sabato 24 settembre 2011

NOVENA A SANTA TERESA DI LISIEUX- Terzo giorno: Non adirarsi interiormente



O Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, che nella tua breve esistenza sei stata esempio di angelica purezza, di forte amore e di generoso abbandono a Dio, volgi uno sguardo di compassione a noi che confidiamo in te.
 Fa' tuoi i nostri desideri, e rivolgi per noi una parola alla Vergine Maria di cui fosti figlia prediletta e "che ti sorrise sul mattino della vita". 
Dille che, come Madre di Dio e degli uomini, ci ottenga con la sua potente intercessione la grazia che tanto desideriamo, e che l'accompagni con una benedizione che ci fortifichi in vita, ci assista in morte e ci conduca alla beata eternità. 
Amen.



Teresina attraverso i ricordi di Suor Maria della Trinità, ci ha fatto comprendere -in questi primi giorni della novena- che la "piccola via" non è semplicemente un abbandono "passivo" fra le braccia di Gesù (il nostro ascensore per la santità!), al contrario, essa è un lavoro costante e spesso costoso per la nostra natura umana.
La stessa Santa di Lisieux ci  ha dato lei per prima il modello cui guardare per seguire la strada dell'infanzia spirituale, costi quello che costi alle nostre naturali disposizioni e inclinazioni umane e di carattere.
Ecco cosa ci ha lasciato scritto Suor Maria della Trinità,  -nella sua deposizione al proceso di beatificazione- a proposito della grande carità "eroica" che animava suor Teresa di Gesù Bambino:

"Per più di tre anni ebbe, come prima di ufficio, la suora più esigente che si posa incontraare; con le sue numerose manie e richieste farebbe perdere la pazienza ad un angelo; è il giudizio di tutte coloro che la conosco.
(la cosiddetta prima di ufficio è la monaca responsabile di una certa mansione - per esempio la confezione degli abiti- mentre la seconda è la consorella che la aiuta e la sostituisce in caso di necessità)
Occorre una virtù eroica, per piegarsi a tutti i suoi capricci.
Quando vedeva suor Teresa di Gesù Bambino che andava a sbrigare una commissione urgente, si metteva davanti a lei e, camminando a piccoli passi, le impediva di superarla.
La stordiva tutto il giorno con le sue prediche; i suoi discorsi erano delle vere sciarade e non esprimeva mai chiaramente il suo pensiero.
Un giorno che mi parlava in tal modo, le dissi con tono spazientito: ho fretta; ditemi francamente quello che volete; io non capisco ciò che dite!

Oh, mia piccola sorella-mi rispose- suor Teresa di Gesù Bambino non mi hai mai parlato come voi!

Riferiì la cosa alla Serva di Dio, che mi disse:
Siate molto dolce con lei; è malata; poi è un atto di carità lasciarle credere che ci fa del bene e questo ci dà la possibilità di praticare la pazienza.
Ebbene, potete fare quello che faccio io; non è molto difficile; bisogna cercare di non adirarsi interiormente, di addolcire il proprio animo con pensieri caritatevoli; dopo, la pazienza si pratica quasi naturalmente".

Quante volte incontriamo, durante la nostra giornata, persone un poco importune, le famose "mosche" che, come diceva Papa Luciani, ci infastidiscono e mettono alla prova il nostro carattere, la nostra pazienza, il nostro essere cristiani autentici!
Non è facile agire con loro animati sempre dalla carità, non è sempre facile vedere anche in quelle persone -soprattutto in loro- Gesù che ci parla attraverso un nostro fratello, una nostra sorella.
Santa Teresina ne era consapevole, infatti ci dice che occorre  "cercare" di non adirarsi.
Se cerco una cosa, vuol dire che ancora non l'ho trovata, o che almeno, si tratta di una cosa che devo prima cercare ogni volta e poi trovarla.
La natura umana ha le sue "imperfezioni", vale a dire quei moti primi istintivi che non possiamo del tutto cancellare da noi, perché fanno parte del nostro...dna caratteriale!
Però possiamo provare a dominarli, a convertirli in qualcosa di buono!

Quando allora ci capitano le occasioni di essere importunati da qualcuno, che magari ci chiede piccoli favori che potrebbe sbrigare da solo, o che fa sfoggio con noi di un particolare suo difetto che mette alla luce anche le nostre debolezze interiori, proviamo a seguire l'esempio di anta Teresina.
Cominciamo a cercare la pace interiore.
Come?
"Addolcire il proprio animo con pensieri caritatevoli": ce lo dice Teresina stessa!
Qualoi possono essere, in concreto, questi pensieri?
Sono tanti, ad esempio: potremmo dirci che quella persona che abbiamo di fronte, starà agendo con  retta intenzione, anche se a noi non sembra, e quindi agli occhi di Dio non compie alcun peccato.
Perché allora io devo attaccarla verbalmente o dimostrarmi scostante?

Potremmo ancora dirci che, se ci chiede un favore che potrebbe sbrigarsi da sola, forse ritiene che noi possiamo renderglielo con maggiore delicatezza, quindi  ci sta anche regalando un atto di carità, chiedendo a noi di aiutarla....ma magari non riesce a dircelo con parole che a noi parrebbero più "luinghiere" per il nostro orgoglio...
Perché allora dovrei negarle quel piccolo favore?

Potremmo ancora dirci che quel suo modo di fare è frutto del suo carattere, si, ma che noi non sappiamo fino a quale punto lo domini e che magari quello che a noi appare un grande difetto, sia magari il risultato di un grosso lavoro di "contenimento".
Chi siamo noi per giudicare?

Ecco, se inseguiamo pensieri di questo tipo ed altri simili, Teresina ci assicura che poi la pazienza si pratica "quasi facilmente": la nostra santina è molto obiettiva. 
Non ci dice: si pratica facilmente, ma"quasi", perché siamo peccatori e quindi avremo sempre un piccolo forzo da fare.
Ma il Signore lo premierà  e volta per volta ci farà superare le nostre difficoltà!
Quello sforzo è proprio il nostro "segno" concreto d'amore a Gesù: siamo disposti ad affrontarlo per farGli piacere!
Coraggio! Chiediamo aiuto alla nostra Santina!

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