martedì 15 febbraio 2011

RINNOVATO IL SITO DEDICATO A SUOR CONSOLATA BETRONE!


"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli". (Mt 11,25)




Il sito del Monastero Sacro Cuore di Moncalieri, dove visse la Serva di Dio Suor Consolata Betrone, è stato recentemente rinnovato nella grafica e arricchito di splendidi contenuti (provate ad esempio a dare un'occhiata alla galleria fotografica!).

Vi invito a consultarlo per approfondire magiormente la spiritualità di Suor Consolata e meditare su come farci sempre più piccoli fra le braccia del Padre!



venerdì 11 febbraio 2011

FESTA DELLA BEATA VERGINE DI LOURDES


"Gli avvenimenti che si svolsero allora a Lourdes, e di cui meglio si valutano, oggi, le spirituali proporzioni, vi sono ben noti. 
Sapete, diletti figli e venerabili fratelli, in quali condizioni impressionanti nonostante scherni, dubbi e opposizioni, la voce di questa fanciulla, messaggera dell'Immacolata, si è imposta al mondo. 
Conoscete la fermezza e purezza della sua testimonianza, provata con sapienza dall'autorità episcopale e da questa sancita sin dal 1862. 
Già le moltitudini erano accorse, e non hanno cessato, poi, di affluire alla grotta delle apparizioni, alla sorgente miracolosa, nel santuario sorto su richiesta di Maria. 
È la commovente teoria degli umili, dei malati e degli afflitti: è l'imponente pellegrinaggio di migliaia di fedeli di una diocesi o di una nazione; è il tiepido assenso di un'anima tormentata che cerca la verità... 
«Giammai - abbiamo pure detto - in un angolo della terra si è visto simile corteo di sofferenza, giammai un eguale irradiarsi di pace, di serenità, di gioia». E non mai, potremmo aggiungere, si conoscerà il numero di benefici che il mondo deve alla Vergine soccorritrice! «O grotta beata, onorata dalla presenza della Madre di Dio! Roccia degna di venerazione, dalla quale sono scaturite con abbondanza le acque vivificatrici!»".

 (Pio XII- Enciclica "Il pellegrinaggio a Lourdes)




 A conclusione di questa novena, insieme a Pio XII, riflettiamo sul bene, materiale e specialmente interiore, spirituale, che la Vergine di Lourdes continua a riversare su tutti i suoi figli, specialmente su quanti si rechino in pellegrinaggio alla grotta di Massabielle.

E proprio ai malati hanno pensato gli amici dell'Associazione Maria, Stella di Fatima, che con gli Araldi del Vangelo ricorderanno nella Santa Messa di oggi tutti i malati che indicherete loro.

Cliccate qui per aprire la pagina in cui potrete indicare i loro nomi!
E BUONA FESTA A TUTTI VOI!

giovedì 10 febbraio 2011

NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI LOURDES- Nono giorno: solo Dio basta!



NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI LOURDES  

O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.
Con l'apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch'essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già  molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.
Anch'io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerà d'imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. 
Amen.

3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione
 della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.


Nel corso di questa novena abbiamo meditato sull'importanza della preghiera e della penitenza, seguendo i passi della Vergine Maria e di Bernardette, che sotto la sua materna protezione e guida, ha saputo fare della propria "croce" una "passione d'amore" a beneficio dei peccatori.
Anche noi siamo invitati a fare altrettanto, vivendo la nostra vita come una continua e generosa offerta di noi stessi, ma com'è possibile mantenere inalterato lo slancio del cuore, che facilmente si infiamma nel corso di un momento più intenso di preghiera, come può essere questa novena, anche nel corso di quello che si è detto essere il "terribile quotidiano"?

E' ancora una volta Bernadette che ci viene in aiuto, dicendoci:
"amare il buon Dio, questo è tutto.
Amo il buon Dio, non voglio offenderlo.
Cerchiamo solo la gloria di Dio.
Non lavorare che per Dio.
Nulla succede senza la volontà di Dio.
Quando facciamo quello che il buon Dio, non bisogna lagnarsi.
Se avessimo la fede, vedremmo il buon Dio in ogni cosa".

In due parole, potremmo dire: DIO SOLO.
Ecco il mistero della grande forza interiore di Bernadette, una forza che seppe manifestarsi nell'accogliere il dono delle visioni con umiltà, nel sopportare le insistenti visite mediche, la "morbosità" di alcuni dei curiosi venuti per "vedere", la vita lontana da Lourdes, la prova della malattia.
Ecco quello che deve diventare anche la nostra ricetta per vivere sempre allo stesso modo: DIO SOLO!
Se ameremo Dio, la preghiera diventerà in noi e per noi, un naturale mezzo di "comunicazione" con Lui, un dialogo a cuore aperto, come anche Gesù ci ha insegnato, dicendoci di rivolgerci a Dio come ad un Padre.
Se ameremo Dio, cercheremo di impegnarci giorno per giorno, nelle piccole prove della vita, per dimostrarGli questo affetto, esercitando la carità con chi incontreremo.
Ci sforzeremo di agire per il bene dei nostri fratelli ed a maggior gloria di Dio, e ci sforzeremo (perché all'inizio non è sempre un meccanismo automatico!) di capire che tutto ciò che ci accade, dalla cosa più banale, a quella più importante, dagli eventi felici a quelli tristi...tutto avviene per volontà o permissione divina, e dunque...non bisogna lamentarsi, ma essere fiduciosi, come ci dice San Paolo, che "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" e veramente, in ogni cosa, in ogni episodio della nostra esistenza, in ogni incontro, in ogni persona, riusciremmo a vedere Dio stesso!

Già qualche secolo prima di Bernadette, una grande santa carmelitana, Santa Teresa d'Avila, aveva così condensato questi concetti, in una splendida poesia:


Nulla ti turbi.
Nulla ti spaventi.
Tutto passa.
Dio non cambia.
La pazienza
tutto ottiene.
Nulla manca
a chi possiede Dio.
DIO SOLO BASTA.

Che a conclusione di questa novena, la Vergine Maria ci ottenga dal Signore di mettere Dio al centro della nostra vita, del nostro cuore, del nostro agire, per poter dire anche noi, con vera convinzione amorosa: DIO SOLO BASTA.

mercoledì 9 febbraio 2011

NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI LOURDES- Ottavo giorno: La nostra fede può trasformare anche gli altri!-


NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI LOURDES  


O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.

Con l'apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch'essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già  molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.

Anch'io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerà d'imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. 
Amen.

3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione
 della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.


"Martedì 7 aprile, alle cinque del mattino, Blazy mantiene la promessa: Bernadette è in ginocchio a Massabielle e un centinaio di persone è gi riunito.
Blazy ha fornito Bernadette di un grosso cero, che costuitrà il punto di riferimento, e la veggente lo ha posato per terra, tanto è pesante.
Lo stringe in alto, tra le due palme, e le mani giunte a forma di conchiglia proteggono la fiamma.
Durante l'estasi, il fuoco sembra giocare tra le sue dita.
Il dottor Dozous è sconvolto.

Al termine dell'apparizione, che quel giorno dura una mezz'ora, egli afferra le mani della veggente, le rigira, ne asciuga una col risvolto della sua manica e mormora in dialetto:

-Non c'è niente-..!
E aggiunge: Non so che cosa tu veda, ma ora sono sicuri che vedi qualcosa".
(René Laurentin- Bernardetta vi parla)

Siamo all'ottavo giorno della novena alla Vergine di Lourdes.
Oggi Bernadette ci parla della...prova del fuoco, una prova che riesce a " convertire" il medico del paese, il dottor Douzus.

Quante volte, nel corso della nostra vita, anche noi siamo invitati a passare attraverso la prova del fuoco?

Si può trattare di una grave malattia, di una perdita affettiva, di un disastro economico, di una sofferenza morale e spirituale.
Come la affrontiamo? Riusciamo, come Bernadette, a tenere gli occhi talmente fissi in Dio, attraverso l'intercessione della Vergine Maria, da riuscire a non "scottarci", ma ad attraversare quel dolore senza che esso ci "uccida" o ci ferisca irrimediabilmente?



Pensiamoci, riguardando magari gli anni trascorsi, per capire se abbiamo assunto lo stesso atteggiamento fiducioso e sereno di Bernadette.
Se lo abbiamo già fatto, rimbocchiamoci le maniche per i momenti dolorosi che inevitabilmente si ripresentano nella vita di ciascuno e prendiamo l'impegno di affrontarli sempre con lo stesso spirito di fortezza e di fede.
Se invece non siamo stati in grado, in passato, di adottare questo coraggio, facciamoci animo ed impegniamoci per l'avvenire.
Solo così, infatti, è possibile dare un segno, una testimonianza concreta a chi ci sta intorno, specialmente ai non credenti -ma anche ai cattolici "tiepidi"- della straordinaria speranza che alimenta un cristiano, e del potere della fede.

Recentemente è stata beatificata Chiara Luce Badano: anche lei è passata attraverso la prova del fuoco, insieme a tutta la sua famiglia.
Un tumore osseo l'ha portata in Cielo in poco più di due anni.
Ma quanta "speranza", quanta fede e quanto coraggio si sono respirati in lei, e da lei si sono irradiati alla sua famiglia, ai suoi amici, a chi ancora oggi si avvicina alla sua figura!
La sua "prova del fuoco" e quella dei suoi genitori, sono stati il mezzo concreto per mettere in pratica quello che ci sottolinea il Vangelo: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli" (Mt 5,16)

Chiara Badano, nel suo vivere la malattia come tempo di offerta e di approfondimento del rapporto con Gesù, di crescita spirituale insieme alla sua famiglia, di donazione agli amici, ha fatto risplendere proprio questa luce di cui scrive Matteo: la Luce della Vita che abita in noi.
Ed è stata in grado di far si che anche altri, vedendo questa Luce, rendessero e rendano ancora oggi, gloria al Padre, prendendo la sua capacità di offerta, di vita coerentemente cristiana, come modello, come slancio alla conversione...o almeno ad una iniziale riflessione su ciò che comporta l'essere realmente cristiani.

Ecco cosa scrisse il medico curante della Badano, "agnostico, che tante volte è salito" nella cameretta-mansarda della Badano: "da quando ho conosciuto Chiara, il suo comportamento e quello dei genitori, qualcosa è cambiato dentro di me.
Qui c'è coerenza, qui del cristianesimo mi quadra tutto".

Che Bernardette e Chiara Badano, ci aiutino ad essere coerentemente testimoni del Vangelo, anche nelle nostre "prove del fuoco", così come lo fu la Vergine Santissima, ai piedi della Croce!

martedì 8 febbraio 2011

NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI LOURDES-Settimo giorno: facciamo della nostra "croce" una Passione




NOVENA ALLA BEATA VERGINE DI LOURDES          



O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.

Con l'apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch'essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già  molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.

Anch'io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerà d'imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. 
Amen.


3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione
 della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio


"Concludiamo sottolineando che la santità di Bernadette, più che dalle parole, traspare dal suo silenzio, un silenzio attivo, ispiratore di quelle opere parlanti che il suo confessore aveva paragonato alle azioni dei profeti.
Ancora, si trattò di opere essenzialmente silenziose, paragonabili più che a delle azioni a una passione, sul modello della passione di Cristo.
Fu vera passione l'infanzia povera, umiliata, malaticcia di Bernadette; una passione alimentata dall'amore e accettata con la convinzione che quando il buon Dio lo vuole, tutto è bene, e che non ci si deve lamentare.
Passione non significa passività: essere appassionato non vuol dire essere inattivo o neutro.
Ma la passione è un dono che si riceve, e in questo senso è il contrario di un'azione.
E' stata lavorata più di quanto non abbia lavorato-diceva il suo confessero- e soggiungeva:
le virtà passive hanno abbondato in lei: vita di penitenza, santificata dall'azione divina...modellata dalle croci.

La passione di Bernadette si tramuta in azione nell'ordine dell'amore.
Si è collocata nel prolungamento del Cristo, la cui morte, inglitta dall'esterno, fu trasfigurata in gesto di redenzione.
Il Cristo ha subìto una vera passione: gli uomini l'hanno umanamente costretto a guggire e a nascondersi, lo hanno catturato, condannato, inchiodato sulla croce, messo a morte; gli uomini gli hanno strappato la vita, come sanno fare con i loro nemici.

In questo crogiuolo umano e divino l'opera di morte si identifica con la gloria, secondo san Giovanni.
E noi, in questa luce, scorgiamo, in trasparenza, quello che abbiamo chiamato il segreto o il mistero di Bernadette.
Ella ne fu cosciente, anche se oscuramente cosciente, come ce lo testimonia la sua identificazione col Cristo sulla croce, la sua convinzione della passione e morte che doveva fare: fare come si fa un atto, con un gesto di liberalità".
(René Laurentin- Bernardetta vi parla)

Quest'oggi Bernadette ci sprona a non lasciarci sopraffare dalle nostre piccole croci quotidiane: si, è vero, la croce è dolorosa, comporta un cammino in salita, che prosegue fin dove nemmeno noi sappiamo bene che finirà.

Quante volte, infatti, ci paia che il nostro calvario continui...continui...e quando ci pare di essere arrivati alla vetta del dolore, della sopportazione, della solitudine, della mortificazione che ci costa, dobbiamo ancora continuare a salire, caricati della nostra croce?


"Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24), ci dice San Paolo, e Bernadette quest'oggi ce lo ripete, così come anche la Vergine Maria dimostrò con la sua stessa vita, fatta di patimenti, di dolori acuti, dello strazio della Croce.

Lei per prima, completò ciò che mancava ai patimenti di Cristo, compartecipando al Suo dolore, durante la Sua esistenza terrena, durante la Sua vita pubblica (pensiamo solo a quante critiche avrà ricevuto, in quanto madre di un Figlio che si proclamava Messia e che abbandonava sua madre, rimasta vedova!), infine sotto la Croce.

Ma Bernadette ci dimostra che la nostra "penitenza", scelta e abbracciata liberamente per amore di Cristo e dei fratelli, può portare veramente molto frutto:
"se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Gv 12,24).
Dunque possiamo accogliere la nostra croce come un dono dal Signore, imparare che la nostra apparente inattività nel sopportare molestie, infermità, mortificazioni, incomprensioni, non è un "non fare", al contrario, genera movimenti interiori e crescita spirituale oltremisura grandi.
Si fa moneta per l'acquisto di anime.
Moneta che non ha limiti territoriali, geografici o spaziali...
Facciamo in modo che questa nostra croce diventi allora una "passione" in tal senso e che ci lavori per modellarci come creta, sotto le sapienti mani di Dio.



Scriveva Paolo VI, in una sua preghiera: 


"Ricomponi in me le tue sembianze, Signore, 
non giudicarmi se io le ho obliate. 
Io sono fragile nelle tue mani potenti, 
la mia infermità è indice del tuo dominio, 
 ma le tue mani sono pietose, 
sono pietose anche quando ci opprimono, 
le tue mani sorreggono e sostengono,
 le tue mani puniscono e vivificano".

Vivere il rapporto con il Signore accettando anche la misteriosa prova della croce, significa dare dimostrazione di vero amore:
"se la sofferenza può acquistare un significato quaggiù, è in relazione al Cristo, cioè all'amore redentore che distrugge il peccato assumendo umanamente il male che ne promana.
La sofferenza è la prova decisiva, la verifica irrununciabile dell'amore autentico.
Da questo si riconoscono i veri amici, quelli che restano fedeli e disinteressati anche nelle avversità.
Un amore che passa oltre il muro del suono della sofferenza.
La Pasqua è questo passaggio".

Che anche noi, per intercessione della Beata Vergine Maria, possiamo dire, come disse Bernadette all'antivigilia della sua morte:
"Io sono macinata come un chicco di grano".