa obbedienza Giuseppe fa tacere il proprio progetto per lasciare spazio a quello, più grande e più bello, di Dio. Giuseppe non solo comprende, di volta in volta, ciò che il Signore gli prospetta come migliore da fare, ma si adopera egli stesso per far sì che quella parola diventi realtà. Sembra semplice, a leggere la storia di Giuseppe: l'angelo gli dice, l'angelo gli appare in sogno, Giuseppe è avvertito in sogno. Sono queste le espressioni che usa il Vangelo per raccontarci, di volta in volta, questo contatto tra l'io di Giuseppe e Dio che gli si fa presente nel silenzio. E Giuseppe "fa": si alza, si ritira, entra... il capitolo 2 del Vangelo di Matteo non usa giri di parole, ma verbi concreti, di movimento, che esprimono l'agire di quest'uomo giusto. Un agire senza fronzoli, senza lambiccamenti del cervello, ma un agire deciso, senza tentennamenti, senza ripensamenti. Sciolto il primo, più grande dubbio, che era quello sulla decisione da prendere circa Maria, la fidanzata incinta, Giuseppe non ha più paure, non gli servono momenti per pensare. Giuseppe si fida e va laddove il Signore gli dice di andare.
Com'è diverso, da noi, Giuseppe! Nonostante la nostra decisione fondamentale, quella per il Signore, a noi il digiuno dalla volontà costa...  Ciascuno di noi crede sempre, o almeno lo crede in principio, di sapere cosa sia meglio per se stesso, cosa valga la pena, cosa sia meritevole della propria attenzione e dei propri sforzi. Noi viviamo continuamente quella battaglia interiore tra l'io e Dio, quel combattimento in cui le speranze umane, i desideri e programmi di vita improvvisamente si fanno irrealizzabili o diventano lontani, magari raggiungibili solo per vie apparentemente tortuose... quella lotta in cui bisogna mettere da parte la propria decisionalità e seguire i segni di Dio, che sono spesso, nella vita quotidiana, semplicemente manifestati dalle circostanze dell'esistenza stessa, dagli incontri, dagli imprevisti, dagli ostacoli che non dipendono da noi. Ma la volontà di Dio la si comprende soprattutto nel discernimento, nell'ascolto della Parola, nella preghiera. 
Giuseppe, uomo come noi, realmente e totalmente umano nelle peripezie della sua vita, fa l'esperienza reale del mettere da parte se stesso per seguire sempre quella voce di Dio che gli parla attraverso gli angeli, nel silenzio della notte che diventa voce di Dio, nel buio che si fa luce. «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» recita il Salmo 119 al versetto 105.  Così è stato per Giuseppe, l'uomo del silenzio e dell'obbedienza. Di quell'obbedienza che non è un semplice chinare la testa, ma un camminare a testa alta, perché Dio illumina la strada e guida verso una vita riuscita.


PREGHIERA A SAN GIUSEPPE DORMIENTE

Dio nel sonno ti ha manifestato i suoi misteriosi progetti 
per la tua futura sposa Maria e la missione di custodire Gesù, 
il Salvatore del mondo.
Ora affidiamo a te la nostra preghiera, 
i nostri desideri, le aspirazioni e le speranze, 
affinché siano presenti nei tuoi sogni 
e si possano realizzare per il nostro bene. 
Un bene che ci renda sempre più amici 
del tuo figlio Gesù, 
sorgente di benessere fisico e spirituale.
Ottienici la forza di compiere con prontezza la volontà del Padre 
nei nostri confronti e, dal tuo esempio,
possiamo imparare a non lasciarci travolgere dalle difficoltà della vita 
e  sentire sempre la tua paterna mano protrettrice nella nostra mano. 

Mantienici, oggi come ieri e domani, nel tuo sonno di uomo giusto. Amen

sabato 16 marzo 2019

Triduo a san Giuseppe /1


LA DIMENSIONE DEL SILENZIO
L'ascolto della voce di Dio




Georges de la Tour, Il sogno di san Giuseppe (1640 c.)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati»Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. 
(Mt 1,18-25) 




Il primo aspetto che emerge, nella vita di Giuseppe, è quello dell'ascolto. Un ascolto che avviene anche nel silenzio e non, semplicemente, attraverso le parole. Giuseppe "pensa" di ripudiare Maria in segreto, e già questo fa pensare a una dimensione interiore, coltivata da quest'uomo, che non ha bisogno di confrontarsi con altre persone per sapere cosa fare, ma si guarda dentro, ponendo a confronto la Verità e la Carità, la realtà dei fatti e l'amore che prova per Maria.
Ma la vera risposta ai suoi dubbi umani e alle sue paure, Giuseppe non la trova in questo "io", pur se certamente impregnato di Dio. O meglio, la prima soluzione, quella più misericordiosa, la più "giusta" per un uomo giusto che sa già intravedere al di là del legalismo della Legge, ma che comporterebbe per Giuseppe una lacerazione del cuore (lasciare la donna che ama) è ancora lontana da una soluzione superiore, più perfetta, più straordinaria, innovativa, senza precedenti.
E questa risposta nuova Giuseppe stavolta la trova nel sogno, cioè nella notte, quando tutto tace e si può ascoltare, in modo misterioso, la voce di Dio che parla anche attraverso segni che non compaiono nel mondo visibile, che non si trovano nelle parole, ma dove si lascia che sia Dio solo a parlare. 
Certamente c'è un grande simbolismo dietro la dinamica del sogno, nella Bibbia. Perché questi sogni che rivelano il volere di Dio arrivano proprio in quella fase dell'esistenza umana, la notte appunto, che nel linguaggio biblico è associata alla morte, al male. Ma questo è il tempo in cui Dio parla, si rivela, fa comprendere il suo progetto sull'uomo. Dio irrompe nel buio, Dio illumina le tenebre e fa vedere più chiaramente quale sia la strada giusta da percorrere. Non c'è altro significato, per tutto questo, se non uno solo: la vita è più forte della morte, la luce sconfigge il buio, l'amore ha la meglio sul male. Quella novità che si vedrà chiaramente nella notte delle notti, quella che il lega i Sabato Santo alla Domenica di Pasqua, quando Gesù risorgerà dalla morte. È un monito per il credente, spesso tentato di soffocare la voce di Dio ammassando parole nella propria preghiera, ma anche nel proprio io; eliminando quel silenzio salutare in cui è possibile mettere a tacere la confusione del mondo e delle preoccupazioni personali, per lasciare che sia Dio a rivelarsi, a parlare. Forse perché si teme, in fin dei conti, di rimanere soli a soli con Dio, mentre Giuseppe no, lui non ha timore. E questa sua "audacia", questo suo coraggio, così difficile per noi, viene infine ripagato.
Per Giuseppe, in un certo senso, la notte è il tempo della rinascita. Nel silenzio del sonno Dio si rende presente a questo uomo giusto e dal sepolcro del dolore, della rinuncia, del dubbio, lo porta alla luce e alla vita. Gli prospetta un futuro certamente diverso da quello che si aspettava, ma in cui non perderà niente di quello che aveva desiderato, ma anzi, gli assicura che lo avrà in maniera ancora più piena, ancora più speciale. 
Proprio lui, quest'uomo giusto che per amore era disposto a rinunciare a tutto ciò che di più caro aveva al mondo, alla donna della sua vita, nel silenzio di un sogno trova la sua risurrezione. 



PREGHIERA A SAN GIUSEPPE DORMIENTE


Dio nel sonno ti ha manifestato i suoi misteriosi progetti 
per la tua futura sposa Maria e la missione di custodire Gesù, 
il Salvatore del mondo.
Ora affidiamo a te la nostra preghiera, 
i nostri desideri, le aspirazioni e le speranze, 
affinché siano presenti nei tuoi sogni 
e si possano realizzare per il nostro bene. 
Un bene che ci renda sempre più amici 
del tuo figlio Gesù, 
sorgente di benessere fisico e spirituale.
Ottienici la forza di compiere con prontezza la volontà del Padre 
nei nostri confronti e, dal tuo esempio,
possiamo imparare a non lasciarci travolgere dalle difficoltà della vita 
e  sentire sempre la tua paterna mano protrettrice nella nostra mano. 

Mantienici, oggi come ieri e domani, nel tuo sonno di uomo giusto. Amen

lunedì 24 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /9

ADORARE


Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,7-11) 
Erode, chiamati segretamente i Magi, li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.




O Dio, nostro Padre, nei Magi ci doni l’esempio di chi non teme di deludere i potenti del mondo pur di trovare e adorare te, che sei il vero e unico re. Aiutaci ad avere il loro stesso coraggio e la loro perseveranza, senza farci sviare dai falsi idoli del mondo contemporaneo e fa' che impariamo a riconoscere i segni attraverso i quale ti fai presente nella nostra vita.

Padre nostro....

domenica 23 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /8

SPERARE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,8-12) 
C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».




O Dio, nostro Padre, l’incarnazione del tuo Figlio riempie il nostro cuore di speranza: Egli è veramente il Dio con noi! Aiutaci a non avere paura di parlare di Lui, specialmente agli sfiduciati che vivono nella disperazione materiale e interiore di una vita difficile e apparentemente senza senso. Fa' che gli ostacoli della vita, l’esperienza della sofferenza, della malattia e della morte, non spengano in noi l’aspettativa dei beni futuri da te promessi.

Padre nostro....

sabato 22 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /7

SPERIMENTARE LA PACE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,1; 4-7) 
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Anche Giuseppe salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.




O Dio, nostro Padre, a bellezza della Santa Famiglia ci spinge a guardare non alle ricchezze materiali, ma alla serenità che nasce in un contesto di relazioni sane e intense. Aiutaci ad alimentare con il tuo amore le nostre amicizie e i nostri legami familiari, perché attingendo a te diveniamo fruitori e portatori di pace. 

Padre nostro....

venerdì 21 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /6

GIOIRE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,1; 4-7) 
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.




O Dio, nostro Padre, la bellezza della Santa Famiglia ci spinge a guardare non all'apparenza delle cose che promettono una felicità passeggera, ma alla fonte della vera gioia eterna, che sei tu. Aiutaci a perseverare nella ricerca della felicità che sazia, rimanendo radicati nel tuo amore. Fa’ che non accettiamo il compromesso con le logiche del potere e del sopruso che promettono un paradiso a portata di mano, ma a scapito dei più deboli.

Padre nostro....

giovedì 20 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /5

ESSERE BEATI


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,46-49) 
Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore 
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. 
D'ora in poi tutte le generazioni 
mi chiameranno beata. 
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente 
e Santo è il suo nome».




O Dio, nostro Padre, nel cantico di lode proclamato da Maria ci ricordi che tu scegli strumenti deboli per confondere i forti (1Cor 1,27). Aiutaci a essere sempre come la pietra scartata dai costruttori, che tu usi per operare nel mondo le tue meraviglie (cfr. Sal 118,22). Fa' che non confondiamo la beatitudine mondana, fatta di relazioni effimere e di beni passeggeri, con quella vera, che tu ci proponi, e che nasce solo dall'incontro sincero e profondo con tuo Figlio.

Padre nostro....

mercoledì 19 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /4

AMARE 
SENZA POSSEDERE


 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,18-21) 
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».




O Dio, nostro Padre, in Giuseppe ci hai donato un modello di uomo giusto e attento alla tua presenza nella sua vita. Aiutaci a imitarlo nel suo completo abbandono a te, nella consapevolezza che non togli mai qualcosa per impoverire l’uomo, ma per arricchirlo di tesori più grandi. Fa' che interrogandoci con completa onestà sulla nostra vocazione, comprendiamo che nel seguire il progetto che hai per ciascuno di noi sta la vera realizzazione dell'essere umano.

Padre nostro....

martedì 18 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /3

AFFRETTARSI


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-43) 

Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?».




O Dio, nostro Padre, tuo Figlio viene nel mondo per essere portato a tutti gli uomini. Aiutaci a condividere il tesoro della fede con i nostri fratelli, specialmente con i più lontani, perché la nostra testimonianza di amore e servizio li avvicini a te. Fa' che non ci lasciamo trascinare dalla frenesia degli eventi, ma sappiamo andare "di fretta", come Maria, quando è necessario, ascoltandoti nelle situazioni della vita. 

Padre nostro....

lunedì 17 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /2

OBBEDIRE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,34-35; 37-38)

Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».




O Dio, nostro Padre, in Maria ci hai donato un modello di obbedienza docile alla tua Parola, aiutaci a camminare in equilibrio sulle ali della fede e della ragione, appoggiandoci a tuo Figlio che è «la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Fa' che acquistiamo dimestichezza quotidiana con la Scrittura, perché sia Essa a guidare i nostri comportamenti nelle scelte di ogni giorno. 

Padre nostro....

domenica 16 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /1

FIDARSI

Per la novena di quest'anno propongo agli amici del blog qualche estratto dalla mia ultima autopubblicazione, "I verbi dell'attesa - Novena di Natale". 


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-27; 30-33) 

L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».




O Dio, nostro Padre, in Maria ci hai donato un modello di credente fiduciosa nei tuoi progetti. Fa’ che spronati dal suo esempio, sappiamo anche noi lasciare spazio alla tua Parola nella concretezza della nostra vita. Aiutaci a superare il turbamento e i timori che ci assalgono davanti alle scelte importanti della vita e poni sul nostro cammino amici e guide che sappiano dire anche a noi: "Non temere"!

Padre nostro....

mercoledì 23 maggio 2018

Novena a Maria Ausiliatrice 2018 /9

MADRE PER TUTTI, 
NESSUNO ESCLUSO


La novena di quest'anno prende le mosse dalla proposta pastorale salesiana per il 2018 sulla Chiesa, vista come "Casa per molti, madre per tutti, nessuno escluso".
Anche Maria Santissima, figura e modello della Chiesa (come la definisce il Vaticano II) è madre per tutti, senza eccezioni. Riflettiamo allora sulla figura di Maria Ausiliatrice in chiave salesiana, ma, prima ancora e soprattutto, "materna".
Buona novena a tutti!



PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE COMPOSTA DA DON BOSCO

O Maria, Vergine potente, 
Tu grande illustre presidio della Chiesa; 
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani; 
Tu terribile come esercito schierato a battaglia; 
 Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo; 
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze 
difendici dal nemico 
e nell'ora della morte accogli l'anima nostra in Paradiso!  



Maria ci aiuta a ricordare, ad avere in noi la memoria delle grandi cose che Dio ha fatto. Non solo perché nel Magnificat prorompe in un canto di lode e di ringraziamento al Signore, ma anche perché, con la sua stessa vita, dopo la morte di Gesù testimonia la propria fedeltà alla Buona Novella annunciata da suo Figlio e rimane in attesa dello Spirito Santo (Colui che avrebbe insegnato ogni cosa e fatto ricordare ciò che Gesù aveva detto), assieme agli apostoli. Questo suo rimanere avvalora la sua fede e la Parola stessa di Gesù. Una Parola che meritava di essere accolta, custodita e propagata. Maria crede fermamente nelle promesse di Dio e crede nella missione che Cristo ha portato avanti, pagando con il prezzo della sua vita. Con questo atteggiamento, la Madonna ci sprona a rimanere saldi nella fede anche quando le aspettative umane sembrano disilluse, quando i ragionamenti troppo razionali ci vorrebbero allontanare da Dio, quando siamo derisi per la nostra vita cristiana o contrastati da chi la pensa diversamente da noi. L'esempio di Maria ci sprona a rinnovare la nostra adesione a Cristo, a riconoscere il valore e l'attualità dell'eredità lasciataci da Gesù. Un Gesù che, infatti, non è semplicemente morto, ma è anche risorto ed è vivo, vero, accanto a noi, «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Quando la nostra memoria di fede comincia a vacillare, afferriamo la mano di Maria, poniamoci sotto il suo manto e troveremo la Madre che guida i suoi figli, l'Ausiliatrice che è «zattera» di salvezza che ci riconduce al porto sicuro (Memorie Biografiche, VIII, 274-282).