martedì 1 dicembre 2009

Pensieri per lo spirito / 1


NON C'È AMORE PIÙ GRANDE
Gesù ha dato la sua vita per l'uomo

Cosa curiosa che l'Avvento cominci un giorno prima della fine del mese dei morti, quasi a ricordarci che si nasce spiritualmente solo “morendo a sé stessi”, come Gesù stesso ci insegna.
Cosa meno insolita, se siamo soliti riflettere su quello che il nostro stesso cammino terreno ci impone di fare: un percorso a tappe, di cui la nascita materiale è solo uno dei tanti momenti che ci condurranno al Padre.
Facile a dirsi, forse poco facile a farsi, specialmente in tempi come i nostri, in cui la cultura della morte, ma specialmente della “buona morte”, non esiste piu' e non vanno di moda i famosi "esercizi della buona morte"!
 In realtà, basterebbe guardare a Gesù, vero Dio e vero Uomo, per trovare il “compendio del ben morire”, non dimenticando di gettare un'occhiata anche su Maria, che ai piedi della Croce, accompagna il Figlio verso l'ultima fase della sua vita terrena.
Apparentemente Gesù muore di una morte sola: morte di croce, cosa già di per sé non da poco, se si consideri quanto sia straziante, per il fisico, sopportare quelle atroci pene che quella tortura comportava.
Ma mi piace pensare che Nostro Signore, volendo sperimentare ogni fatica umana, sia invece morto di una morte dai mille volti, per dare anche a noi, uomini di ogni tempo, la forza necessaria per affrontare quello che ci sarà riservato nell'istante ultimo, o nelle ultime fasi, della nostra esistenza su questo mondo.

Gesù conosceva con largo anticipo (potremmo dire dall'eternità!) la morte di cui sarebbe dovuto morire. E sapeva bene quali sofferenze, fisiche e morali, lo attendessero.
In questo lo si potrebbe considerare come un malato terminale dei nostri giorni: diagnosi certa, secca, di lasciare questo mondo entro un tot definito di tempo.
Da uomo e da uomo vero, ci avrà pensato molte volte, come gli stessi Vangeli fanno supporre, considerate le varie affermazioni che Lui stesso fa in proposito, cercando di preparare i suoi discepoli ad accettare l'apparente sconfitta della Croce.
Leggiamo nel Vangelo di Luca : “Il Figlio dell'uomo, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno” (Lc 9, 22); “Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini” (Lc 9, 44);“Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, e tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell'uomo si compirà. Sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà” (Lc 18, 32-33).
E si può immaginare che questo pensare al momento di una morte cosi' atroce avra' causato sofferenza e generato preghiera....
Eppure Gesù, l'uomo con diagnosi infausta di morte certa, continuò a vivere e lo fece in pienezza, ricordando a tutta l'umanità che la vita è dono e va vissuta fin quando non giunge il tempo di rimetterla nelle mani del Padre, perchè qui siamo solo di passaggio, ma la nostra vera Patria è quella celeste e una volta raggiunta la nostra destinazione, non ci saranno più sofferenze, ma potremo ricevere il premio per l'amore dato, per i dolori cristianamente sopportati, per la nostra intera vita, spesa nel fare la volontà di Dio!
Ma Gesù morì anche come quei condannati “moderni”, che negli stati in cui vige la pena di morte, affrontano un'agonia interiore, oltre che per la morte in sé che li aspetta, anche per il sapere di essere condannati ingiustamente.
Il Signore è allora vicino a quanti, per le barbarie di popoli che si credono civili, o semplicemente per errori giudiziari, anche laddove non vige la pena di morte, affrontano esecuzioni capitali o scontano pene per colpe non commesse.
E ancora: quasi al culmine delle proprie pene, Gesu' disse al buon ladrone Oggi sarai con me in Paradiso”.
Parole di speranza anche per quanti, peccatori, condannati giustamente a scontare una pena (ma non altrettanto giustamente alla pena di morte, che è sempre e comunque disumana), potranno in ogni caso scegliere, nell'ultimo istante della propria vita, di ricongiungersi a Dio Padre. Il Signore è misericordia e ci chiama fino all'ultimo minuto!

E ancora: Gesù morì con la pena nel cuore di essere stato tradito da uno dei suoi, il discepolo Giuda.
Ovvio, permissione divina perchè si adempisse la scrittura, ma ciò non toglie che, facendo uso del proprio libero arbitrio, Giuda abbia arreccato un grande dolore a Nostro Signore, che lo amava di amore sincero!
E infine: Gesù morì nel fiore degli anni, martoriato nelle carni, deriso da tutti, come tanti giovani d'oggi che trovano la morte in incidenti stradali, o che, colpiti da gravi malattie, lasciano madri e padri in preda al dolore credo piu' grande che un genitore possa provare.

E' a questo punto che ci viene incontro Maria Santissima, che ai piedi della Croce osservava la morte del figlio con composto dolore, con il cuore sicuramente lacerato dalle sofferenze del figlio e dal sapere che presto non avrebbe potuto vederlo con gli occhi del corpo, ma pienamente convinta che RISORGEREMO e che Cristo sarebbe stato la primizia dei risorti! Che ad attenderlo ci sarebbe stato il Padre, che nulla si sarebbe perduto!
Davanti allo spettacolo più doloroso che ci possa essere, quello di un uomo-Dio che decide di morire per noi, la nostra Madre Celeste compartecipava senza strepiti a quello che è il destino di ogni uomo, ben lontano, il suo modo di agire, dai tanti “accanimenti terapeutici” che oggi vanno di moda, dalle lotte alla cura dell'ultimo minuto per prorogare di poco o molto che sia, il nostro distacco terreno.
Quel Signore in Croce, che moriva solo, senza il conforto di una carezza materna, in verità moriva di una morte dai tanti volti, per essere l'Uomo-Dio che ci accompagna nel nostro comune destino di esseri mortali, insegnandoci a morire con dignità, chiedendo di fare la volontà del Padre, pur nella naturale e umana paura del distacco da questo mondo, ma moriva anche avvolto dalla preghiera e dallo sguardo della Sua e Nostra Madre Maria, che ci insegna il vero atteggiamento da assumere davanti alla morte altrui, specialmente dei nostri cari: fiducia in Dio, nei cui piani tutto è predisposto per concorrere al nostro vere bene, anche la morte; certezza nella resurrezione, per cui non tutto finisce con la vita terrena che lasciamo; compostezza nel dolore, perchè per un cristiano, la morte, è la fonte della vita vera.
Chiediamo al Signore che, guidati dalla Vergine Maria, possiamo fin d'ora imparare a ben morire, per non giungere impreparati a quegli istanti che saranno l'ultimo banco di prova del nostro amore verso Dio e verso i fratelli, affinchè veramente, accarezzati dallo sguardo della nostra amata Madre, riusciamo ad affidare totalmente, sull'esempio di Cristo Gesù, il nostro spirito, nelle mani di Dio Padre.  

Buon avvento a tutti

6 commenti:

  1. Belle parole - grazie - mi hanno aiutato molto per la meditazione oggi :)
    E bel blog, complimenti!

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  2. Grazie a te e buona giornata!

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  3. Una meditazione a 360°! Hai toccato tutte le "possibilità" di morte, trovando per ciascuna la risposta cristiana. Un solo appunto: l'argomento mi sembra più adatto alla Quaresima, che non all'attesa piena di Speranza per la Nascita del Salvatore. Ma sono anche convinta che si debba pensare allo "strappo del velo" in ogni istante. "Memento mori" è il motto che dovremmo sempre metterci davanti: ricorda che devi morire. Per cui vivi ogni giorno come fosse l'ultimo, perciò vivilo bene, come Cristo ci ha insegnato.
    Vedi che ho" meditato sulla tua meditazione", con la "determinata determinazione" di S. Teresa? Auguri per il tuo blog, che diventi sempre più fonte di ispirazione per chi lo legge!!

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  4. Carissima Danila, piu' che come post di avvento, questo mio intervento è nato a conclusione del mese dei morti, oltre che dalle letture di Domenica, che nel rito romano (a differenza di quello ambrosiano), affrontavano il tema degli ultimi tempi e delle tante catastrofi e persecuzioni che li precederanno. Per cui, come dici anche tu, "memento mori", ma anche "carpe diem"!

    Grazie anche a te!

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  5. Ottimo blog e bellissima riflessione ;)

    P.S.: il mio è renderragione.splinder.com

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  6. Grazie anche a te Lore e buona giornata :)

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