sabato 19 maggio 2018

Novena a Maria Ausiliatrice 2018 /5

MADRE PER TUTTI, 
NESSUNO ESCLUSO


La novena di quest'anno prende le mosse dalla proposta pastorale salesiana per il 2018 sulla Chiesa, vista come "Casa per molti, madre per tutti, nessuno escluso".
Anche Maria Santissima, figura e modello della Chiesa (come la definisce il Vaticano II) è madre per tutti, senza eccezioni. Riflettiamo allora sulla figura di Maria Ausiliatrice in chiave salesiana, ma, prima ancora e soprattutto, "materna".
Buona novena a tutti!



PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE COMPOSTA DA DON BOSCO

O Maria, Vergine potente, 
Tu grande illustre presidio della Chiesa; 
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani; 
Tu terribile come esercito schierato a battaglia; 
 Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo; 
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze 
difendici dal nemico 
e nell'ora della morte accogli l'anima nostra in Paradiso!  



Maria è donna dell'aiuto insperato, Colei che si fa presente quando tutto sembra senza via d'uscita, senza possibilità di buon esito, e non c'è umanamente nessuno in cui poter confidare. A Cana di Galilea si presenta esattamente così, intercettando il bisogno inespresso dei due sposi e richiedendo a Gesù un intervento radicale, decisivo, capace di cambiare il corso degli eventi. Da cosa si sarà accorta, Maria, che il vino buono si era finito? L'avrà letto negli sguardi preoccupati dei festeggiati e del maestro di tavola? Avrà ascoltato un bisbiglio concitato dei servi? Non possiamo rispondere a questa domanda, ma possiamo certamente dire che la Madonna ha avuto occhi per vedere, occhi capaci di captare dei segnali che a tutti gli altri – presi magari dalle chiacchiere, dalle pietanze e dal clima festoso – erano sfuggiti. La Madonna vede, comprende, agisce. È come una Madre che riesce a decifrare nei propri figli quei piccoli segni che a un estraneo sfuggono o non dicono niente. Una madre, invece, percepisce tutto, comprende e si mette all'opera; ma questo non avviene semplicemente per un meccanismo automatico, perché il legame madre-figlio va sempre curato e alimentato con l'amore. Quando si ama si può vedere e quando si ama si vuole con tutte le proprie forze intervenire in caso di bisogno. 
Don Bosco di questo era sicuro: la Madonna non l'avrebbe mai abbandonato, neppure quando la situazione fosse stata umanamente irrisolvibile. D'altronde, così aveva fatto con i sogni che lo avevano guidato nel suo cammino di salesiano. Maria era intervenuta, assieme a Gesù, dandogli ogni volta dei nuovi "indizi", nuovi consigli, nuove indicazioni per far procedere la sua opera a favore dei giovani.
«Asserisce il Can. Ballesio, D. Bosco era in fama di ottenere da Maria SS. Ausiliatrice molte grazie a favore di coloro, che a lui si raccomandavano. E questa fiducia aveva un fondamento sicuro, perché da quanto io ricordo, nel mio soggiorno di otto anni nell'Oratorio, ed in seguito tutte le volte che ebbi a trattare col Servo di Dio, conobbi che egli aveva nella Madonna piena fiducia e che col suo aiuto era certo di ottenere moltissimo, anche quello che umanamente parlando pareva impossibile. La Madonna fu sempre la sua tesoriera, la sua difesa ed il suo aiuto, sia a favore di quelli che a lei ricorrevano per mezzo del Servo di Dio, sia a favore delle opere Salesiane”».
(Memorie Biografiche, VI, 383).

venerdì 18 maggio 2018

Novena a Maria Ausiliatrice 2018 /4

MADRE PER TUTTI, 
NESSUNO ESCLUSO


La novena di quest'anno prende le mosse dalla proposta pastorale salesiana per il 2018 sulla Chiesa, vista come "Casa per molti, madre per tutti, nessuno escluso".
Anche Maria Santissima, figura e modello della Chiesa (come la definisce il Vaticano II) è madre per tutti, senza eccezioni. Riflettiamo allora sulla figura di Maria Ausiliatrice in chiave salesiana, ma, prima ancora e soprattutto, "materna".
Buona novena a tutti!




PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE COMPOSTA DA DON BOSCO

O Maria, Vergine potente, 
Tu grande illustre presidio della Chiesa; 
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani; 
Tu terribile come esercito schierato a battaglia; 
 Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo; 
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze 
difendici dal nemico 
e nell'ora della morte accogli l'anima nostra in Paradiso!  



Maternità e sofferenza: un binomio purtroppo non scontato, non banale. Chi genera vita sperimenta, purtroppo, anche la sofferenza. Perché la vita è fatta non solo di momenti felici, ma pure di incomprensioni, di malattia, di dolore e di morte. E spesso una madre vede con i propri occhi e condivide sulla propria pelle le sofferenze di un figlio. Così Maria è passata attraverso le ordinarie (oltre che straordinarie) vicende della realtà umana e ricevendo non solo annuncio gioioso dell'angelo Gabriele, ma anche quello cupo di Simeone, che nel Tempio le aveva prefigurato il momento della tristezza accanto a Gesù, racchiudendolo nell'immagine della spada che le avrebbe trafitto l'anima (cfr. Lc 2,35). 
Essere madri e "aiutare" i propri figli si esprime anche nell'essere pronti a soffrire per loro, nelle diverse situazioni che giorno dopo giorno chiedono di essere affrontate. Per Maria molte sono state le sfide che l'hanno vista coinvolta a motivo di Gesù: l'imbarazzante situazione di essere incinta prima della coabitazione con Giuseppe; un parto lontano dalla propria casa e in condizioni che oggi definiremmo disumane; la minaccia rappresentata da Erode; la vita in una terra straniera; gli anni difficili della vita pubblica di Gesù, osteggiato da scribi, farisei e sacerdoti; la Crocifissione e la morte del Cristo. 
Maria non si è dileguata nei pericoli e nelle fasi dolorose della vita di suo Figlio. Non ha gettato la spugna, non se n'è lavata le mani. Ha continuato a stare, così come è stata ai piedi della Croce, in quello che certamente per lei deve aver rappresentato l'apice della sua sofferenza di donna e di madre, ma anche di credente, saggiata come «oro nel crogiuolo» (Sap 3,6) dinanzi all'apparente sconfitta del Figlio, all'apparente dissolversi in una bolla di sapone delle promesse di Dio. A volte anche una semplice presenza è di aiuto, di conforto, per chi soffre. Con questa consapevolezza, di avere accanto a noi una Madre che non scappa nel momento del nostro maggior bisogno, possiamo vivere i nostri personali dolori. Maria segue ciascuno di noi nel personale tragitto doloroso, quando scaliamo le montagne delle difficoltà, della solitudine, della malattia. Davanti alle difficoltà, la sua presenza deve incoraggiarci, nonostante tutto, alla speranza: Dio è più grande di ogni ostacolo, di ogni limite umano. La nostra fede non può vacillare. Possiamo fare nostra l'esperienza di don Bosco: «La sua fiducia  non si appoggiava sulle speranze umane, sibbene nella protezione di Maria SS.» [1], quella di cui il santo dirà, riguardando al passato e scorrendo tutta la propria vita: «Ha fatto tutto lei»!

[1] Memorie Biografiche, VI, 500.

giovedì 17 maggio 2018

Novena a Maria Ausiliatrice 2018 /3

MADRE PER TUTTI, 
NESSUNO ESCLUSO


La novena di quest'anno prende le mosse dalla proposta pastorale salesiana per il 2018 sulla Chiesa, vista come "Casa per molti, madre per tutti, nessuno escluso".
Anche Maria Santissima, figura e modello della Chiesa (come la definisce il Vaticano II) è madre per tutti, senza eccezioni. Riflettiamo allora sulla figura di Maria Ausiliatrice in chiave salesiana, ma, prima ancora e soprattutto, "materna".
Buona novena a tutti!



PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE COMPOSTA DA DON BOSCO

O Maria, Vergine potente, 
Tu grande illustre presidio della Chiesa; 
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani; 
Tu terribile come esercito schierato a battaglia; 
 Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo; 
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze 
difendici dal nemico 
e nell'ora della morte accogli l'anima nostra in Paradiso!  


Maria è donna del servizio, capace di mettere gli altri al primo posto, sempre disponibile a venire incontro alle necessità di chi le è prossimo. 
Indubbiamente è così per un suo stesso modo di essere e per una sua spiritualità interiore che la rende particolarmente sensibile alle esigenze altrui, ma questa sua capacità si affina in lei ancora di più nel momento in cui riceve il dono della maternità, dono che non va tenuto solo per sé, ma condiviso con gli altri. Ogni vita che nasce, infatti, non è un "possesso" di chi la porta alla luce. Un figlio non va posto sotto chiave, non lo si può conservare sotto una campana di vetro. Ogni vita è sempre anche per gli altri, in una catena di relazioni che si stringono e di condivisioni che si generano. Se la maternità si esprime nella capacità non egoistica della madre di spendersi per il figlio, allora questo implica anche che solo dove non c'è chiusura c'è veramente maternità. E la non chiusura significa apertura verso il mondo, verso gli altri oltre il figlio, verso gli altri a cui portare il dono che quel figlio è. 
Maria ne è la prova vivente: piena di Spirito, arricchita dal Verbo che si è fatto carne nel suo grembo, si mette in cammino verso la montagna, per raggiungere Elisabetta. Una decisione che nasce dal desiderio di aiutare una parente anziana "miracolosamente" incinta, ma anche dall'impellente necessità di condividere con un'altra donna di famiglia, che sta sperimentando una gioia simile alla propria, il grande regalo ricevuto da Dio, quello della maternità. Nell'incontro tra le due nasce il Magnificat di Maria, un canto di esultanza, di felicità; nasce quel gioioso «benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» che dopo due millenni preghiamo nell'Ave, Maria.
Quando la Madonna viene in nostro aiuto non può che farlo con gioia: è l'entusiasmo che in lei nasce dall'essere stata –  a sua volta – "aiutata" da Dio, che l'ha chiamata alla vita, l'ha scelta per uno stupendo progetto e l'ha benedetta e ricolmata di Grazie.
«C'è più gioia nel dare che nel ricevere» e se per noi questo è a volte solo un modo di dire, per Maria è una realtà. La Madonna continua ad aiutarci con il sorriso sulle labbra, senza stancarsi per le nostre richieste di aiuto. 
«Una cosa che abbiamo fra di noi in modo specialissimo» diceva don Bosco, «e non la conosciamo abbastanza, si è la protezione di Maria e quanto sia efficace il ricorrere a questa buona Madre. Recitate adunque e fatevi familiari quelle belle parole, che a Lei disse l'Angelo: Ave, Maria, gratia plena: e quelle che la S. Chiesa va ripetendo: Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis. Alla sera quando andate a coricarvi dite sempre: Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis. Al mattino appena siete svegliati ripetete sempre: Ave, Maria e vedrete il mirabile effetto di questa invocazione» [1].

[1] Memorie Biografiche, VI, 115.

mercoledì 16 maggio 2018

Novena a Maria Ausiliatrice 2018 /2

MADRE PER TUTTI, 
NESSUNO ESCLUSO


La novena di quest'anno prende le mosse dalla proposta pastorale salesiana per il 2018 sulla Chiesa, vista come "Casa per molti, madre per tutti, nessuno escluso".
Anche Maria Santissima, figura e modello della Chiesa (come la definisce il Vaticano II) è madre per tutti, senza eccezioni. Riflettiamo allora sulla figura di Maria Ausiliatrice in chiave salesiana, ma, prima ancora e soprattutto, "materna".
Buona novena a tutti!





PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE COMPOSTA DA DON BOSCO

O Maria, Vergine potente, 
Tu grande illustre presidio della Chiesa; 
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani; 
Tu terribile come esercito schierato a battaglia; 
 Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo; 
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze 
difendici dal nemico 
e nell'ora della morte accogli l'anima nostra in Paradiso!  




La maternità è servizio, perché essere madri è essenzialmente questo: amare e dare la vita non solo nel senso di mettere una creatura al mondo, ma di spendere tutta la propria esistenza per i figli, rimanendo madre "a tempo indeterminato". 
Maria è stata Madre così, per Gesù, accompagnandolo lungo tutto il tragitto della vita, anche quando ormai il Cristo era adulto e stava seguendo la propria strada. I Vangeli ci presentano la Vergine a Cana di Galilea, ma ce la fanno intuire sempre e comunque sulle orme di Cristo, come quando Matteo annota: «Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli» (Mt 12, 16) o come quando gli Evangelisti la annoverano fra i pochi intimi che seguivano Gesù lungo il tragitto del Calvario e poi ai piedi della Croce. 
Mentre Gesù aiutava Maria a progredire nella fede, Maria aiutava Gesù, rimanendogli vicina mentre in molti lo consideravano un folle, un esaltato, un idolatra. Questa vicinanza, questo «prolungamento della maternità» [1], questo tacito incoraggiamento al Figlio a proseguire su un cammino tanto strano agli occhi del mondo, ma nella certezza che fosse voluto dal Padre, ci ricorda che la Madonna aiuta noi, suoi figli, nel fare la volontà di Dio, giorno dopo giorno, momento dopo momento. Ma bisogna anche credere che veramente Lei sia accanto a noi, che rimanga sempre presente nelle faccende ordinarie e straordinarie della nostra vita. 
Forse Gesù e Maria avranno trascorso dei momenti di dialogo, di confronto, durante gli anni della vita pubblica del Messia: una modalità che bisogna imparare a calare nel proprio quotidiano. Vivere con Maria, sentirla come presenza invisibile agli occhi, ma concreta per il cuore, per lo spirito; parlare con Maria dei propri problemi, affidarle le necessità, confidarle le gioie, chiederle consiglio. Come si fa con una mamma. 
E una madre non rifiuta il proprio aiuto a un figlio che la invoca, se è vero che san Bernardo di Chiaravalle ha scritto nel suo Memorare: «non si è mai udito al mondo che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia chiesto il tuo soccorso, e sia stato abbandonato» . E Don Bosco, ne Il giovane provveduto, narrava di come san Francesco di Sales, ancora giovane studente laico, recitando questa preghiera in un momento di grave sconforto spirituale, fosse stato immediatamente liberato da una tentazione [2]. 
E che Maria sia veramente vicina ai suoi figli, lo testimonia anche quanto don Bosco stesso vide e disse trovandosi a Nizza, in visita dalle Figlie di Maria Ausiliatrice: «La Madonna è veramente qui, qui in mezzo di voi! La Madonna passeggia in questa casa e la copre con il suo manto» [3].
Facciamo che anche nelle nostre case Maria passeggi, ci protegga, ci guidi, ci sorregga nel cammino della fede, fatto di momenti di gioia, ma anche di incomprensione, di dolore. Il suo amore materno sia per noi consolazione e speranza nell'Amore di Dio che non ci abbandona mai.



[1] Giorgio Gozzelino, Ecco tua Madre! Breve saggio di mariologia sistematica, Elledici, 1998, p. 87.
[2] Giovanni Bosco, Il giovane provveduto, OE XXXV,3, p. 264.
[3] Memorie Biografiche, XVII, 557.

martedì 15 maggio 2018

Novena a Maria Ausiliatrice 2018 /1

MADRE PER TUTTI, 
NESSUNO ESCLUSO


La novena di quest'anno prende le mosse dalla proposta pastorale salesiana per il 2018 sulla Chiesa, vista come "Casa per molti, madre per tutti, nessuno escluso".
Anche Maria Santissima, figura e modello della Chiesa (come la definisce il Vaticano II) è madre per tutti, senza eccezioni. Riflettiamo allora sulla figura di Maria Ausiliatrice in chiave salesiana, ma, prima ancora e soprattutto, "materna".
Buona novena a tutti!




PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE COMPOSTA DA DON BOSCO

O Maria, Vergine potente, 
Tu grande illustre presidio della Chiesa; 
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani; 
Tu terribile come esercito schierato a battaglia; 
 Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo; 
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze 
difendici dal nemico 
e nell'ora della morte accogli l'anima nostra in Paradiso!  



Maria è donna dell'accoglienza: con prontezza aderisce al progetto di Dio su di lei, accettando di ospitare nel proprio grembo il Verbo che si fa Carne. 
Maria è dunque donna della disponibilità, dell'apertura mentale e spirituale: le possibilità impensate che Dio le prospetta attraverso l'angelo Gabriele non la atterriscono, non la impensieriscono per il futuro. Eppure ciò che le viene detto è nuovo, importante, e anche pieno di punti interrogativi. Cosa vuol dire essere coperti dall'ombra della potenza dell'Altissimo; che significa diventare "Madre del Figlio di Dio? Cosa comporta accogliere l'altro e cosa comporta anche l'essere accolti da Dio fino al punto di diventare strumento per una missione simile? 
Se lo sarà chiesto, Maria, in quell'istante o magari dopo, oppure in entrambi i momenti. Avrà riflettuto su quanto le stava accadendo, su quanto le sarebbe accaduto. Alla fine, però, quello che conta è solo una cosa: fidarsi. Per accogliere e per essere accolti occorre fiducia. Fidarsi perché l'altro sa quello che fa. Fidarsi perché se si è scelti, allora si ha la capacità di portare a compimento la propria missione. Ma il tutto avviene in una mutua relazione di aiuto: accogliere l'altro è accettare di aiutare e di essere aiutati. Maria, come madre, sarà aiuto del Figlio che metterà al mondo: lo nutrirà, lo crescerà, lo accompagnerà nella crescita spirituale di giovane ebreo e più in generale nel cammino della vita. Ma, proprio in quanto madre del Figlio di Dio, Maria si farà anche aiutare da Lui. Maria crescerà nella fede accanto a Gesù, ascoltandolo parlare del Padre, vedendolo operare negli anni della sua vita pubblica e rimanendo discepola fedele dopo la sua morte e risurrezione. 
Anche nei nostri confronti Maria fa questo: ci aiuta a generare in noi la fede, ci offre un modello da imitare, ci addita il Figlio suo da guardare per procedere sulla strada dell'amore e della santità, ci spinge  a credere in noi stessi quando siamo tentati dal lasciar perdere, credendo di non poter fare grandi cose nella vita. Ma Maria si fa anche aiutare dai suoi figli... e nella vita di don Bosco, il più grande apostolo dell'Ausiliatrice, lo si vede chiaramente. Giovanni Bosco fu uno strumento nelle mani di Dio e di Maria per realizzare una grande opera, che sotto il segno dell'Ausiliatrice fosse di aiuto per tanti ragazzi disagiati, bisognosi di tutto, dal pane all'affetto, dall'educazione al lavoro, dal vestito al nutrimento spirituale. Il ragazzo dei Becchi, il contadino povero e orfano, fu colui attraverso il quale Maria Ausiliatrice ebbe un monumento di mattoni (la Basilica torinese) e due viventi (le Figlie di Maria Ausiliatrice e l'Associazione di Maria Ausiliatrice), per diffonderne il culto in tutto il mondo e spronare i cristiani a ricorrere a lei specialmente nei tempi difficili.
È bello pensare, anche per noi, a un rapporto di questo tipo con Maria: noi ci fidiamo di lei e lei si fida di noi. Pedaliamo in tandem, corriamo una staffetta, ci aiutiamo a vicenda. Proprio come accade in un normale rapporto tra madri e figli, relazione fatta di confidenza, di fiducia, di ascolto e di mutuo soccorso.