giovedì 10 novembre 2011

ASPIRARE ALLA SANTITA': SUOR TERESINA ZONFRILLI



"Che sorpresa avremo alla fine del mondo
 leggendo la storia delle anime!...
quante persone si stupiranno vedendo la via
 per la quale la mia anima è stata condotta"!

(Santa Teresa del Bambino Gesù-Storia di un'anima)



Mentre leggevo il volume "Piccola Ostia-Suor Maria Teresina Zonfrilli"  ho ripensato a queste parole della santina di Lisieux.
Sì, anche di Suor Teresina Zonfrilli si potrebbe dire la stessa cosa: che sorpresa, avremo in Paradiso, leggendo  la storia della sua anima!
Ma lo stupore può coglierci già adesso, nello scoprire la sua figura, nel leggere la sua biografia, nel tentare di arrivare un po' al nocciolo della sua esperienza spirituale.

Suor Teresina Zonfrilli nacque a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, il 5 febbraio del 1899.
La piccola venne abituata ben presto alle pratiche di pietà, specialmente grazie a mamma Teresa, donna di grande fede e fervente preghiera, che ogni giorno alimentava il suo amore a Gesù attraverso l'incontro Eucaristico.
Teresina  -al secolo Maria Francesca- al pari della santina di Lisieux ebbe a lavorare su un carattere molto...vivace, animato però, pur nella sua irruenza, da veri slanci di amore spontanei e semplicissimi.

Ella stessa raccontava, indubbiamente vedendo in sé stessa -per la propria umiltà- molti più difetti di quelli che avesse realmente: "Ero capricciosa molto, anzi, per quanto ero cattiva, mi dicevano: ogni riccio un capriccio. Ero superba in modo straordinario".
L'amore a Gesù riuscì a farle compiere il miracolo: levigò il suo carattere fino a non far trasparire il minimo moto di impetuosità, anzi, apparendo come una persona naturalmente inclinata alla bontà....tanto da riuscire a nascondere abilmente gli sforzi interiori compiuti nell'attuare il bene e i doveri quotidiani, pur fra molte prove spirituali!

Maria Francesca entrò in religione fra le Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario -ordine fondato dalla nobildonna genovese e oggi santa, Virginia Centurione Bracelli- e prese il nome di Teresina, come segno di affetto verso la sua "omonima" santa di Lisieux, alla cui scuola imparò l'arte di farsi piccola per diventare grande santa!

Suor Teresina Zonfrilli aveva anche accarezzato l'idea di entrare fra le carmelitane, ma fu la Vergine Addolorata che "comparendo in sogno (o visione?) alla giovanetta, quando, ancora in famiglia, si dibatteva nel dubbio della vocazione religiosa, le aveva detto sorridendo: Vieni, vieni"?
Fin dagli anni del postulato, Suor Teresina si dimostrò un vero modello per le sue compagne, ma non fu esente dalla "fatica"  interiore nella fedeltà ai suoi doveri quotidiani.
Chi percorre la piccola via, direbbe Santa Teresa del Bambin Gesù, deve raccogliere tutte le "spine", le punture di spillo che incontra sul proprio cammino, per salvare le anime.
E la giovane postulante di Pontecorvo ne trovò realmente molte!

Ecco come descrisse ella stessa alcune di queste prove, appellandosi con un nome che utilizzerà sempre, per indicare il proprio niente :"Piccola lordura"!


"Nei primi mesi del mio probandato, sentivo tanta ripugnanza nell'eseguire alcuni uffici della comunità, come: nettare le scale, ordinare il refettorio, le camere, ecc.
E Gesù, tanto buono con la sua piccola lordura, affinché essa imparasse a vincersi per solo suo amore, permetteva che la Madre Maestra dimenticasse alla fine della settimana che il mio turno era finito e tornasse di nuovo ad incaricarmi di quelle faccende.
Con un -Tocca a lei- io ero di nuovo alle prese con la mia natura; combattevo sì, ma senza manifestarlo.
Un giorno non riuscivo a calmare le mie sfrenate passioni; avendo fra le mani una grossa chiave di ferro, mi diedi con questa alcuni colpi sulle mani, e la vittoria riportata fu di Gesù che così amorosamente mi guidava.
A forza di vincere me stessa da probanda, quando fui novizia, molte volte chiedevo da me di essere addetta a tali faccende; ma di tanto in tanto le mie passioni tornavano a ribellarsi, specialmente allorché ero veduta da qualche Suora che già mi conosceva.
A volte il mio amor proprio mi tentava diversamente: Diranno che sei proprio attiva, che ti sai sacrificare....
E allora esclamavo: Gesù, amor mio, per Te, solo per Te, ogni cosa per Te, con Te!  Abbi pietà di me!".


Quando Suor Teresina vergò queste parole, ormai era già molto avanti nel cammino di santità....eppure con tanta semplicità sottolineò gli sforzi continui cui dobbiamo tutti sottoporci se vogliamo farci realmente santi.

Anzi, più desideriamo la santità, maggiori saranno le prove e magari proprio in quei piccoli doveri del quotidiano, apparentemente banali, poco rischiosi....

Vincersi significa tirare fuori il "carattere" nella maniera giusta: imponendosi su sé stessi, per amore di Gesù.
A volte con parole di umiltà, altre volte....con qualche piccola "bottarella" al nostro orgoglio, come mordersi la lingua, darsi un pizzicotto...mortificare la carne, anche se non più coi sistemi degli antichi asceti, rimane pur sempre un mezzo per scacciare la tentazione! E' infatti una forma di penitenza utile al bisogno!


Emessa la professione definitiva, Suor Teresina cominciò a pieno titolo la sua attività all'interno dell'Istituto religioso. 
Le venne proposto di continuare anche gli studi, ma qui dovette subire la prima grande e forte "umiliazione.
Dopo aver detto a Gesù: "Signore, vedi, se lo studio mi allontana da Te, troncalo subito", fu presa da febbri che perdurarono un anno, e così fu costretta ad abbandonare quei libri che pur le piacevano tanto.
L'umiliazione fu fortemente sentita, a causa del giudizio formulato da alcune consorelle della comunità, sulle sue capacità.

Suor Teresina riprese allora la propria attività di infaticabile apostola: si occupò degli ammalati -nascondendo sempre le ripugnanze che alcuni di essi le cagionavano- e delle giovanette educande di alcuni istituti dell'ordine.
In tutti lasciava una forte impressione di santità.

Qualcuno ebbe a dire: "Quella suora non fa nulla di straordinario, ma è proprio una santa"!

Abbandonatasi alla via dell'amore, la sua ascesi spirituale fu sempre continua e la portò ad una vera fioritura di grazie interiori, di colloqui spirituali con il Signore, vissuti come da riversare poi sulle anime.
Una consorella raccontò: "Notavo in lei uno spirito industrioso, sapeva trasformare tutte le azioni, anche indifferenti in una lode continua al Signore".

L'intensa vita spirituale che si svolgeva nel suo intimo, era infatti convertita in un rapporto di vicinanza a Gesù anche nelle attività materiali, ma attuato in maniera tale da essere di esempio e stimolo anche per le consorelle, attraverso semplici atti quotidiani di amore al Signore, animata sempre dalla "purezza d'intenzione".
In lei era sempre viva la presenza di Gesù, al quale aveva chiesto: "Ti amo: dimmi, che vuoi che io faccia"?
Ed Egli le aveva risposto: "Nulla, nulla si richiede ai piccoli, perché non posseggono nulla, ma solo che cerchino di stare sempre presso la Madre, anche nelle minime occupazioni, sia pure materiali".


Il grande abbandono di Suor Teresina fu infine quello nella e della malattia.
Colpita da un grave male allo stomaco, trascorse gli ultimi anni di vita sul suo "tronetto d'amore": il suo lettino!
Pur sottoposta ad alcune operazioni, non riuscì a guarire: tormentata da forti tentazioni di gola, non poté che alimentarsi pochissimo...si potrebbe dire che patì letteralmente la fame!
Il periodo dell'immobilità e della sofferenza fisica fu quello di maggiore intimità con lo Sposo.
Egli le disse:
"Gli Angeli in Cielo che fanno?
Adorano amando, ed adorando amano; quindi la loro occupazione è incessante adorazione di amore.
L'anima amante sulla terra deve vivere come i beati del Cielo.
Pochi sono gli adoratori in spirito e verità, le anime cioè che, dimenticando completamente se stesse, si immergono con amore nell'oceano del divin volere e. cullate dolcemente dalle onde della grazia, si lasciano portare serenamente ovunque il Padre vuole.
Sempre unite intimamente al loro Creatore, adempiono ogni loro azione nella verità, in spirito di continua adorazione, non sapendo agire diversamente, perché la luce che le avvolte è così potente, che la loro vita si avvicina a quella dei Santi.
Che fanno i beati in Cielo?
Adorano profondamente Dio, Verità infinita.
Ed anche in queste anime, tutto prega, tutto adora".


La malattia fu adorazione,...e riparazione fino al 20 gennaio 1934, quando finalmente incontrò lo Sposo!


Le spoglie di Suor Teresina riposano oggi nella cappella dell'Istituto delle Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario di Roma, in via Emanuele Filiberto, poco distante dalla fermata Manzoni della Metro A.


La tomba della Venerabile, sormontata dal Crocifisso e dalle statue della
 fondatrice del suo ordine, Virginia Centurione Bracelli e da quella di Santa Teresa di Lisieux



PREGHIERA PER LA GLORIFICAZIONE DI SUOR TERESINA ZONFRILLI

O Santissima Trinità, Padre, Figliolo e Spirito Santo,
Vi adoriamo dal profondo del nostro nulla
e Vi riconosciamo per nostro Dio e nostro Tutto.

Per la tenerissima devozione che professò al Vostro augusto Mistero la fedele Vostra Serva Suor Maria Teresa Zonfrilli, ardentemente

Vi supplichiamo affinchè, se ciò è conforme ai Vostri disegni,
vogliate glorificare qui in terra la vostra umile figlia,
che durante la sua breve vita ebbe due soli aneliti: diventare evangelicamente piccola e fare sempre la Vostra Divina Volontà.

Per i meriti del nostro Divin Salvatore Gesù e della Santissima Madre Immacolata.
Così sia.

3 Gloria al Padre.

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