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domenica 20 dicembre 2020

Pensieri per lo spirito

LE PAROLE E IL TURBAMENTO

Riflessioni sul Vangelo della IV Domenica di Avvento (Anno B)



Beato Angelico, Annunciazione di Cortona (particolare, 1430 c.)



 In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
(Lc 1,26-38)





Il Vangelo della IV domenica di Avvento dell'anno B ci riporta indietro rispetto agli eventi narrati nelle precedenti domeniche, ritornando al momento in cui il Natale comincia a prendere forma, in un certo senso, nell'evento dell'annunciazione, quando il consenso di Maria al progetto di Dio rende umanamente possibile l'incarnazione.
La scena è intima, un colloquio a tu per tu fra l'angelo e la Vergine; all'invito alla gioia del primo segue il turbamento di Maria: l'evangelista Luca lo riannoda non all'arrivo della creatura angelica, ma proprio alle parole che egli pronuncia nel salutarla, parole che rivelano un contenuto su Maria e su Dio al di là di quanto Maria stessa potesse sapere, conoscere, intuire di se stessa e di Dio. Sono parole che sottolineano quindi anche la dimensione umana della Vergine, una dimensione di umiltà, di piccolezza non solo in senso relativo (Maria che si sente, che sa di essere piccola) ma anche in senso assoluto (Maria, che pur grande rispetto a tutte le creature, rimane comunque piccola rispetto a Dio, ma viene elevata da Lui). 
È un dettaglio importante per la nostra riflessione, perché rammenta un po' quello che accade anche al credente, quando seriamente si sforza di condurre la propria vita spirituale, senza "tira e molla" con Dio, senza incoerenze (per quanto umanamente si possa), ma certamente con le personali e inevitabili fragilità umane. 
Coltivare la vita interiore fa diventare "sensibili" a quella che normalmente chiamiamo la "voce della coscienza", ma che potremmo anche descrivere come la voce di Dio in noi.  
Ma che cos'è la coscienza? Il Catechismo della Chiesa Cattolica così ne parla, al n. 1776: «Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre, chiaramente parla alle orecchie del cuore. L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al suo cuore. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità propria».
Sacrario, nucleo segreto, una sorta di "nocciolo", potremmo anche dire. Quello in cui risiede il nostro punto di contatto più profondo fra il nostro io e Dio.
Quando ci si "allena" a sentire questa voce il turbamento, in un certo qual modo, non ha più spazio: diventiamo consapevoli del fatto che davvero la coscienza ci parla, e che in essa il nostro animo può farsi attento e responsivo alla voce di Dio. 
Ma questo non ci rende le cose più facili, perché rimaniamo sempre anche in contatto con la nostra libertà, e perciò con la nostra scelta di renderci o meno docili nel rispondere a quello che Dio ci "suggerisce" di fare o non fare.
Il turbamento, la nostra profonda confusione, la lotta, nascono a volte in noi, ma è un turbamento diverso da quello di Maria, perché il suo è quasi come l'imbarazzo di una giovane timida davanti a un innamorato che ne dichiara le virtù e le bellezze in un modo "sovrumano". Il nostro "imbarazzo" è spesso, invece, il frutto delle nostre "piccinerie" (ben diverse dalla "piccolezza"): non ci riteniamo all'altezza di certe missioni nonostante Dio ci "dica" che si fida di noi; temiamo di metterci in gioco; non vogliamo cambiare i nostri progetti; preferiamo fare soddisfazione maggiore ai nostri egoismi, piccoli e grandi... e quante altre motivazioni si potrebbero ancora elencare!
E così facendo, dando ascolto non alla voce della coscienza-voce di Dio, ma alla nostra personale voce, lasciamo cadere nel vuoto quell'annuncio di cose nuove, di progetti "altri" che Dio ci chiede di attuare, anche nelle piccole cose di ogni giorno. 
Perché il turbamento di Maria si risolve all'assicurazione dell'angelo su ciò che Dio farà in lei; il nostro, invece, spesso non svanisce perché, anche se diciamo di non fidarci di noi stessi, in realtà non ci fidiamo davvero, totalmente di Dio, che può condurci fuori dalle nostre "piccinerie" per farci grandi pur rimanendo "piccoli"!
Sta sempre dunque sempre a noi affinare non solo la capacità di udire la voce di Dio, ma anche quella di dire continuamente il nostro ogni volta che Egli irrompe nella nostra vita con i suoi "annunci." Solo così risponderemo veramente al suo progetto e non perderemo la capacità di avere orecchi capaci di sentire, in maniera sempre più affinata, quanto Egli ci chiede. Solo così potremo essere, come Maria, strumenti, servi del Signore, per il bene nostro e di quanti ci circondano. 
Solo così, facendo della nostra vita quotidiana un "annuncio ben risposto", avrà veramente senso celebrare il Natale come ricordo del "nuovo annuncio" per eccellenza, come inizio "storico" della Buona Novella che in Gesù si è fatta carne.

sabato 12 dicembre 2020

Nuova pubblicazione

COME UN SOLE CHE SORGE IN ETERNO

Novena di Natale







I passi del Vangelo che ci accompagnano ogni giorno dal 16 al 24 dicembre offrono l’occasione, attraverso diverse figure ed espressioni, per riflettere su come Dio ha scelto di manifestarsi agli uomini, dando al mondo la vera luce, 
il sole che sorge, l’astro che rifulge: Gesù, il Salvatore.
Questi brani, però, non ci parlano solo del Bambino nato in una grotta, o dei personaggi che lo attorniano nella storia che lo precede, ma raccontano anche qualcosa di noi, credenti in cammino verso di lui che, a sua volta, procede verso di noi.
L’incontro fra noi e Gesù ci narra, infatti, anche del credente, di come egli possa vedersi alla luce di questo Bambino che viene per portare a compimento il progetto di salvezza di Dio. Se ci lasceremo veramente toccare da questo incontro il nostro amore verso Dio sarà eterno e fedele come il suo. In questo modo sarà Natale tutti i giorni: compimento della promessa antica e sorgere del sole che ci illuminerà qui, ora e per sempre.

N.B. La novena, pensata per una celebrazione comunitaria, può comunque essere facilmente adattata anche per uso personale.

La novena è disponibile in formato E-book su Amazon.

lunedì 24 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /9

ADORARE


Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,7-11) 
Erode, chiamati segretamente i Magi, li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.




O Dio, nostro Padre, nei Magi ci doni l’esempio di chi non teme di deludere i potenti del mondo pur di trovare e adorare te, che sei il vero e unico re. Aiutaci ad avere il loro stesso coraggio e la loro perseveranza, senza farci sviare dai falsi idoli del mondo contemporaneo e fa' che impariamo a riconoscere i segni attraverso i quale ti fai presente nella nostra vita.

Padre nostro....

domenica 23 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /8

SPERARE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,8-12) 
C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».




O Dio, nostro Padre, l’incarnazione del tuo Figlio riempie il nostro cuore di speranza: Egli è veramente il Dio con noi! Aiutaci a non avere paura di parlare di Lui, specialmente agli sfiduciati che vivono nella disperazione materiale e interiore di una vita difficile e apparentemente senza senso. Fa' che gli ostacoli della vita, l’esperienza della sofferenza, della malattia e della morte, non spengano in noi l’aspettativa dei beni futuri da te promessi.

Padre nostro....

sabato 22 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /7

SPERIMENTARE LA PACE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,1; 4-7) 
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Anche Giuseppe salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.




O Dio, nostro Padre, a bellezza della Santa Famiglia ci spinge a guardare non alle ricchezze materiali, ma alla serenità che nasce in un contesto di relazioni sane e intense. Aiutaci ad alimentare con il tuo amore le nostre amicizie e i nostri legami familiari, perché attingendo a te diveniamo fruitori e portatori di pace. 

Padre nostro....

venerdì 21 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /6

GIOIRE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,1; 4-7) 
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.




O Dio, nostro Padre, la bellezza della Santa Famiglia ci spinge a guardare non all'apparenza delle cose che promettono una felicità passeggera, ma alla fonte della vera gioia eterna, che sei tu. Aiutaci a perseverare nella ricerca della felicità che sazia, rimanendo radicati nel tuo amore. Fa’ che non accettiamo il compromesso con le logiche del potere e del sopruso che promettono un paradiso a portata di mano, ma a scapito dei più deboli.

Padre nostro....

giovedì 20 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /5

ESSERE BEATI


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,46-49) 
Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore 
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. 
D'ora in poi tutte le generazioni 
mi chiameranno beata. 
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente 
e Santo è il suo nome».




O Dio, nostro Padre, nel cantico di lode proclamato da Maria ci ricordi che tu scegli strumenti deboli per confondere i forti (1Cor 1,27). Aiutaci a essere sempre come la pietra scartata dai costruttori, che tu usi per operare nel mondo le tue meraviglie (cfr. Sal 118,22). Fa' che non confondiamo la beatitudine mondana, fatta di relazioni effimere e di beni passeggeri, con quella vera, che tu ci proponi, e che nasce solo dall'incontro sincero e profondo con tuo Figlio.

Padre nostro....

mercoledì 19 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /4

AMARE 
SENZA POSSEDERE


 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,18-21) 
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».




O Dio, nostro Padre, in Giuseppe ci hai donato un modello di uomo giusto e attento alla tua presenza nella sua vita. Aiutaci a imitarlo nel suo completo abbandono a te, nella consapevolezza che non togli mai qualcosa per impoverire l’uomo, ma per arricchirlo di tesori più grandi. Fa' che interrogandoci con completa onestà sulla nostra vocazione, comprendiamo che nel seguire il progetto che hai per ciascuno di noi sta la vera realizzazione dell'essere umano.

Padre nostro....

martedì 18 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /3

AFFRETTARSI


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-43) 

Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?».




O Dio, nostro Padre, tuo Figlio viene nel mondo per essere portato a tutti gli uomini. Aiutaci a condividere il tesoro della fede con i nostri fratelli, specialmente con i più lontani, perché la nostra testimonianza di amore e servizio li avvicini a te. Fa' che non ci lasciamo trascinare dalla frenesia degli eventi, ma sappiamo andare "di fretta", come Maria, quando è necessario, ascoltandoti nelle situazioni della vita. 

Padre nostro....

lunedì 17 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /2

OBBEDIRE


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,34-35; 37-38)

Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».




O Dio, nostro Padre, in Maria ci hai donato un modello di obbedienza docile alla tua Parola, aiutaci a camminare in equilibrio sulle ali della fede e della ragione, appoggiandoci a tuo Figlio che è «la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Fa' che acquistiamo dimestichezza quotidiana con la Scrittura, perché sia Essa a guidare i nostri comportamenti nelle scelte di ogni giorno. 

Padre nostro....

domenica 16 dicembre 2018

Novena di Natale 2018 /1

FIDARSI

Per la novena di quest'anno propongo agli amici del blog qualche estratto dalla mia ultima autopubblicazione, "I verbi dell'attesa - Novena di Natale". 


Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-27; 30-33) 

L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».




O Dio, nostro Padre, in Maria ci hai donato un modello di credente fiduciosa nei tuoi progetti. Fa’ che spronati dal suo esempio, sappiamo anche noi lasciare spazio alla tua Parola nella concretezza della nostra vita. Aiutaci a superare il turbamento e i timori che ci assalgono davanti alle scelte importanti della vita e poni sul nostro cammino amici e guide che sappiano dire anche a noi: "Non temere"!

Padre nostro....

domenica 24 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 9

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Egli sarà il nostro bene.
Noi la terra feconda.
Noi la terra feconda.





Riconoscere Dio come il nostro bene significa accettare che Egli cresca in noi, che noi portiamo frutto in Lui. Un binomio vincente, perché ci trasforma da terra sterile in terra feconda, capace di rinnovare ogni giorno la magia del Natale, in cui un Bambino viene a portare la gioia, l'amore, la vita vera sulla terra. Il Natale, come memoria di un evento storico, dura un giorno... liturgicamente parlando dura un'intera ottava; come memoria di un evento spirituale e interiore, come memoria di un incontro personale... non deve aver fine, perdurando per tutta la nostra vita e anche oltre la nostra vita umana, quella che ora sperimentiamo e conosciamo. Chi incontra veramente Gesù, il Dio vivo e vero che ha preso carne umana, e sperimenta il suo amore concreto, non può che continuare a far nascere il Cristo, giorno dopo giorno, nella propria esistenza e in quella degli altri. Se si incontra l'Amore, se ci si sente amati, se si ama, allora ogni giorno, sorretti e aiutati da questo Amore, sapremo fare di noi una cosa nuova, capace di spalancare orizzonti sempre più ampi, di portare luce nella vita di chi ci sta intorno, di seminare speranza. Noi saremo, nel tempo storico, la carne e il cuore operante di quel Gesù che ci  ha mostrato come amare e come farsi amare. 

sabato 23 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 8

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Egli sarà il nostro bene.





Dio sarà il nostro bene. Quel Dio che viene a visitarci nella natura umana, di Bambino, a Natale. Ecco perché camminiamo con gioia incontro a Lui: Egli sarà per noi ciò che è buono, ciò che si confà a noi, sempre desiderosi di infinito, di amore, di verità, di felicità... che ne siamo consci o meno. Solo Dio può appagare questa sete apparentemente insaziabile dell'essere umano. Una sete che spesso si cerca di soddisfare attingendo acqua alle fonti sbagliate delle cose passeggere, dei "beni" superflui, oppure delle persone e situazioni che alla fine non apportano qualcosa di positivo alla vita dell'uomo, ma a volte sono proprio quelle che definiamo le persone sbagliate, le scelte errate, le situazioni che si trasformano in veri e propri pantani, dai quali è difficile uscire. L'uomo si incaponisce nella decisione di ciò che darà o meno la chiave di accesso alla felicità. Ma Dio, a Natale, ribadisce in un Bambino che lì sta la nostra felicità, nell'andare incontro a questa creatura nata sulla terra per nascere nei nostri cuori. Con Dio nella propria vita anche le difficoltà acquistano un valore differente, si fanno meno pesanti da attraversare; i rifiuti, le rinunce, i dispetti degli altri vengono riletti alla luce dell'Unico e Solo che veramente sa amare l'uomo, senza mai voltargli le spalle.
Allora Dio sarà il nostro bene anche in un altro senso: sarà il nostro "tesoro", lo scrigno prezioso alla fine del cammino, della ricerca, dell'attesa. E quest'attesa, per chi sa incontrare e trovare Dio nella capanna di Betlemme è già, in un certo senso, finita. Viviamo in un anticipo di eternità, certi del fatto che Dio è qui, per noi, con noi, in noi, e lo sarà per sempre.

venerdì 22 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 7

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Egli viene è il Dio fedele 
che ci chiama alla sua comunione.





Misericordia di Dio e Grazia ricreano nell'uomo la comunione con il divino. Questa riconciliazione tra l'uomo e Dio è già simboleggiata dal Cristo stesso, l'Uomo-Dio che nasce a Natale. Un prodigio dell'amore, perché solo l'amore rende possibile l'unione di due nature così diverse. Presi dallo stupore per questa meraviglia, riconoscenti per questo dono che viene davvero dall'Alto, ma che accetta di offrirsi a noi nella maniera più umana possibile, lasciamo che prevalga l'apertura del cuore, lasciamo che sia proprio questo Bambino a riconciliarci con Dio (cfr. 2Cor 5,20). Comprendiamo che solo l'amore è in grado di salvare, guarire, pacificare. Che solo l'amore può portare l'uomo alla piena realizzazione di sé, alla completezza, a vette forse mai immaginate. Guardiamoci con gli occhi oggettivi di chi sa riconoscersi imperfetto, peccatore, dunque bisognoso dell'amore di Dio che rinnova. L'umiltà è sempre il primo passo per avvicinarsi a Dio e per riconoscerlo. Dio stesso ce lo dimostra, perché Lui per primo si presenta a noi umile, semplice, povero... Non c'è da aver paura di un Dio così, che sembra quasi volere, a tutti i costi, rendersi più amabile, per suscitare il nostro interesse!  

giovedì 21 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 6

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Mostrerà la sua misericordia, 
ci darà la sua grazia, 
ci darà la sua grazia.





Approssimandoci di più al Natale cominciamo a intravedere sempre meglio la ricchezza del tesoro cui andiamo incontro. Stiamo lavorando su noi stessi per essere dono per Gesù, ma Lui ha dei doni ancora più grandi per noi. Stiamo camminando rimanendo sobri, gioiosi, correggendo le storture del percorso. Stiamo andando incontro al Signore lasciandoci guidare dalla sua promessa di salvezza, in cui la notte delle sofferenze e della morte sarà sconfitta. Ci stiamo preparando ad accogliere una promessa di vita, quella che il Figlio di Dio viene a offrirci: la misericordia che comprende la debolezza umana, che ama con tenerezza infinita il peccatore aspettando che si converta, che entra nel cuore dell'uomo capace di ammettere il proprio errore... e lo trasforma. Siamo chiamati a riconoscerci bisognosi di Dio, sempre, in ogni circostanza, lungo tutto il corso della nostra vita.
Ecco allora che anche la Grazia può entrare in noi, riallacciando il rapporto tra il Creatore e la creatura. È l'esperienza di un "secondo battesimo" che ci rinnova interiormente, che ci rende ancora pieni di bellezza agli occhi di Dio. Gesù Bambino è il segno vivente della Grazia di Dio e del dono che Egli ci fa. Isaia, preannunciando la sua venuta, dirà: «un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio (Is 9,5)». 
Gesù ci porta la misericordia e la Grazia di Dio, venendo ad abitare nei nostri cuori, così come un figlio vive sempre nel cuore dei suoi genitori; e un figlio va nutrito e accudito giorno dopo giorno, affinché cresca sano e robusto. Così, il dono della Grazia che riceviamo in Cristo va sempre alimentato, con costanza e fiducia, sapendo che alla fragilità dell'uomo viene in soccorso la potenza di Dio. Il dono del Natale è un dono per tutta la vita, da coltivare quotidianamente. 

mercoledì 20 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 5

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Egli viene andiamogli incontro 
ritornando sui retti sentieri.





Dire Natale è dire speranza: Gesù prende carne per abbracciare la carne di ogni essere umano, anche di quelli che sono lontani dalla strada che conduce a Lui... soprattutto di quelli che non sanno di avere bisogno di Lui. Se Cristo si fa uomo non è per negarsi a qualcuno, ma per darsi a tutti. Con l'Incarnazione Dio assume sembianze come le nostre, per rendersi più accessibile, per mostrare il suo amore in maniera comprensibile. Il linguaggio di un bambino è quello della tenerezza, della fragilità, della simpatia. È un messaggio che, in fin dei conti, riesce a essere veicolato senza bisogno di parole; così semplice, ma così essenziale, profondo, vero, da comporsi solo di gesti, sguardi, sorrisi, pianti. Questo è uno dei messaggi dell'Incarnazione, in cui Dio parla una lingua universale: quella dell'amore. E Gesù vivrà sulla propria pelle questo messaggio, per tutta la sua vita di uomo: rendendosi vicino al dolore degli emarginati, degli scartati, finanche dei delinquenti, come arriverà a fare sulla Croce, quando muoverà a compassione il cuore di uno dei due ladroni, non mettendosi a sfoggiare le proprie prerogative divine, ma semplicemente presentando la propria esperienza umana, di uomo condannato ingiustamente. La sua stessa presenza mite, il suo essere arrivato sulla Croce senza aver fatto nulla di male riusciranno a toccare l'animo di quello che oggi chiamiamo il buon ladrone.
Ecco, il Natale ci ricorda proprio questo: Dio viene in mezzo a noi come uno di noi, e si esprime in una modalità universale e ci dice che c'è possibilità di cambiamento per tutti. Dio ha accettato la grande sfida di farsi uomo, di abbassarsi fino al nostro livello, pur di attirarci tutti a sé. Per tutti, arrivando più o meno alla fine dell'anno e tirando le somme, sicuramente comparirà qualcosa che sembra averci fatto deviare dalla strada verso Gesù. Rimbocchiamoci le maniche, rinsaldiamoci nella speranza, rimettiamoci in cammino, impegniamoci ad abbandonare modi di fare e di pensare che contraddicono il Vangelo. Alla fine della strada... Gesù ci aspetta!

martedì 19 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 4

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale






 Rivestiamo la forza di Dio 
per resistere al male,
per resistere al male 





Il tempo della veglia è anche il tempo in cui si rischia maggiormente di stancarsi fisicamente. Il tempo passa, gli occhi vorrebbero chiudersi, il corpo preferirebbe abbandonarsi totalmente al sonno. In termini spirituali si può dire che l'attesa è anche il momento della tentazione, in cui le debolezze umane sono messe maggiormente alla prova. Ne siamo consapevoli anche attraverso il Vangelo, perché sappiamo che il Gesù adulto sarà tentato, nel deserto, dopo un periodo di lungo digiuno e preghiera, durato quaranta giorni. 
Camminare mentre si veglia, camminare per arrivare, camminare incontro. Possiamo aggiungere anche: camminare rimanendo sempre all'erta. Dobbiamo dotare il nostro spirito di una sorta di antifurto, che scatti non appena qualcuno o qualcosa tenti di manometterlo.
Sembra un controsenso – se proprio il tempo dell'attesa è quello in cui si è più deboli – che san Pietro scriva: «Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1Pt 5,8). Ma la soluzione dell'enigma sta in quel siate sobri. Vegliare con sobrietà non è la stessa cosa che vegliare tra i divertimenti. Né sobrietà significa povertà. Lo dicevamo già ieri: le vergini stolte mandano in fumo le nozze perché si trovano a mani vuote! Sobrio non vuol dire semplicemente moderato, ma soprattutto pienamente cosciente. Diciamo che una persona è sobria quando non è ubriaca: ecco perché ci serve rivestirci della forza di Dio per resistere al male. Se la grazia di Dio ci riveste, se la fede ci sostiene, allora avremo occhi, mente, orecchie, mani e cuori sobri per riconoscere i tranelli in cui rischiamo di cadere, il peccato che rischia di sedurci sotto false apparenze di bellezza, l'orgoglio che vorrebbe gonfiarci di superbia... Il cammino a volte è come una corsa a ostacoli e solo se sapremo evitare i pericoli rimanendo ben desti, potremo correre incontro alla meta desiderata.

lunedì 18 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 3

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Egli viene, vegliamo in attesa, 
ricordando la sua parola.





Il tema della veglia ci riporta a quello del primo giorno: camminare. Vegliare e camminare non sono in contrapposizione, al contrario! Solo chi veglia nel modo giusto è in grado di camminare bene verso la meta. Le vergini stolte del Vangelo (cfr. Mt 25,1-13) ne sono un lampante esempio a rovescio: attendono, ma nel modo errato. Non hanno olio e, quando si mettono in cammino per andare a comprarlo è troppo tardi: lo Sposo giunge in loro assenza ed esse rimangono per sempre chiuse fuori dal palazzo, cui invece accedono le vergini sagge. Vegliare significa essere vigili, ben desti, percepire i segnali che provengono dall'esterno; è cogliere i segni dei tempi, giocando d'anticipo per arrivare pronti al momento cruciale. Nel cammino di Avvento (come poi in quello della vita) è la Parola che ci guida nella veglia. Non un semplice esercizio di memoria, ma un mettere in pratica, un lasciarsi stimolare, interrogare, cambiare dalla Parola. Questo ricordare ciò che Gesù ha detto e fatto diventa la bussola per orientarci nella vita, e a maggior ragione in questo tempo speciale di attesa che ogni anno la Chiesa ci chiama a vivere. Riscopriamo la Parola, riscopriamo come Gesù ha vissuto, come ha amato, come si è donato. Solo così saremo pronti ad accoglierlo nel modo migliore all'arrivo del Natale.

domenica 17 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 2

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Egli viene il giorno è vicino 
e la notte va verso l’aurora.
 Eleviamo a Lui l’anima nostra,
 non saremo delusi, 
non saremo delusi.





La notte, il buio, la delusione: sono tutti simboli di realtà non solo materiali, ma anche e soprattutto interiori. Sono la parte oscura della vita, la faccia pesante dell'esistenza, il carico di sofferenze, solitudini, tristezze e sconfitte che ognuno si porta dietro, a cui tutti – prima o poi – vanno incontro. Dio viene a liberarci dal giogo di questi pesanti fardelli, perché Gesù in persona è la Buona Novella, l'annuncio della liberazione per ogni uomo. Quella liberazione a cui tutti aneliamo, e che già nell'Antico Testamento risuona come profezia carica di bellezza e speranza. Ma questa liberazione è ancora più profonda e importante: è la liberazione dalla notte del peccato, dal buio della morte. La carne umana che "rivestirà" il Verbo di Dio, la temporalità che ricoprirà l'eternità della seconda Persona della Trinità e la finitezza che ammanterà l'infinito assoluto del divino saranno la porta di accesso alla salvezza. In quella carne – con quella carne – Gesù dimostrerà al mondo di quale amore Dio ama ogni uomo; in quella carne Gesù affronterà la morte, per sconfiggerla definitivamente. Quella stessa carne risorgerà, pegno e anticipazione dello spezzare le catene che ancora tengono gli uomini inchiodati nella penombra delle loro cadute e risalite. Ma intanto, ne siamo già certi: il giorno è vicino, la notte non dura per sempre. Dio, facendosi uomo, viene per annientare il male, il peccato e la morte. Dio è luce, Dio è amore (cfr. 1Gv 1,15; Gv 8,12). 

sabato 16 dicembre 2017

Novena di Natale 2017/ 1

CAMMINIAMO
INCONTRO AL SIGNORE!
Novena di Natale




 Rit. Camminiamo incontro al Signore, camminiamo con gioia, 
Egli viene non tarderà, Egli viene ci salverà. 





La novena di Natale ci avvicina all'incontro con Gesù, con il Figlio di Dio che si fa uomo tra gli uomini. La tradizione ha riempito questa attesa (che parte con il Tempo di Avvento) di canti che tutti conoscono, melodie che inevitabilmente associamo al periodo che ci prepara alla nascita del Cristo.
Ma anche i canti più moderni hanno qualcosa da dire al popolo di Dio che cammina verso Gesù. Camminiamo incontro al Signore, dice uno di questi canti. 
Camminare: l'Avvento non è un'attesa statica, in cui semplicemente aspettiamo che qualcuno ci raggiunga. L'Avvento è l'attesa di chi sa che c'è un tesoro da trovare, da riscoprire, e per questo si mette in cammino. D'altronde, questa è la logica dell'amore: chi ama non sta fermo, chi ama cerca di raggiungere l'oggetto del proprio amore. Così l'uomo si mette in cammino verso Dio, proprio mentre Dio si mette in cammino verso l'uomo. Sapere che Dio sta venendo verso di noi dovrebbe riempirci di gioia, e farci muovere passi festosi, di chi non sta nella pelle per quello che sta per succedere.
Camminare nell'Avvento, dunque, è un camminare incontro, un camminare per incontrarsi reciprocamente. Ma come tradurre in termini concreti questo doppio movimento? Se sentiamo che Dio si fa vicino a noi, avviciniamoci a Lui con le modalità più varie, dalla vita di preghiera e liturgica più intensa a un incontro con il Signore che passa attraverso gli altri, per mezzo di quei fratelli in cui siamo chiamati a riconoscere il volto di Dio che nell'oggi, realmente, ci viene incontro, e verso cui dobbiamo, a nostra volta, andare. Per portare un sorriso, una parola di conforto, un invito alla speranza; per dare un abbraccio di consolazione, per condividere una gioia, per essere segno visibile di un amore che si è manifestato in carne e ossa duemila anni fa, ma che ancora oggi mi aspetta e si aspetta che lo raggiunga. Se l'amore ci muove allora stiamo davvero camminando incontro a Dio. Il Dio della vita, della gioia, della speranza.