martedì 6 dicembre 2011

NOVENA ALL'IMMACOLATA CONCEZIONE- Ottavo giorno-

PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA


Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.

AMEN






"Non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato.
Chi dà lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.
La carità non abbia finzioni" (Rm 12, 3; 8-9)

Queste parole di San Paolo fanno riflettere sull'umiltà che ogni "servo inutile" di Cristo deve sempre avere.
Dio potrebbe fare tutto da solo...vuole però che noi collaboriamo al Suo progetto di salvezza.
Occorre quindi riconoscere che tutto quello che operiamo e finanche i mezzi che sfruttiamo a tal fine, non sono nostri, ma vengono pur sempre da Lui.
La Vergine Maria, pur nella sua grandezza di "Immacolata Concezione", di unica Creatura concepita senza peccato, non ha mai tessuto l'elogio "vanaglorioso" di sé stessa, al contrario, si è presentata come umile serva del Signore, come colei che corre in aiuto della cugina Elisabetta, come la Vergine che si "accontenta" di partorire il Figlio di Dio in una poverissima e fredda stalla....
Nel Magnificat, ad un certo punto, la Madonna proclama: "D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1, 48) e subito dopo esclama: "Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente" (Lc 1, 49).
Questa non è spia di mancanza di umiltà: semplicemente è VERA UMILTA': Maria riconosce quello che è lei (umile serva) e quello che è Dio, buono e misericordioso che si è abbassato fino a lei, colmandola di ogni bene, compiendo in lei un miracolo di salvezza!

Santa Teresa d'Avila insegna infatti che la vera umiltà non è "autocommiserazione" o negazione dei doni che Dio ci riserva, al contrario, è rendersi conto dei benefici che il Signore ci concede, riferendoli però alla Sua bontà, e non ai nostri meriti.
Vera umiltà non è "il fare apparire superbia il nutrire grandi desideri, il voler imitare i santi e l'anelare al martirio".
Siamo chiamati tutti alla santità, quindi è indice di amore aspirare a cose alte....finanche San Paolo ci dice: "aspirate ai carismi più grandi" (1 Cor 12,31) ed indica il mezzo più facile, la via più semplice per ottenerli: LA CARITA'!
In Maria, questa carità non ha avuto mezze misure: si è donata senza riserve fin da subito, nel momento in cui porta il Signore Gesù alla vecchia cugina Elisabetta, per arrivare alla carità più grande, quella della compartecipazione alla Passione di Cristo, ai piedi della croce.
In Maria davvero si può dire che la carità non abbia avuto finzioni, è stata tutta ispirata dalla più sublime purezza d'intenzione: tutto a maggior gloria di Dio e per il bene vero delle creature!

Anche noi abbiamo ricevuto da Dio molti doni, chiediamo alla Vergine che ci aiuti a riconoscerli animati da vera umiltà ed a metterli a frutto con carità senza finzione, per il bene dei nostri fratelli, secondo il progetto che il Padre ha su di noi!

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