lunedì 11 febbraio 2013

IL PAPA LASCIA IL PONTIFICATO DAL 28/02


In questo momento di sconcerto e confusione per noi fedeli, uniamoci nella preghiera per il nostro amatissimo Papa Benedetto XVI e per la Chiesa intera.


Un grazie che viene dal cuore ad un Papa che ha fatto tanto per la Chiesa, e a Joseph Ratzinger, sacerdote, vescovo, cardinale, che sempre farà per la nostra Madre Chiesa.

TI VOGLIAMO BENE, dolce Cristo in terra!
Ti vorremo sempre bene, come ad un padre, perché ogni sacerdote è padre!



MEMORIA DELLA BEATA VERGINE DI LOURDES- VERGINE MADRE, SII PER NOI IL LEMBO VISIBILE DEL MANTELLO DI CRISTO, UN MANTO CHE GUARISCE E SALVA!



Vergine di Lourdes,
Chiesa di Santa Teresa-Torino

La memoria liturgica di quest'oggi è facoltativa, questo vuol dire che la Parola proclamata nell'Eucaristia dovrebbe essere quella del giorno corrente, lunedì della V settimana T.O.


Ed è una splendida coincidenza, quella che oggi ci consente di ascoltare una lettura ed un salmo che, assieme al Vangelo, appaiono quantomai in assonanza con il ricordo della Beata Vergine di Lourdes, che nelle apparizioni a Santa Bernardette si definì "l' Immacolata Concezione".


La prima lettura ci presenta infatti il libro della Genesi (che proprio oggi prende avvio), in cui Dio crea il mondo, la luce, il sole, le stelle e la luna.


E' una narrazione che fa tornare alla mente -quasi come compendio dei rimandi mariani in essa contenuti- alle parole che Papa Benedetto XVI pronunciò l'8 dicembre 2011, nell'Atto di venerazione alla Madonna in piazza di Spagna e che ci offrono l'occasione per uno splendido collegamento fra la "Genesi" e l'"Apocalisse".




Nell'Apocalisse "Maria appare “vestita di sole”, cioè vestita di Dio: la Vergine Maria infatti è tutta circondata dalla luce di Dio e vive in Dio. 
Questo simbolo della veste luminosa chiaramente esprime una condizione che riguarda tutto l’essere di Maria: Lei è la “piena di grazia”, ricolma dell’amore di Dio.
E “Dio è luce”, dice ancora san Giovanni (1 Gv 1,5).
Ecco allora che la “piena di grazia”, l’“Immacolata” riflette con tutta la sua persona la luce del “sole” che è Dio.

Questa donna tiene sotto i suoi piedi la luna, simbolo della morte e della mortalità.
Maria, infatti, è pienamente associata alla vittoria di Gesù Cristo, suo Figlio, sul peccato e sulla morte; è libera da qualsiasi ombra di morte e totalmente ricolma di vita.
Come la morte non ha più alcun potere su Gesù risorto (cfr Rm 6,9), così, per una grazia e un privilegio singolare di Dio Onnipotente, Maria l’ha lasciata dietro di sé, l’ha superata.
E questo si manifesta nei due grandi misteri della sua esistenza: all’inizio, l’essere stata concepita senza peccato originale, che è il mistero che celebriamo oggi; e, alla fine, l’essere stata assunta in anima e corpo nel Cielo, nella gloria di Dio.

Ma anche tutta la sua vita terrena è stata una vittoria sulla morte, perché spesa interamente al servizio di Dio, nell’oblazione piena di sé a Lui e al prossimo.
Per questo Maria è in se stessa un inno alla vita: è la creatura in cui si è già realizzata la parola di Cristo: “Io sono venuto perché abbiano la vita, e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).


Nella visione dell’Apocalisse c’è un altro particolare: sul capo della donna vestita di sole c’è “una corona di dodici stelle”.

Questo segno rappresenta le dodici tribù d’Israele e significa che la Vergine Maria è al centro del Popolo di Dio, di tutta la comunione dei santi.
E così questa immagine della corona di dodici stelle ci introduce alla seconda grande interpretazione del segno celeste della “donna vestita di sole”: oltre a rappresentare la Madonna, questo segno impersona la Chiesa, la comunità cristiana di tutti i tempi.

Essa è incinta, nel senso che porta nel suo seno Cristo e lo deve partorire al mondo: ecco il travaglio della Chiesa pellegrina sulla terra, che in mezzo alle consolazioni di Dio e alle persecuzioni del mondo deve portare Gesù agli uomini".


Maria è dunque rivestita della Luce di Cristo, sconfigge la morte e porta la Vita nel mondo, raffigurando noi tutti pellegrini nella fede.
Maria è una creatura MERAVIGLIOSA, UNICA NELLA STORIA DI TUTTI I TEMPI, è colei di cui il Signore gioisce, ma in cui Dio gioisce anche per noi tutti, che attraverso la Sua Immacolata Concezione riceviamo Gesù, che ci rende uomini nuovi.

In Maria e grazie a Maria, come il salmista possiamo dire:

"Gioisca il Signore per tutte le sue creature"!

Il Salmo ci fa poi pregare:

"Tu mandi nelle valli acque sorgive 
perché scorrano tra i monti".

Come non pensare all'acqua miracolosa di Lourdes, quella sorgente "venuta" dal nulla, ad un comando della Madonna che indicò a Bernardette il punto fangoso in cui scavare?
Un'acqua che ridona vita, salute, ma soprattutto la grazia della conversione.

Qui entra in gioco il Santo Vangelo di oggi: i malati accorrono da Gesù non appena sbarcato a Genèraset, così come accorsero, accorrono e accorreranno a Lourdes a partire dall'11 febbraio 1858.
Bere l'acqua di Lourdes, gettarsi nella piscina...è un po' come toccare il lembo del mantello verginale di Maria: non la si vede, ma si sa che è in quel luogo di grazie, scelto da Dio per manifestare al mondo l'Onnipotenza per Grazia della Vergine Madre.
E toccare il manto di Maria è come toccare il mantello di Gesù, perché -ce lo ricorda sant'Alfonso Maria de Liguiri , assieme a molti altri santi - tutte le grazie passano per le mani di Maria.
Maria è un "canale": il canale attraverso cui viene a noi il Figlio e noi andiamo a Lui.

Maria è il "canale della Misericordia di Dio"!




Vergine di Lourdes, con alle spalle il quadro di Gesù della Misericordia
Chiesa di Santa Teresa, Torino

"E quanti lo toccavano venivano salvati", conclude il Vangelo odierno.

Lo toccavano per guarire nel corpo, ma venivano non solo "sanati" nel fisico, ma "salvati" nello spirito.

Così si può dire anche di Maria: andiamo a lei per ottenere grazie materiali, si va a Lourdes implorando la guarigione anche da gravi malattie, ma spesso nostra Madre ci "previene", ottenendo un miracolo ulteriore o ben più grande: la guarigione dello spirito, la conversione, il ritorno alla fede.



Vergine Maria,
tu che ci sei stata donata come Madre
ai piedi del Calvario di dolore 

sii per noi
su questa terra
il lembo visibile del mantello di di tuo Figlio

quel lembo che si lascia
toccare
stringere
a cui possiamo aggrapparci

Ottienici di ritrovare
la gioia di vivere
perché tu sei Madre della Vita;

il coraggio di guardare il mondo con occhi nuovi
perché tu brilli della Luce di Cristo;

la fede per superare le sofferenze morali 
perché in te è stata sconfitta la morte; 

la fiducia in un futuro migliore
perché Dio Onnipotente
ti ha resa Onnipotente per Grazia.


Implora per noi
la guarigione dai nostri mali
e la grazia della conversione

perché tu hai mostrato al mondo
che la Purezza esiste
Si è fatta Carne
e ha abitato in te

rendendoti Immacolata
senza macchia
fin dall'eternità

e per l'eternità.

Possiamo imitare
la tua Purezza
perché tu che ci mostri
ciò che saremo
nella Gerusalemme Celeste

dove 

"non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate"
  (Ap 21,4)

venerdì 8 febbraio 2013

UN ATTO D'AMORE....



"Gesù nel mio cuore

 ha seminato

 il buon seme: 

l'atto d'amore.


A me lasciò l'incarico 

di farlo crescere

 sino a 

maturazione".


(Suor Consolata Betrone- "Appunti in coro-Diari")




Un atto d'amore non è altro...che amore: vedere Gesù in tutti, trattare dunque tutti come tratteremmo Lui, con affabilità, con un sorriso, spronandoci a mettere da parte il proprio io che reclama sempre tempo libero per sé stesso, premure solo per sé stesso, gentilezze solo per sé stesso...

Un atto d'amore è facile in certe situazioni, quando si è allegri, quando tutto va bene, per cui la felicità personale diventa quasi un catalizzatore che trascina in maniera più ovvia a rispondere con amore ad una richiesta...
...ma altre volte costa: costa quando non ci trova nelle disposizioni d'animo migliori, e allora si preferirebbe dire un "no", un "più tardi", un "mi dispiace,ho da fare.... chiedi ad altri".

Ecco in cosa l'atto d'amore può diventare eroismo, come ci insegnano anche i diari di Suor Consolata Betrone, ecco in cosa l'atto d'amore può diventare preziosissimo per conquistare anime.
Non richiede niente altro che un costante impegno nella vita di ogni giorno: nel vicino di casa che bussa ad un'ora inopportuna perché ha bisogno di un favore; 
nella persona un po' seccante che mi trattiene al telefono perché ha necessità di parlare;
nel familiare che mi chiede una cortesia proprio quando sono oberata di lavoro....

Eppure, fermiamoci a pensare: tutta la vita di Gesù è stata un continuo atto d'amore!
La vita del Verbo, UOMO E DIO è stata attraversata non solo da fenomeni straordinari come la Trasfigurazione, ma costellata da un susseguirsi di semplici, ma eroici atti d'amore!
Possiamo contemplare un Gesù assediato dalle folle che dovunque Lo seguivano, che riuscivano a trovarLo non appena si fosse sparsa la notizia del Suo arrivo in nuovo paese; circondato da ogni sorta di ammalati nel corpo e nello spirito che Lo toccavano, come fa l'emorroissa, per ricevere il miracolo della guarigione....; 
un Gesù che viene continuamente provocato da scribi e farisei, da sommi sacerdoti; 
un Cristo che viene più volte braccato da malintenzionati che vogliono solo disfarsi di Lui...

Come risponde, a tutte queste "sollecitazioni" il Nostro Modello?
Con un atto d'amore continuo: si interessa dei malati e li cura;
cerca di smuovere i cuori induriti di quanti non riescono a comprendere di avere davanti il Figlio di Dio;
insegna alle folle affinché possano cibarsi della Parola anche i più poveri e semplici;
si prende cura degli apostoli stanchi...invitandoli al riposo, mentre Egli solo rimane a gestire le grandi masse di persone che Lo attorniano....

E Gesù è contento di amare, il Vangelo non ce Lo presenta stanco, non ce Lo descrive come un Uomo che borbotti ad ogni nuova richiesta di aiuto o che si lamenti di essere importunato in un'ora poco consona...
Al contrario, l'esempio riportato in parabola è significativo: l'amico va di notte a chiedere i famosi tre pani e li riceve! (Lc 11,5-8)
Questo non può però esimerci dall'ammettere, umanamente parlando, l' "eroismo" del Gesù- Uomo nel vivere in un continuo atto d'amore.
"Il Figlio dell'Uomo non ha dove posare il capo" (Mt 8,20), dice Egli stesso.

L'amore costa, ma proprio per questo è prezioso, l'amore è semplice, ma proprio per questo è ricchezza, l'amore è a volte poco appariscente, ma proprio questo lo rende speciale, unico, brillante agli occhi di Dio, l'Unico che vede nel segreto dei cuori e ricompensa (Mt 6,1-6).  

Un atto d'amore vale molto: FA FELICE GESU'! 

Non pensiamo che sia banale, questo concetto!
Immaginiamo Cristo Signore per quello che è: UN DIO AMORE CHE CI AMA!

Ora, se io amo qualcuno sono contento di ricevere le sue gentilezze...e Gesù, che ci ama, chiede a ciascuno di noi di offriGli le nostre delicatezze rivolgendole a coloro che sono nostri fratelli, i "piccoli" del Vangelo di cui Egli dice: "ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40)

L'esperienza dell'amore umano può aiutare a comprendere il valore di un atto d'amore anche sotto un altro punto di vista: se io mi sento amato da qualcuno che anche io amo, e percepisco che questo amore è speciale, unico, totale, il fatto stesso di sentire questo amore mi renderà gioioso, quasi ben disposto alla gentilezza verso tutti, più facile al perdono anche verso chi mi ha offeso. Perché sento che nella mia vita ho trovato qualcosa di così importante che non posso permettermi di turbare la "pace", la gioia che esso mi procura.

Applichiamo questo discorso all'amore fra noi e Gesù.
Noi Lo amiamo nei fratelli, rimanendo nell'atto d'amore e Dio, che ci ama pazzamente, se sente realmente che il nostro è un amore senza finzioni, totale in un certo senso agirà come agiremmo noi: coprirà con la Sua Misericordia i peccati di molte anime...Questo non vuol dire che diventerà "ingiusto", ma che il nostro atto d'amore potrà essere una "moneta" di scambio per ottenere la conversione di qualcuno, la guarigione di un malato, un maggior fervore per un'anima tiepida....

Gesù è felice di essere amato, Gesù ci vuole rendere Suoi collaboratori -con l'atto d'amore- nella salvezza di molte anime...

Allora rendiamo felice Colui che vuole essere felice dissetandoSi al nostro povero amore!
AMIAMOLO!



"Ricorda che l'amore, e solo l'amore, ti porterà al più alto grado di santità"

(Gesù a Suor Consolata Betrone)

lunedì 4 febbraio 2013

SE L'UOMO SI CHIUDE NELL'EGOISMO....riflessioni a margine del Vangelo di oggi


Il Vangelo di oggi (Mc 5,1-20 mi fa sempre un pò...impressione: l'uomo è capace, a volte, non solo di grandi eroismi, ma anche di assurde ed enormi bestialità!

Sebastien Bourdon, L'esorcismo sull'indemoniato Geraseno
(XVII secolo)

Gesù guarisce un povero disgraziato, un indemoniato di quelli che nessuno poteva più avvicinare, un uomo ridotto a larva, che vive fra i sepolcri, ha una forza da far paura a qualunque essere umano e passa il tempo -notte e giorno, ci dice l'evangelista- a gridare e percuotersi con pietre.

Una descrizione da far pena a chiunque, una presentazione da muovere a compassione anche i sassi....e invece?
E invece si smuove solo Dio in Persona!

La scena dell'indemoniato gerasèno mi colpisce per un particolare: l'incipit del brano dice che, appena Gesù scese dalla barca, "subito" Gli si fece incontro l'uomo.
Più avanti si legge che "visto Gesù da lontano accorse".

Subito...e lontano....

Si potrebbe intravedere, in questi due avverbi, le coordinate del divario fra l'uomo tormentato dal male e il male che lo tormenta.

Il bene ha la meglio, il male non può prevalere! Non prevarrà!

Il bene che c'è ancora in quell'uomo tormentato, la sua dignità "sepolta" sotto il cumulo della "Legione", si divincola, "percepisce" che Colui che sta arrivando è il Solo che può salvarlo.
Nemmeno il male riesce a soffocare il grido di libertà che anima l'uomo, il desiderio di felicità che è insito in ogni essere umano.

Il Male che abita il Gerasèno si trova, allora, quasi "sospinto" da quel barlume di forza positiva che ancora cova sotto cenere nell'uomo, e suo malgrado è portato da Gesù.

Mi piace pensare che a gettarsi ai piedi di Cristo non sia tanto il Maligno (che pure così facendo è "costretto" a riconoscere l'Onnipotenza di Cristo), ma proprio l'essere umano, quell'uomo ridotto quasi a una bestia, che riconosce i propri errori, e implora misericordia da Dio...

...a strepitare, a urlare è invece soltanto il Maligno, che pur riconoscendo la Superiorità di Dio, Lo implora di non scacciarlo, di non far tornare alla normalità quell'uomo di cui ha preso possesso.

Gesù ha compassione dell'uomo, in lui riconosce un vero pentimento.
Il Male, si "inchina" solo per circuire l'essere umano, mai per fare il suo bene.
Il Male tenta addirittura di "implorare" falsamente Dio....

Gesù premia l'uomo, e per farlo usa uno stratagemma interessante: manda la Legione in un branco di porci, i quali vanno poi a gettarsi da un burrone. 
Un povero mandriano, di punto in bianco, perde tutto, ma riacquista un compaesano, un fratello, un uomo come lui....

Ci sarebbe da aspettarsi, accanto al naturale momento di smarrimento per la moria di molti maiali (fonte di sostentamento per il mandriano), anche la gioia per un uomo che da ombra di sé stesso torna alla vita.

Invece no, tutti, non solo il proprietario dei porci, tutti si ribellano.
TUTTI SI LASCIANO IMPRESSIONARE DALLA FORZA DEL MALIGNO E NON STUPIRE DALLA MERAVIGLIA DELLA MISERICORDIA DI DIO.

TUTTI PREFERISCONO LA "TRANQUILLITA' " DI UN VIVERE COL MALE ACCANTO CHE "TANTO" TANGE UNA SOLA PERSONA, PIUTTOSTO CHE CON LA CONSAPEVOLEZZA DI SAPERE CHE IL MALE PUO' TOCCARE CHIUNQUE, MA CHE PUO' ANCHE ESSERE VINTO DALL'AMORE DIVINO....

Tutti preferiscono chiudersi nell'egoismo del proprio "io sto bene....che m'importa di quel disgraziato"?

Che miseria: sprecare così un ammaestramento in piena regola, più che una parabola, una "scena quasi teatrale" che mette in moto un film davanti agli occhi dei gerasèni.....

Nessuno comprende. 
Nessuno tranne uno.

Il Geraseno guarito: ecco, lui sì, che ha capito!
Ha capito così bene che vorrebbe seguire Gesù, lasciare tutto e andare con Lui.

Ma la sequela diretta non è per tutti e qui il Signore lo fa comprendere molto bene.
L'importante è essere cristiani, dovunque, sempre.
La vocazione è risposta ad un disegno di Dio.

Il progetto, per l'indemoniato guarito, è di essere apostolo proprio fra i suoi increduli compaesani.

E' come se il Maestro gli dicesse: torna fra i tuoi, perché a Me non hanno creduto.
Torna fra i tuoi, perché avrebbero preferito tenerti distante, unico caso di male "della porta accanto", per vivere nelle loro sicurezze;
torna da loro e fa' vedere che è bello "condividere", dare un'altra possibilità a chi viene da un passato poco pulito; 
torna da loro e canta le meraviglie della Misericordia di Dio;
torna da loro e aiutali a capire che il Male non si combatte isolando chi ne è affetto, ma cercando di guarirlo con l'Amore.

Torniamo fra i nostri, diventiamo le mani, gli occhi, le braccia, la voce di Gesù, per rammentare a chi ancora non vede, che EGLI E' IL DIO DELLA MISERICORDIA, L'UNICO CHE SCONFIGGE IL MALE CON IL BENE.

sabato 2 febbraio 2013

2 FEBBRAIO : GIORNATA MONDIALE PER LA VITA CONSACRATA


Nella giornata mondiale della vita consacrata credo che le parole migliori possano essere quelle su chi ha speso la propria esistenza come risposta al "dono, progetto e sogno" che è la vita stessa nel piano di Dio.


Per questo, ringraziando l'amica Danila che mi ha girato il link, condivido con voi un video sulla vita di Fr. Jean Thierry Ebogo -carmelitano scalzo- invitandovi a seguirlo fino alla fine, per conoscere meglio questo ragazzo..."che voleva diventare Gesù"!