sabato 15 ottobre 2011

MEMORIA DI SANTA TERESA D'AVILA



"Cercate di avere coscienza pura, umiltà, disprezzo di tutte le cose del mondo,
 di credere fermamente a ciò che insegna la santa madre Chiesa,
 e non c'è dubbio che andrete per la strada buona"


(Santa Teresa d'Avila)

venerdì 14 ottobre 2011

NOVENA A SANTA TERESA D'AVILA- Nono giorno: chi bella vuole apparire, un poco deve soffrire!

O Santa Teresa di Gesù, che in terra hai tanto amato il tuo e nostro Dio ed ora in cielo lo ami con amore più puro e più grande: tu che hai sempre desiderato di vederlo amato da tutti gli uomini, ottieni, ti preghiamo, anche per noi la scintilla di questo santo amore. 
Fa' che tutte le nostre opere siano sempre impiegate nel compiere la volontà di Dio, che merita di essere infinitamente ubbidito e amato. 
Ottienici queste grazie, tu che tanto puoi presso di Lui, affinchè veniamo a goderLo con te, nella beata eternità del Paradiso. 

Amen






"La vigilia di San Lorenzo, dopo la comunione, mi sentivo così distratta e turbata, da non riuscire a venir fuori da questo stato.
Cominciai a invidiare coloro che stanno nei deserti, sembrandomi che, non vedendo né sentendo nulla, fossero liberi da tali distrazioni.
Udii allora dirmi: T'inganni molto, figlia mia, perché, anzi, le tentazioni del demonio lì sono più forti che altrove.
Abbi pazienza: finché si vive queste son cose inevitabili".

Un proverbio dice: "Chi bella vuole apparire, un poco deve soffrire".
Ora, riportando l'espressione all'esperienza spirituale, si potrebbe dire che le tentazioni siano il bisturi dell'anima, che a furia di incidere, aggiungere, togliere, cucire, rendano l'anima sempre più bella, più giovane, più splendente.
Noi ne sentiamo tutto il dolore, perché si tratta di un'operazione chirurgica che avviene senza impiego di anestesia, a volte, allora, sembriamo quasi "invidiare" il nostro stato precedente, o la condizione di altre anime, pensando che siano scappate da tutto e tutti e quindi immunizzate dall'intervento doloroso cui noi ci stiamo lasciando sottoporre.
Gesù, a Santa Teresa, ricorda invece che non è così: a volte noi siamo portati a pensare che la monaca, il frate, persone che hanno scelto la clausura totale, ma anche in generale tutti i religiosi (anche di vita attiva!) siano più distaccati dal rumore del mondo, dalle occupazioni e quindi sentano meno la sofferenza per i tagli di bisturi....
crediamo che abbiano meno occasioni per essere tentati...

Così, Santa Teresa, in un momento di forte tribolazione, riteneva che gli eremiti del deserto (in clausura più clausura della sua!) godessero di maggiore "tranquillità" spirituale.
Il Signore le fa capire il contrario: più facciamo in noi il silenzio che lascia parlare Dio, maggiore è il dolore del taglio di bisturi che vuole rendere più bella la nostra anima, proprio perché avviene lontano dal frastuono delle....anestesie!

Non ce ne lamentiamo con Dio: ci sono passati tutti i santi, ci passiamo anche noi, nonostante la nostra buona volontà ed anche se metteremo a frutti tutti i consigli ricevuti in questa novena...anzi, a maggior ragione se li metteremo a frutto!
Sappiamo che l'intervento chirurgico avrà però un esito felice, se lasceremo operare l'espertissimo "Chirurgo plastico": lasciamoLo fare, Lui sa dove e come e quando intervenire.
Facciamo in modo che sia Lui a decidere dove "potare" i nostri rami secchi e dove far nascere nuove gemme; noi limitiamoci a renderci strumenti docili...cavie...sotto le Sue sapienti ed esperti mani!
Non siamo affidati ad un chirurgo da strapazzo: Dio è il Medico che da secoli, da millenni, dall'Eternità opera sulle anime per renderle BELLISSIME!
CORAGGIO: Mille anni sono come un giorno per il Signore, e nell'Eternità beata, sarà così anche per noi!

giovedì 13 ottobre 2011

NOVENA A SANTA TERESA D'AVILA- Ottavo giorno: condividiamo con gli altri!

O Santa Teresa di Gesù, che in terra hai tanto amato il tuo e nostro Dio ed ora in cielo lo ami con amore più puro e più grande: tu che hai sempre desiderato di vederlo amato da tutti gli uomini, ottieni, ti preghiamo, anche per noi la scintilla di questo santo amore. 
Fa' che tutte le nostre opere siano sempre impiegate nel compiere la volontà di Dio, che merita di essere infinitamente ubbidito e amato. 
Ottienici queste grazie, tu che tanto puoi presso di Lui, affinchè veniamo a goderLo con te, nella beata eternità del Paradiso. 

Amen






"Una volta il Signore m'illuminò circa qualcosa che fui felice di comprendere, ma poi, di lì a poco, me ne dimenticai a tal punto che non sono più riuscita a ricordarmi di che si trattasse.
E mentre cercavo di richiamarlo alla mente, sentii dirmi: Sai bene che a volte ti parlo; non tralasciare di scrivere quello che ti dico, perché se anche non gioverà a te, potrà giovare ad altri".

In questa novena abbiamo ricevuto molto dall'insegnamento di Santa Teresa.
E' vero che il Signore non ci parla alla stessa maniera con cui si rivolgeva alla monaca carmelitana -attraverso cioè locuzioni interiori-, ma ci offre molto ugualmente: il Vangelo, le omelie che ascoltiamo, l'esempio di altre persone...in questa novena ci ha offerto i pensieri della Madre riformatrice dell'Ordine Carmelitano.
Prendere "appunti"  su quello che il Signore ci dice può allora voler dire anche comunicare quello che riceviamo attraverso tutti questi vari mezzi, diffondere ciò che abbiamo letto, ascoltato, pensato, il buono che abbiamo ricevuto.
Alcune cose forse per noi non saranno nuove e nemmeno importanti, magari, anzi, ci appariranno "superate" se siamo già ad un "livello superiore" nella vita spirituale.
Questo però non esclude che ad altre persone possano tornare utili quei consigli, quegli scritti, quei pensieri.
Facciamoci apostoli anche in questo senso: comunichiamo quello che -indirettamente- abbiamo ricevuto dal Signore!

mercoledì 12 ottobre 2011

NOVENA A SANTA TERESA D'AVILA- Settimo giorno: stimoliamo la devozione con la bellezza!




O Santa Teresa di Gesù, che in terra hai tanto amato il tuo e nostro Dio ed ora in cielo lo ami con amore più puro e più grande: tu che hai sempre desiderato di vederlo amato da tutti gli uomini, ottieni, ti preghiamo, anche per noi la scintilla di questo santo amore. 
Fa' che tutte le nostre opere siano sempre impiegate nel compiere la volontà di Dio, che merita di essere infinitamente ubbidito e amato. 
Ottienici queste grazie, tu che tanto puoi presso di Lui, affinchè veniamo a goderLo con te, nella beata eternità del Paradiso. 

Amen






"Avendo letto in un libro che tenere immagini di ricercata bellezza è indice d'imperfezione, volevo disfarmi di una che avevo nella cella.
Anche prima di leggere questo mi sembrava che la povertà imponesse di non averne alcuna, e non di carta, ma dopo tale lettura, non avrei ormai più voluto averne altre che così.
E, mentre ero ben lontana dal pensarvi, udii dirmi che non era, la mia, buona mortificazione e, insieme, chiedermi se fosse migliore la povertà o la carità: poiché l'amore era quanto vi fosse di meglio, non dovevo privarmi, né privare le mie consorelle di nulla che potesse ravvivarlo nei nostri cuori; il libro si riferiva ai molti ornamenti delle immagini, non alle immagini stese; l'astuzia del demonio era proprio di togliere i mezzi utili a stimolare la pietà.
I miei cristiani, figlia mia, mi fu detto, ora più che mai devono fare il contrario di quanto fanno".

Questo consiglio che Gesù stesso diede -in forma di locuzione interiore- a Santa Teresa, non è collegato rispetto a quanto la nostra carmelitana ci ha detto fin qui.
Al contrario...vi si ricollega e poi va...oltre!
Si ricongiunge ai discorsi precedenti perché ci fa pensare a come stimolare la devozione nei momenti di aridità, in cui ci sembra di essere abbandonati da tutti ed anche di non sentire più Dio.
E' come in caso di assenza dell'amato...cosa si fa, di norma, in quella situazione?
Si prende una foto della persona cui si vuol bene, si sceglie la più bella, la si pone magari in una cornice bella, ma non eccessivamente "pomposa" che distolga lo sguardo dalla persona ritratta.... ed osservando quella foto si alimenta, attraverso il ricordo e l'immaginazione, l'amore che sentiamo.
Ci pare che quella persona ci manchi di meno....
Ecco, con Gesù va fatta la stessa cosa!
Noi non abbiamo delle Sue vere foto, ma molte opere d'arte che possono aiutarci nel sentirLo più vicino quando è lontano, o nel pregare meglio, con maggiore affetto, se non ci riusciamo senza guardare niente di "materiale".
Gesù non è contrario, quindi, al possedere un bel "ritratto" che ci stimoli ad amarLo di più!

Oggi ci vediamo spesso circondati di "bruttezza": già al tempo di Santa Teresa il Signore metteva in guardia dalle cose brutte, che impediscono a tante anime di rintracciare un segno di Dio anche nelle cose materiali da Lui create.
Facciamo il contrario di quanto fanno già troppi cristiani: DIFENDIAMO IL BELLO, SEGNO DELL'UNICO E VERAMENTE BELLO!

martedì 11 ottobre 2011

NOVENA A SANTA TERESA D'AVILA- Sesto giorno:nessuno si perderà senza saperlo! Approfittiamo degli "avvertimenti" della coscienza!




O Santa Teresa di Gesù, che in terra hai tanto amato il tuo e nostro Dio ed ora in cielo lo ami con amore più puro e più grande: tu che hai sempre desiderato di vederlo amato da tutti gli uomini, ottieni, ti preghiamo, anche per noi la scintilla di questo santo amore. 
Fa' che tutte le nostre opere siano sempre impiegate nel compiere la volontà di Dio, che merita di essere infinitamente ubbidito e amato. 
Ottienici queste grazie, tu che tanto puoi presso di Lui, affinchè veniamo a goderLo con te, nella beata eternità del Paradiso. 

Amen







"Figlia mia, la luce è molto diversa dalle tenebre.
Io sono fedele.
Nessuno si perderà senza saperlo.
S'ingannerà chi si ritenga sicuro a motivo delle consolazioni spirituali.
La vera sicurezza sta nella testimonianza della buona coscienza, ma nessuno pensi di poter vivere nella luce con le sole sue forze, così come non potrebbe evitare il sopraggiungere della notte, perché la grazia è opera mia.
Il mezzo migliore per trattenere la luce è capire che essa viene da me e che l'anima è del tutto impotente a tale riguardo.
Infatti, anche se ne gode, basta che per un attimo io mi allontani, perché si faccia notte.
La vera umiltà consiste, per l'anima, nel conoscere quello che essa può e quello che posso io" 
(Gesù a Santa Teresa)

Non facciamoci scoraggiare se, nella nostra vita, i momenti di buio superano quelli del godimento.
Facciamo la volontà di Dio, Gli chiediamo di sorreggerci nel momento della prova, ci aggrappiamo al Crocifisso, ci confidiamo con dei buoni amici e cerchiamo di far comprendere a chi ancora è zoppicante, che nella vita solo Dio è immutabile.
Questo ci ha insegnato, fin qui, Santa Teresa.
Ora Gesù dice a lei, e dice anche a noi, che non dobbiamo temere di uscire dalla Sua via, se ci abbandoniamo a Lui ed in Lui.
Se in tutto quello che facciamo la nostra coscienza si sente "a posto", se temiamo di offendere Dio, allora non possiamo sbagliare.
Chi comincia a prendere strade diverse da quelle del Signore, almeno finché non è completamente (purtroppo) radicato nel male, sente i rimorsi di coscienza.
Capisce che sta sbagliando, che va contro il volere divino....

Se ci dovesse allora capitare la "sfortuna" di avere rimorsi di questo genere, non lasciamoci spaventare oltre misura: prendiamoli come l'avvertimento che il Signore ci consente di avere per ritornare sulla retta via, perché, come dice a Santa Teresa, "nessuno si perderà senza saperlo".
Siamo in tempo per riprendere il giusto cammino!

Se invece la nostra coscienza è tranquilla e ci sentiamo veramente piccoli, peccatori, davanti agli occhi di Dio, non temiamo, facciamoci portare da Lui come un bimbo nelle braccia della Mamma!