venerdì 5 dicembre 2014

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: settimo giorno - la Bellezza che non avrà mai fine!





PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA
Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.   
 AMEN



Della Liturgia della Parola di oggi vorrei sottolineare uno dei tanti aspetti che è possibile cogliere in Essa, quello della "bellezza".
Mi piacerebbe riassumere così tutte le Letture: Signore, donaci occhi capaci di vedere e di proiettare Bellezza, la Tua!
E' molto forte il collegamento tra la fine della cecità e la luce che si può finalmente osservare: la purezza ci aiuta proprio a fare questo, ci rende capaci di allontanare dai nostri occhi ogni granello di polvere, ogni oscurità, ogni tenebra che offuschi la luce di Dio.
Non solo: ci rende anche possibile diventare proiettori di luce.
E' quello che accade ai ciechi sanati, di cui ci parla il Vangelo: la prima bellezza che appare ai loro occhi guariti non è altra che la Bellezza in Persona. E di cosa vanno parlando, subito dopo? Della "bellezza" ricevuta: della vista recuperata grazie all'intervento salvifico di Gesù.
Pensiamo a quello che comunemente si dice dei santi: che hanno la gioia negli occhi, che nel loro sguardo brilla una luce.
E' la luce di chi riesce a "vivere" Dio e solo in purezza è possibile farlo.
In questo senso, Maria Immacolata, che è la Tutta Pura, ci mostra come in uno specchio la nostra bellezza futura, senza fine. Bellezza di Dio che si riflette nella creatura santificata, e Bellezza che la creatura santificata a sua volta, irraggia sugli altri.
La Chiesa militante soffre nella lotta delle passioni, degli egoismi, del materialismo che sempre tenta di stravolgerne la purezza del cuore  e degli occhi; in Maria Immacolata abbiamo un modello ed anche ...l'esito finale di ciò che saremo se riusciremo a mantenerci puri, trovando la fonte nella purezza di Dio.

Anche oggi ci facciamo accompare, nella nostra riflessione, da un pensiero di  Paolo VI, all'epoca ancora Arcivescovo di Milano:
"Dal giorno che ella apparve, Maria, ed era la purissima, la tutta bella, così bella che innamorò di sé chi l'aveva creata, l'umanità, e siamo ancora noi, ebbe un desiderio, una passione, quella di poterla vedere, di poterla contemplare, di poter finalmente fissare lo sguardo nell'immagine della donna perfetta, non alterata da alcuna ombra, sembianza corporea fatta per raffigurare la realtà dello spirito, specchio tersissimo d'un'anima immacolata, riflesso, a sua volta, dell'ineffabile volto di Dio.
Le parole non bastano ad enunciare questo singolarissimo fatto della forma sensibile e corporea, di cui fu rivestita la creatura più rispondente al suo tipo primigenio, quale la mente, l'amore anzi di Dio concepì ed espresse, in umana natura, nella profondità, nell'equilibrio, nel fulgore di tutte le perfezioni.
Questo fatto ha Maria; e sappiamo che da quando il mondo lo potè annoverare fra quelli della sua storia travagliata, esso costituì un centro, un polo, a cui gli spiriti, avidi di scoprire non soltanto la vera bellezza, ma la bellezza come principio e termine delle sorti umane, corsero instancabili, chi con l'omaggio della pietà, chi con lo sguardo della contemplazione, chi con la predilezione dell'arte, chi con il grido della preghiera.
Il culto della Madonna genera il sempre nuovo e mirabile tentativo di esprimere la bellezza nel suo grado sublime di bontà morale.
Vedere la Madonna non è sempre stata la passione delle anime devote, degli spiriti sapienti, dei santi?
Tanto più che la visione che ci ripromettiamo è unica, è d'una bellezza incomparabile. E' quella d'una creatura perfettamente rispondente al concetto che Dio creatore, l'artista sommo dell'universo, pernsò quando volle immettere nel panorama della natura, già per tanti titoli riflessiva di qualche sua somiglianza, la sua immagine.
Vedere non basta, bisogna capire.
Chi è colei che ammiriamo, e perché assume tale splendore?
Perché Maria è così limpida, così pura, così vera, così risplendete?
Lo sappiamo: Dominus tecum; il Signore è con lei.
Fra lei e Dio corre un rapporto meraviglioso, una relazione perfetta e felice.
Il Signore l'ha voluta, l'ha amata così.
Maria è così ideale e così perfetta e così buona e avvenente, perché è innocente, perché è senza colpa alcuna.".

(G.B. Montini, Sulla Madonna - Discorsi e Scritti -Edizioni Studium; pp. 62-63; 204-205)

Affidiamoci a Maria Immacolata: ci conduca alla Luce vera, ci renda docili nel farci avvolgere da Essa, per essere trasformati in bellezza ad immagine e somiglianza dell'unica e vera Bellezza.

giovedì 4 dicembre 2014

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: sesto giorno - il Regno che non avrà mai fine!




PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA
Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.   
 AMEN



La Liturgia della Parola di oggi ci immette nel tema dell'ingresso nel Regno Celeste, nella GerusalemmeNuova.
La fede in Gesù, nostro Salvatore ed il compimento delle opere da Lui richieste, l'adesione alla Sua volontà, ci consentono di entrare nella Città Santa attraverso "le porte della giustizia", come sottolineato dal Salmista.
Anche Maria Immacolata è porta: Porta del Cielo.
La sua immacolatezza le consente di essere la porta benedetta scelta da Cristo per entrare nel mondo come Uomo, e per portare il Regno di Dio già in mezzo a noi.
Maria Immacolata è porta del Cielo anche perché solo lasciandoci guidare da Lei, possiamo incontrare veramente Gesù: ad Jesum per Mariam.
E poiché in Cielo nulla di impuro può entrare, guardiamo alla Vergine Immacolata per rendere anche noi stessi immacolati, purificati dal peccato.
Nel suo ingresso trionfante in Cielo, che celebriamo il giorno dell'Assunzione, in realtà vi è il coronamento della Sua Purezza celestiale: totalmente pura, completamente Immacolata da essere ammessa in via diretta in Paradiso, in corpo e anima.
In Lei vediamo riflessa come in uno specchio la nostra "buona fine" quando giungeremo anche noi a contemplare Dio faccia a faccia, purificati da ogni colpa, dopo il Purgatorio.
In Lei vediamo anche come fare per portare Cristo, il Regno di Dio, in mezzo a noi, ai nostri fratelli sfiduciati, lontani da Lui, timorosi o dubbiosi.
Essere "porta" sul modello di Maria vuol dire impegnarsi non solo per raggiungere la salvezza, ma anche per annunciarla agli altri!
 
Scriveva Paolo VI, all'epoca ancora Arcivescovo di Milano:
"Maria è la porta del Cielo; ella ci introduce nel regno soprasensibile, che la luce profana della consueta esperienza esteriore ci lascia ordinariamente meno considerare.
Perché, come avvenne, come fu, che il Verbo di Dio, non cessando d'essere Dio, cominciò ad essere uomo?
In quale preciso momento della storia, in quale luogo di questa terra entrò Egli nel giro del tempo e abitò tra noi?
Per quale porta passò Egli nella serie delle generazioni umane?
Dove parve Egli bussare per farsi aprire?
Chi gli aperse?
La porta del cielo, noi lo sappiamo, fu la Madonna.
Una parola, una sillaba di quella benedetta nostra sorella, Maria di Nazareth, che diventerà così nostra madre spirituale e nostra regina, aprì l'ingresso al Verbo di Dio nel mondo; ed il suo seno allora fu il mondo, fu il cielo, per il Signore del mondo e del cielo, quando ella all'Angelo rispose semplicemente: Sì, fiat.
Quel fiat innestò l'amore salvifico di Dio  nel campo umano; l'ordine celeste nell'ordine terrestre, la volontà divina nella volontà umana; e l'Incarnazione si realizzò, la Redenzione cominciò.
Ella tutti ci istruì sul modo di realizzare la nostra salvezza, cioè accettare e fare la volontà di Dio.
Lasciamo che il suo esempio tracci a noi la lezione di cui maggiormente abbiamo bisogno: perché Dio si incarni nella nostra vita, perché la Sua ottima volontà, che ha nei cieli il suo impero, si realizzi qui in terra, nel regno sconvolto della nostra libera volontà, perché possiamo essere davvero seguaci di Cristo e fruire della Sua salvezza, occorre che anche noi impariamo a dire di s^ ai voleri di Dio, anche quando sono grandi, anche quando sono incomprensibili, anche quando sono per noi dolorosi".

 (G.B. Montini, Sulla Madonna - Discorsi e Scritti -Edizioni Studium; pp. 118; 162-163)

mercoledì 3 dicembre 2014

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: quinto giorno - la bontà che non avrà mai fine!




PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA
Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.   
 AMEN



La Liturgia della Parola di oggi ci porta sul tema della "bontà misericordiosa": quella che Dio ha avuto nei confronti del genere umano, predisponendo la venuta del Figlio Unigenito nel mondo, per preparare per noi il "banchetto di grasse vivande", di "vini eccellenti" e "raffinati" di cui Isaia parla nella Prima Lettura.
Il tema ritorna anche nel Salmo, in cui preghiamo affermando che il Signore prepara per noi "una mensa, sotto gli occhi dei" nostri "nemici".
Ugualmente anche il Vangelo ci riporta all'idea di un Dio che vuole "sfamare" la Sua creatura e ben sappiamo che la moltiplicazione dei pani e dei pesci sarà preludio, nel Vangelo, per il discorso in cui Gesù inviterà i Suoi a cercare il Pane Vero, disceso dal Cielo, quel Pane che dona la Vita Eterna, cioè Lui stesso, nella Santa Eucaristia (cfr Gv 6, 22-58).
Gesù afferma di provare "compassione" per le folle che Lo seguono: è il "patire dell'Altro con l'altro" che sgorga dalla Carità inesauribile del Suo Cuore.
Anche in Maria Immacolata si può dire che il fiat nasce dalla Carità: amore verso Dio che si tramuta in obbedienza e piena corrispondenza ai Suoi progetti; amore verso coloro che, in Cristo, diverranno tutti suoi figli.
La carità di Maria Immacolata ci mostra ciò che saremo in Cielo: creature capaci di amare disinteressatamente, facendo scaturire ogni amore dalla sorgente unica che è Dio.
Quando Egli sarà realmente "tutto in tutti" (1 Cor 15,28), noi riusciremo a vedere veramente ogni santo come immagine e somiglianza Sua e ad amare tutti riconoscendoli come "miracoli" della bontà, della bellezza, della carità di Dio.
Maria Immacolata, divenendo Madre di Cristo ha aperto le porte alla carità più grande del suo cuore: accoglierci come figli, ai piedi della Croce.
Amarci non perché buoni, ma anzi, amarci perché redenti da Cristo; amarci perché bisognosi di un aiuto materno per lasciarci convertire da Lui; amarci perché necessitanti di quel Pane vero che sazia la fame di ogni uomo che si lascia cibare di Lui.
L'amore puro è amore disinteressato, amore che nasce dal fatto di vivere una vita di Grazia che Dio ci ha donato...per amore puro!

Scriveva Paolo VI, all'epoca ancora Arcivescovo di Milano:

"Maria ci rappresenta questo fatto unico nella vita umana, perciò dovrebbe costituire oggetto di un nostro duplice interesse: anzitutto per osservare l'aspetto del privilegio di Maria, cioè l'immunità dalla colpa originale, per renderci conto come mai fu risparmiata dalla triste eredità di Adamo; in secondo luogo dovremmo osservare la sovrabbondanza della grazia, della vita soprannaturale, che dovrebbe essere per noi ancora più attraente e più interessante, e cioè lo splendore, la bellezza, il candore, la capacità irradiante che emana dalla Madonna proprio perché è piena di grazia, perché illuminata dal di dentro dalla presenza santificante di Dio, che la rende innocente, perfetta, umanissima, e nello stesso tempo abitata e animata da Dio.
Tutto questo ci porterebbe a parlare della bontà di Maria: di quella non solo ricevuta per frazia, ma esercitata per virtù, starei per dire per temperamento, quasi che in tale espressione della sua unica e soavissima personalità si possa immaginare la mirabile fusione del dono traboccante di grazia e dell'uso che Maria ne fece, della coscienza ch'ella ne ebbe, delle forme gentilissime e potente, con cui lo seppe vivere ed esprimere.
Bontà di Maria, gioia di Dio; bontà di Maria, gioia del genere umano.
Come si fa ad usufruire di questa bontà?
Come si fa efficace ricordo alla intercessione di Maria?
Se chiamiamo Maria nostra madre, bisogna davvero professarci suoi figli e che ci mettiamo nella condizione voluta per il familiare colloquio della preghiera.
Bisogna entrare nella circolazione della grazia, o che aspiriamo almeno ad entrarvi, per goderne i benefici; e bisogna che le nostre volontà diventino docili e arrendevoli a quel volere divino, che non solo è condizione, ma causa della nostra salvezza".

 (G.B. Montini, Sulla Madonna - Discorsi e Scritti -Edizioni Studium; pp. 152;74-75)


Se vogliamo imparare ad amare in purezza, senza secondi fini, senza egoismi e distrazioni dal fine dell'amore - che è Dio - mettiamoci alla sequela di Maria.
Uniamoci al Signore nella Vita Sacramentale, come Lei è stata unita a Dio in modo unico, nella Sua Maternità del Verbo.
Lasciamoci condurre dall'Immacolata verso l'amore vero, che si fa "compassione", empatia, condivisione con gli altri.
Lasciamoci guidare da Lei per divenire "buoni" ad immagine dell'Unico Buono, che è Dio, sorgente di ogni bontà.

martedì 2 dicembre 2014

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: quarto giorno - la contemplazione che non avrà mai fine!



PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA
Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.   
 
 AMEN



La Liturgia della Parola di oggi- in modo particolare la prima lettura tratta da Isaia ed il brano del Vangelo di Luca - ci introducono in un tema interessante e fondamentale nella vita spirituale: la conoscenza di Dio attraverso lo Spirito Santo che ci è stato dato.
Tutto ci consente di legare il discorso alla nostra relazione con Cristo: riceviamo lo Spirito perché Egli ne è il vero portatore, avendoLo ricevuto dal Padre; una volta asceso al Cielo, il Figlio Lo ha donato a noi.
Ritroviamo dunque la parola che professiamo nel Credo: lo Spirito Santo discende dal Padre e dal Figlio.
Attraverso questo Spirito noi possiamo conoscere il Padre, perché Gesù stesso ha parlato del Paraclito come di Colui che insegna, fa rammentare ogni Parola del Verbo Incarnato.
Lo Spirito può però "parlare" solo in un cuore puro. Noi siamo Tempio dello Spirito Santo e coltivando la purezza di mente, di cuore, di occhi, possiamo renderci capaci di ascoltarLo ed avere la fortezza per fare quanto ci suggerisce o per custodire ciò che ci fa comprendere.
Essendo Sposa delo Spirito i beni dello Sposo divengono i beni della Sposa, e così, in un crescendo continuo, Maria ha imparato da Lui a conoscere il Padre ed il Figlio. Ora la sua contemplazione di Dio è senza fine e senza limiti, superiore a quella raggiungibile da qualunque altra creatura.
L'Immacolatezza di Maria ci prefigura dunque la nostra conoscenza di Dio, di cui godremo in Paradiso.
In Lei, Sede della Sapienza come ce la fanno acclamare le Litanie Laureetane, è chiaro che Dio è tutto, e che che Lui solo è centro, principio e meta dell'esistenza umana. E dunque per questo, tutto il resto viene ordinato in rapporto a Dio.
Maria vive in una contemplazione continua del Signore, di più: in una unione ininterrotta.
Ci prefigura ciò che sarà la vita beata dei santi, ma ci insegna a contemplare già sulla terra.
 
Ecco cosa scriveva Papa Montini, in alcuni suoi interventi da Arcivescovo di Milano:
 
"La mistica voce di Maria richiama la nostra anima ad un problema fondamentale della vita umana: il problema della vita spirituale.
E' il problema umano per eccellenza: l'uomo è di natura sua orientato a questa forma superiore di vita; la gerarchia delle sue facoltà quando è rispettata e messa in azione per arrivare al suo termine, porta al godimento del pensiero e della contemplazione.  
Alla scuola di Maria, riconfermate il vostro programma religioso e spirituale.
Voi farete della vostra vita religiosa non soltanto una pratica esterna, un'osservanza abituale e passiva, ma ne cercherete la verità oggettiva - immensa, infinita, divina - e la convertirete in ricchezza vostra, interiore, meditata, personale, profonda.
Imparate a meditare. Fate che la vostra religione sia spirito e vita.
Pregare col cuore, più ancora che con lelabbra. A voi è dischiusa la ricchezza interiore del cristianesimo vivo.
Createvi una cella interiore: per soppesare il valore autentico delle cose.
Diventerete realisti e non sarete ingannati dal troppo orpello ch'è offerto dal facile mercato del mondo.
Diventerete intelligenti, e saprete domani dire qualche sicura parola agli altri.
Per incontrarvi con Dio: il vostro cuore può essere tempio per questo ineffabile incontro.
Per rivivere davvero Cristo, nella fede, nell'amore, nella grazia.
Troverete in questa austera, ma beata disciplina dello spirito delle energie straordinarie: non vi sarà più difficile conservarvi casti e forti; [...]"; non vi sarà più difficile amare, amare molto, amare con dono di sé, amare senza flessioni egoistiche e inferiori.
Maria è la nostra maestra.
Ella è la Sedes Sapientia.
Non soltanto perché ha avuto nel suo seno la Sapienza, il Verbo di Dio, ma anche perché in lei la Sapienza divina s'è riflessa con un magnifica chiarezza di pensiero: ella ha conosciuto, come davvero tutti dovremmo conoscere, che Dio è il principio e la fine, che Dio è la sola sorgente dell'essere e del pensiero, che Dio solo è grande e buono, che Dio solo domani gli eventi dell'universo creato e della storia umana".
 
 (G.B. Montini, Sulla Madonna - Discorsi e Scritti -Edizioni Studium; pp. 27 -28; 69) 
 
Chiediamo a Maria Immacolata di renderci puri per accogliere ed ascoltare lo Spirito di Sapienza e di Intelligenza, di Consiglio e di Fortezza che Dio Padre vuole donarci attraverso il Figlio.
Egli ci guiderà ogni giorno vero "tutta la verità" (Gv 16,13), impedendo che il mondo - o un cattivo uso delle sue realtà - ci ingannino e ci distolgano dalla Luce di Cristo.

lunedì 1 dicembre 2014

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: terzo giorno - la regalità che non avrà mai fine!




PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA
Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.   
 
 AMEN



Il Vangelo di oggi (Mt 8,5-11) ci parla sostanzialmente della nostra "regalità" futura: "molti verranno e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe, nel regno dei Cieli".
Queste parole di Gesù fanno pensare proprio al concetti di regnare e servire: solo servendo in questa vita saremo veramente re, e se questa regalità ci viene già conferita nel Battesimo, essa troverà pienezza in Paradiso, quando ai servi inutili Gesù dirà di mettersi a sedere ed Egli stesso passerà a servirli (cfr. Lc 12,37).
In Maria Immacolata noi possiamo già contemplare la nostra "regalità" battesimale e quella futura.
Chi è sommerso dal peccato non riesce a servire veramente, in totale verità; si può agire per vanagloria, per ottenere il compiacimento degli altri che ci osservano; si può essere affaticati nel servizio, perché spintonati interiormente da tanti e contrastanti sentimenti dissimili dalla carità.
Solo purificando mente e cuore dal peccato è possibile essere servi in purezza (o almeno provarci, anche rialzandosi dopo ogni caduta!); per questo Maria Immacolata ci mostra la vera regalità del cristiano.
In Lei vediamo la Regina del Cielo e della Terra, perché la sua carità è stata servizio, dedizione totale e veramente "pura" da ogni macchia, ai progetti di Dio e a noi fratelli in Cristo, quindi suoi figli.
L'Immacolatezza di Maria rende il suo servire un vero regnare: è stato così mentre era ancora sulla terra, lo è adesso che è in Cielo.
E' ovvio che la regalità di Maria - così come la nostra - non è "propria", ma derivata, anzi, di più, è partecipazione alla regalità di Cristo.
Anche la nostra è una regalità che ci deriva da una grande grazia di Dio, grazia che a Maria è stata concessa in modo superiore, ma che riguarda noi tutti: la grazia della collaborazione con Lui!
Voglio concludere anche quest'oggi le mie riflessioni, riportando lo stralcio di un discorso di Papa Montini, tenuto nel Duomo di Milano, l'8 dicembre 1962, quando era Arcivescovo della diocesi.
 
"La Madonna ha ricevuto la grazia di collaborare.
Ciò documenta un grande principio della nostra teologia: la collaborazione.
Il Signore poteva salvarci senza alcuna creatura. Invece ha voltuo mettere tutto un sistema umano di cause seconde, di collaborazione.
Maria inaugura questo sistema.
La Chiesa stessa è collaborazione a Dio nella distrubuzione delle grazie, dei sacramenti, della carità.
Dio ha voluto per primo e con pienezza questa collaborazione in Maria; l'ha poi voluta negli Apostoli e nella Chiesa.
Maria è la prima che insegna a collaborare con Dio per la salvezza degli altri.
Ma tutto deriva da Dio e solo Cristo è il tramite vero, la causa della nostra salvezza.
Non separiamo dunque Maria da Cristo.
La Madonna è tanto contenta quando noi ripetiamo, per onorarla, le sue parole: Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente".

(G.B. Montini, Sulla Madonna - Discorsi e Scritti -Edizioni Studium; p. 171 ) 


Volgiamoci all'Immacolata, ed imitiamola, per regnare anche noi, accanto a Cristo Re ed a Lei, Regina nostra per l'eternità! Perché a noi apparirà incoronata "di dodici stelle", "vestita di sole", "con la luna sotto i suoi piedi"! E sarà per noi, per tutti gli uomini, per tutte le creature di Dio, "un segno grandioso nel Cielo"! (cfr. Ap 12,1)