giovedì 12 gennaio 2012



Pubblico con gioia una nuova testimonianza vocazionale, che mi è stata inviata dalla mia cara amica Suor Paolisa Teresa Falconi, Ancella della Carità.
Lo scritto riguarda la zia di Suor Paolisa, sua omonima, anche lei consacrata nella stessa congregazione religiosa e recentemente tornata alla casa del Padre.


Leggendo questa testimonianza, tornano alla mente le parole di Nostro Signore, che invita alla sequela...anche radicale, quella che molte volte costa la fatica "umanissima" del distacco dagli affetti più cari, nella certezza che occorra mettere mano all'aratro e non voltarsi indietro, per essere "adatti" al Regno di Dio! (cfr Lc 9,62)
Solo così si può ottenere il centuplo in questa vita ed anche nell'altra!


Preghiamo per questa cara sorella, certi che anche lei ci ricorderà davanti all'Onnipotente!

Un grande grazie alla carissima Suor Paolisa, per aver voluto condividere con noi il suo ricordo personale della zia e soprattutto la sua sincera testimonianza di sequela appassionata di Cristo, fino all'ultimo!







Suor Paolisa, appartenente a una famiglia numerosa, saldamente ancorata ai principi e ai valori cristiani, è stata la preziosa collaboratrice di mamma Teresa, donna saggia e integerrima, dalla fede robusta, cresciuta alla scuola del sacrificio e con lo spirito mariano di Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, che le ha trasmesso la gioia di fare e vivere scelte concrete e dignitose nell’ambito familiare, sociale, parrocchiale e poi religioso.

Apostola in famiglia, catechista tra la gioventù, prima testimone di una solida vita cristiana corroborata dalla grazia sacramentale, intensamente vissuta e trasmessa ai fratelli, con delicata fermezza e signorilità di tratto invidiabile, semplice, umile, modesta ha irradiato la luce della bontà e riscaldato il cuore di molte persone che l’hanno avvicinata.

La sua scelta vocazionale, è stata ostacolata specie dal papà, Cav. Paolo, uomo apparentemente rude, ma anche se non lo dimostrava, tenero verso i suoi figli, che non si rassegnava a vedersi partire da casa una figlia tanto amabile, saggia, capace di unire i cuori. 
La perdita era poi sentita irreparabile dai suoi fratelli e dalle sorelline che ha seguito e fatto crescere, e la consideravano la loro seconda mamma.

Noi, suoi parenti, abbiamo una testimonianza chiara, trasparente della vita di donazione totale di suor Paolisa alla Chiesa e al suo Istituto. 
Le ha sempre cantato in cuore l’entusiasmo e la gioia della sua appartenenza a Cristo attraverso la consacrazione vissuta con fedeltà, entusiasmo e gioia e dedizione sino alla fine.
Stimava le sue Superiore, era obbediente fino allo scrupolo e ne assecondava anche i desideri, aveva il culto della sua Regola che viveva fin nei minimi particolari confrontandosi con serietà anche quando, dopo molti anni, veniva in famiglia per qualche giorno l’anno.
Non l’abbiamo mai sentita fare rimarchi o dare giudizi sfavorevoli verso qualche membro dell’Istituto, anzi ha donato tutte le sue energie spirituali e fisiche per settantatré anni, senza risparmiarsi, senza rivendicare diritti o pretendere qualche cosa di diverso. 
Si è lasciata forgiare l’anima e il cuore dal mistero della GRAZIA e della MISERICORDIA del Signore e, in ogni comunità dove è stata, in varie Regioni d’Italia, lontane o vicine a Verona, ha saputo mantenere con coerenza quello che ha promesso con serietà e consapevolezza all’inizio della sua vita religiosa.

Non so descrivere la gioia dell’incontro e il fascino che la zia esercitava su me, non solo per la sua straordinaria bellezza fisica ma più di tutto per il suo candore spirituale che era angelico.
Le sue erano parole di Cielo che le sgorgavano dal cuore e lasciavano una traccia in me. 
Ricordo con nostalgia il giorno in cui le ho comunicato la mia decisione di entrare in Convento tra le Ancelle della Carità. Ho notato in lei un momento di sgomento, poi con padronanza e pacatezza mi ha detto: «Nella Chiesa c’è posto per tutti. Si può fare del bene ovunque, ricordati però che prima di tutto bisogna diventare sante». 
Mi ha poi presentato alla sua Superiora generale che mi ha rivolto queste testuali parole: «Auguri, signorina, sia una mammoletta come la sua zia». 
E una viola nascosta e profumata solo dalla virtù è stata la vita della zia che avrebbe amato diventare una suora infermiera, invece è rimasta felice e radiosa nei vari servizi di parecchie cucine. 
Ha servito, ha sfamato molte persone ammalate, anziane, giovani con il suo spirito gioviale, vivace, raggiungendo spesso le anime e spezzando loro non solo il pane ma anche la ricchezza della Parola che sapeva comunicare con tanta semplicità.
L’ansia della santità e di raggiungere le persone lontane da portare a Cristo e lo spirito di riparazione fanno parte delle caratteristiche spirituali della zia e tutto faceva convergere a questo scopo: preghiere, sacrifici, mortificazioni, rinunce, specie le adorazioni, le giaculatorie che, come frecce ardenti, diceva, raggiungono il Cuore misericordioso dello Sposo Gesù.
La sua era una preghiera semplice, mai superficiale, ben localizzata e motivata, aveva un volto preciso: ogni persona, specie i parenti erano ricordati singolarmente con i loro problemi, le loro ansie, le loro attese. 
Lei, dotata di grande sensibilità e innata saggezza, sapeva vedere con occhio buono e vigile, scorgendo i bisogni più urgenti di ciascuno.

E quanti ne ha visti nella sua lunga vita! A tutti noi lascia il ricordo di una vita “bella”, serena, entusiasta, aperta al divino, ricca di un’umanità affinata dal contatto con l’Eucaristia, con il Crocifisso servito e amato con tenerezza di sposa sempre presente e partecipe, capace di autentica condivisione.
La sua entrata tra le Sorelle della Casa di Riposo, lasciando il servizio che amava, l’ha fatta soffrire, ma la sua missione non era finita, ha continuato per anni, finché le forze l’hanno sostenuta, a mondare la verdura, oppure a dare due punti nel guardaroba e stirandosi gli indumenti che indossava con tanta soddisfazione, perché si sentiva ancora utile.
La zia, che ha sgranato centinaia e centinaia di Rosari, dimostrando il suo tenero amore alla Vergine, della quale ha cantato giuliva le melodie e la ninna nanna a Gesù sino alle ultime ore di vita, ora continua dal Cielo a pregare per noi.
Suor Paolisa ha terminato il suo pellegrinaggio terreno, ha raggiunto ciò che le è stato promesso.

Suor Paolisa Teresa Falconi A.d.C.
Brescia

3 commenti:

  1. Paolisa Falconi20 gennaio 2012 15:34

    Carissima Maria,
    grazie di aver fatto conoscere mia zia suora, tutta speciale per bellezza interiore ed esteriore. E' stata una donna meravigliosa, semplice, umile, completamente donata al Signore e alle persone che ha avvicinato, ascoltato e servito. Una donna che sapeva mantenere relazioni costruttive e personalizzate specie nel suo rapporto quotidiano con il Signore.
    Saluti! Suor Paolisa Teresa

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  2. Carissima Maria,

    mi è piaciuto molto il profilo che hai pubblicato riguardante la zia di suor Paolisa.
    Spero che si possano ancora trovare persone consacrate con questo carisma.
    Complimenti per il blog che hai realizzato. Sei una persona molto ricca di sentimenti e con una grande profondità d'animo.
    Un abbraccio.
    Maria

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  3. Grazie a te, cara Paolisa, per il dono che tu mi hai fatto, inviandomi questa testimonianza.
    E grazie anche a te, Maria, per le belle parole di incoraggiamento per questo piccolo sassolino, che è il mio blog, lanciato nel...mare del web.

    Buon fine settimana a tutti :)

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