mercoledì 23 marzo 2011

Aperta la pagina facebook degli Araldi del Vangelo- Salvami Regina!


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venerdì 18 marzo 2011

NOVENA A SAN GIUSEPPE-Nono giorno: Chiediamo aiuto a San Giuseppe nei momenti di "esilio"!


PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

 
insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne.

Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fà che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia.

E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

AMEN





Dalla poesia "San Giuseppe proveddi" di Santa Teresa Benedetta della Croce:
(la poesia fu composta dopo il trasferimento forzato in un Carmelo Olandese, per cercare di sfuggire alla persecuzione nazista)

"E così raccolgo  tutto quanto ci angoscia,
lo sollevo e lo depongo nelle tue mani fedeli:
Prendilo
San Giuseppe, pensaci!

Quando dobbiamo camminare fuori dalla patria
e di casa in casa alloggio cercare,
precedici allora Tu, guida fedele,
Tu compagno di cammino della Vergine purissima,
Tu premuroso Padre fedele del Figlio di Dio,
Betlemme e Nazareth, lo stesso Egitto
ci sarà paria se Tu sei con noi.
Dove Tu sei, qui c'è la benedizione del cielo.
Come bimbi seguiamo i tuoi passi,
stringiamo le tue mani con piena fiducia:
Sii tu la nostra patria:
San Giuseppe, pensaci!"


Quanti sono, nella nostra vita, i momenti di "esilio"!
A volte siamo costretti a lasciare qualcosa di scuro, come un lavoro, una casa, la nostra stessa famiglia, per andare alla ricerca di quello che è incerto, meno comodo, meno facile...
Non sono necessariamente tutti "esili" negativi, ma indubbiamente ci costano il distacco da cose e persone conosciute, amate, cui ormai abbiamo fatto anche "abitudine".



Pensiamo ad un bambino che lascia la sua mamma, per andare a scuola!
Tanti di questi piccoli, piangono il primo giorno fra i banchi, perché sentono la lontananza dagli affetti!

Pensiamo a quanti lasciano la famiglia per intraprendere un percorso di studi fuori regione o per cercare lavoro...
ancora, a quanti rispondono, generosi, alla chiamata vocazionale, lasciando gli affetti familiari per seguire Gesù!

San Giuseppe, in questi ed in tutti gli altri "esili" della nostra vita, ci è sempre vicino, ci comprende, ci sostiene, perché lui per primo ha vissuto l'esperienza del distacco, della fuga, dell'allontanamento dalla propria terra!
Infine, San Giuseppe -patrono dei morenti- ci è vicino anche in quello che è il passaggio dall'esilio terreno alla vita eterna, ossia il momento della morte!
Lui che per primo beneficò di una santa morte, accompagnato nel suo transito da Gesù e da Maria, come non sarà vicino a quanti a lui si rivolgono, già mentre sono in vita, al momento del passaggio supremo alla vita eterna?

Allora, andiamo con fiducia da San Giuseppe, a lui ricorriamo durante tutta la nostra vita e così, con le parole di Santa Teresa Benedetta della Croce, potremo dire, una volta giunti in Paradiso, che la nostra Patria sarà lì dove è anche Giuseppe!
Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me,

giovedì 17 marzo 2011

NOVENA A SAN GIUSEPPE: Ottavo giorno- il distacco dalle cose create


PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me,
insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne.

Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fà che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia.

E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

AMEN





Dal "Testamento di San Giuseppe", tirato a sorte da Santa Teresa di Lisieux:
(i testamenti erano dei bigliettini tirati a sorte dalle monache in occasione di alcune specifiche feste)

"Figlia mia, le lascio le fiamme divine che il Santo Bambino accendeva con la sua bellezza nel mio cuore, che divenne così un braciere, una fornace del più tenero e puro amore.
Voi ne parteciperete tanto più quanto pù vi distaccherete da ogni affezione alle cose create.
Se il vostro cuore è interamente liberato e purificato servirà da letto al Santo Bambino, che vi prenderà un beato riposo"!

Pensiamo alla vita di San Giuseppe ed in particolar modo, al modo in cui riuscì a vivere il "distacco" interiore dalle cose "create".
San Giuseppe, innanzitutto, vive il distacco dalla concupiscenza della carne: condivide e realizza l'ideale di un vero matrimonio verginale, in cui la realtà e l'intensità dell'amore sponsale vada al di là della semplice fisicità, per rendersi ancora più sublime, interiore, puro e forte.
Quanto ha da insegnarci, su questo punto, ai nostri tempi, in cui la carn viene "svenduta" come merce da macelleria, in cui a volte sono gli stessi sposi cattolici a non conoscere la bellezza e ricchezza del magistero della Chiesa sulla morale sessuale, i concetti di castità matrimoniale, di astinenza...etc etc....

Ancora: San Giuseppe visse completamente distaccato dai luoghi del suo quotidiano.
 Non esità a fuggire in Egitto, per proteggere il suo bimbo, e poi ad abbandonare anche quella terra, sempre per il bene del piccolo Gesù e della sua sposa!
Pensiamo a cosa possa aver significao, sul piano materiale, abbandonare i luoghi in cui lui aveva progettato, da capofamiglia, la propria vita lavorativa e domestica!
Eppure, San Giuseppe lasciò tutto senza rimpianti, senza incertezze: lasciò le prospettive più o meno certe di lavoro in un ambiente conosciuto, le amcizie, le conoscenze, i paesaggi familiari.
E seppe ricostruire la propria vita ordinaria intorno al suo nuovo e vero centro: la sua sposa ed il suo bambino!
Quanto ci sarbbe ancora da dire, ma non riusciremmo lo stesso a cogliere tutta la grandezza del distacco!


Ecco cosa scrive la serva di Dio Madre Costanza Zauli:
 "La Sacra Famiglia era veramente povera, e pur non mancando dello stretto necessario per la laboriosa attività di San Giuseppe, sperimentava in tanti modi i disagi della povertà".

In quella povertà, il cuore di Giuseppe divenne un "braciere", come ci ricorda Santa Teresina.
Prendiamo a modello il Santo Patriarca ed impariamo il distacco dalle cose materiali ed anche delle persone, quando non le amiamo nella maniera giusta (cioè quando non desideriamo il loro vero bene, ma solo il nostro egoismo!), e facciamo del nostro cuore una fornace d'amore verso il Signore!

mercoledì 16 marzo 2011

NOVENA A SAN GIUSEPPE: Settimo giorno- l'obbedienza di San Giuseppe


PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

 Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me,
insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne.

Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fà che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia.

E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

AMEN




 

Da un componimento scolastico di Santa Teresina:

" San Giuseppe! Chi oserà proclamare le sue lodi?
Chi potrà riferire la sua vita e i suoi meriti?
Il vangelo parlando di San Giuseppe dice una sola cosa: era un uomo giusto e timrato di Dio.
Gesù ha voluto gettare un velo misterioso sulla vita di colui che chiamava padre, affinché le azioni di San Giuseppe fossero per lui solo.
Ma attraverso questo velo Gesù ci permette ancora di distinguere qualche tratto della grandezza d'animo di San Giuseppe.
San Giuseppe ha sempre corrisposto alle grazie divine né mai ha trovato troppo duro fare la volontà di Dio.
Quale esempio di fede ci dà San Giuseppe.
Appena l'Angelo gli ha detto di fuggire con Gesù e Maria, si alza e parte.
La sua vita è piena di simili azioni, obbediente sempre al beneplacito di Dio".

Meditiamo, con Santa Teresina, sul concetto di "obbedienza"....prendendo a modello proprio San Giuseppe!
Santa Teresa d'Avila, ci ha già fatto comprendere come Giuseppe sia il modello della vita interiore, uomo contemplativo, che si pone in ascolto di Dio.
Da questo deriva anche la sua grande capacità di obbedire: chi decide di fare della sua vita un'adorazione continua del Signore, un ascolto costante, sarà anche pronto ad eseguire quanto Dio stesso chiede, ispira, consiglia di fare.

In San Giuseppe, questa mirabile virtù dell'obbedienza si è manifestata in modo non nuovo nella storia della Bibbia, vale a dire, molte volte attraverso il "sogno", in cui è un Angelo del Signore a dire cosa fare, per svolgere il proprio ruolo di custode della Sacra Famiglia, in determinate circostanze.
Ma possiamo immaginare che, nel corso dell'ordinaria quotidineità, San Giuseppe abbia avuto molte volte occasione di "porgere l'orecchio" alle ispirazioni dello Spirito Santo e di assecondarle, per guidare al meglio la vita della sua famiglia.
Questa obbedienza è dunque il frutto di una profonda umiltà, in cui si riconosce il niente della propria persona ed il tutto di Dio, e si accetta dunque di dover seguire, per il proprio bene e per quello di quanti ci sono affdati, la voce del Signore.

La Serva di Dio Madre Costanza Zauli, dice in proposito:
"San Giuseppe era di una bellezza meravigliosa.
Egli è come una perfettissima miniatura: tutto in lui è perfezione di grazia e, come una armoniosissima arpa, eleva delle mirabili armonie alla Santissima Trinità, che tanto di lui si compiace.
Da San Giuseppe ho appreso quanto sia di compiacimento al Signore l'annientamento della sua creatura.
E' su questo annientamento che Dio compirà grandi cose".

Chiediamo allora a San Giuseppe che ci doni l'umiltà vera, per adorare, lodare e seguire rettamente la voce del Signore, che in tanti  diversi modi ci parla, nel cosrso della nostra vita!

martedì 15 marzo 2011

NOVENA A SAN GIUSEPPE: Sesto giorno- San Giuseppe protettore delle madri...


PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me,
insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne.

Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fà che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia.

E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

AMEN




Dal "Canto al Santo Padre Giuseppe"  di Santa Teresa Benedetta della Croce:

"Con la Madre di tutte le Madri
Egli custodise il Bambino Gesù.
Tutti i bambini delle madri fedeli
perciò da lui sono protetti.
San Giuseppe, una ricca benedizione
dona alle nostre piccole madri".

La meditazione di quest'oggi è apparentemente semplice, ma di grande spessore spirituale: San Giuseppe venne scelto da Dio come Sposo di Maria Santissima e Custode di Gesù Bambino.
Egli deve dunque divenire, a ragione, il protettore di tutte le mamme, come lo fu di Maria Vergine: fu Giuseppe-uomo giusto- che le evitò la lapidazione -accogliendo l'ispirazione angelica di prenderla come propria sposa perché santo e puro era il frutto del suo grembo-; fu sempre Giuseppe che la portò al riparo in Egitto -e qui possiamo solo immaginare con quanta cura cercò di renderle meno faticoso il pesante viaggio-; fu sempre il Santo Patriarca che l'amò di amore puro e tenero per tutta la vita, procurandole ogni bene materiale necessario alla vita, curandola con mille delicatezze frutto del suo tenero amore.

Allo stesso modo, queste delicatezze le ebbe sempre anche nei confronti di Gesù!

Perché non prendere allora come custode delle mamme e dei loro bimbi, proprio il nostro caro San Giuseppe?
Potrebbe egli disdegnare le richieste di preghiere per le loro necessità, lui che spese la sua vita prodigandosi per Maria e Gesù?

Tanti Santi ci hanno confermato questa particolare predilezione di San Giuseppe per i bisogni delle mamme e dei loro figli e gli esempi miracolosi di Santi e Santi, rimasti magari privi dei genitori, soccorsi proprio da San Giuseppe....

Un esempio?
La "piccola araba", Suor Mariam di Gesù Crocifisso, carmelitana scalza, nata in Galilea da genitori cattolici, perse da piccola il papà e poi la mamma e venne affidata ad uno zio.
Fu in seguito costretta a lasciare la famiglia, che voleva darla in sposa contro il suo volere, secondo gli usi del suo tempo e del suo Paese (Galilea).
Dopo essere quasi stata uccisa, fu miracolosamente soccorsa da Maria Santissima, e avendo maturato la vocazione religiosa, ecco cosa accadde:
"Un mattino ebbe un incontro indimenticabile.
Mentre saliva al santuario di Nostra Signora della Guardia, notò che un Signore, con un bambino per la mano, la seguiva.
E questo avvenne per diversi giorni di seguito.

Mariam provò una specie di inquietudine: capiva che questo aveva un significato per lei, ma non sapeva bene quale e di che cosa in effetti si trattasse.


Ad un certo punto, facendosi coraggio, chiese allo sconosciuto il perché del suo comportamento.

Questi, tutto sorridente, le rispose: So che volete entrare in convento. Vi accompagnerò fino a quando non sarete entrata.

Mariam ebbe da allora la convinzione che l'illustre Signore non fosse altro che S. Giuseppe".

Una "coincidenza"?
Niente affatto!
Ecco cosa si scopre, andando a ritroso nella vita di Suor Mariam: "una zia raccontò alla bimba che il padre, mentre già era in agonia, prese fra le braccia la sua piccola, si rivolse rantolante a S. Giuseppe, dicendogli: Santo grande e potente, ecco tua figlia.
Mari è sua madre, proteggila tu e sii Tu suo padre".
San Giuseppe fu capo della Santa Famiglia: mettiamolo anche a capo delle nostre!
San Giuseppe è Custode e protettore della Chiesa: facciamolo diventare custode e patrono delle famiglie, "piccole Chiese domestiche"!
Allora, come Santa Teresa Benedetta della Croce, potremo dire anche noi, pensando alle mamme che tanto si prodigan e pregno per i propri figli:
"Tutte le loro preghiere mettiamo

oggi nel Tuo cuore".