venerdì 9 luglio 2010

MEDITIAMO IL SANTO ROSARIO. I misteri della gioia

Qui trovate l'introduzione alla meditazione del Santo Rosario

I misteri gaudiosi sono i misteri della “gioia”. 
Ma in essi si può scorgere anche il mistero di un progressivo “stupore gioioso”, in cui, coloro che incontriamo in questo percorso che va dall'Annunciazione al ritrovamento di Gesù nel Tempio, incantano anche noi con la loro “purezza” e si lasciano e ci lasciano esultare di felicità. Ma siamo sempre in grado di vivere la nostra esistenza cristiana con questo atteggiamento di gioia che si sa stupire, nonostante il passare del tempo e l'incalzare dell' “abitudinarietà”.


1° mistero gaudioso

L'annuncio dell'Angelo a Maria


(Annunciazione -Andrea della Robbia)

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,  
a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e 
regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo".
Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio".
Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei”. (Lc 1, 26,38)

Immaginiamo lo stupore di Maria, nel veder giungere a lei l'arcangelo Gabriele.
Ci insegna il 
Catechismo della Chiesa Cattolica“creature puramente spirituali, essi superano in perfezione tutte le creature visibili. Lo testimonia il fulgore della loro gloria”.
Maria, la “concepita senza peccato” si trova dinanzi un essere che contempla Dio “faccia a faccia” e 
avrà riconosciuto, nella sua purezza, la grande purezza dell'angelo.

Quale stupore pieno di gioia, nel vedere un così degno servitore del Signore! 
E nel rendersi conto di essere lei, un'umile creatura (la serva del Signore), la destinataria della visita di tale essere! 
Ma anche l'Angelo si sarà riempito di stupore gioioso nel contemplare la purezza di Maria Santissima, colei che, di li' a poco, avrebbe chiamato “piena di Grazia”
Maria sarà la Madre del Messia, si farà “tabernacolo” del Verbo Incarnato.

San Pio X, affermava: “se gli Angeli potessero invidiare, ci invidierebbero la Santa Comunione”. 
Quale non sarà stato allora lo sprofondare gioioso dell'Angelo, il suo rispetto, nel contemplare il mistero di un Dio fatto uomo, che ha voluto vivere in “comunione” totale con una Mamma terrena, incarnandosi nel suo grembo verginale?
Con quanto stupore avrà guardato Maria, colei che per nove mesi ha “custodito” il suo bambino nel suo ventre, che per 30 anni lo ha educato, curato, e che nei successivi tre anni lo ha accompagnato (in comunione del Cuore) sulla via della predicazione, su quella dei miracoli, e infine, sulla Via dolorosa del Calvario?

Contemplando questo primo mistero gaudioso, riconosciamo anche noi, con stupore gioioso, la purezza di un Dio che vuole essere annunciato anche nelle nostre vite e che noi abbiamo poi il compito di annunciare ai nostri fratelli, testimoniando il Suo Amore nella nostra quotidianità.
Riusciamo a rispondere all'irrompere del Signore nella nostra esistenza, con lo stesso stupore pieno di gioia che riempì l'animo di Maria Santissima e quello dell'Arcangelo Gabriele? Desideriamo anche noi conservare o ricreare la nostra purezza interiore (e corporale), per essere degne dimore del Signore che vuole abitare in noi?

mercoledì 7 luglio 2010

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE (da recitarsi per nove giorni, in preparazione alla festa che ricorre il 16 luglio)



(Madonna del Carmelo con Bambino, Santuario di Arenzano -GE)

MISTICA STELLA DEL MONTE CARMELO

O Vergine Maria, 
madre e decoro del Carmelo,
unita mirabilmente al mistero della redenzione,
tu hai accolto e custodito nel cuore la Parola di Dio
e hai perseverato con gli apostoli in preghiera
nell'attesa dello Spirito Santo.

In te, come in una perfetta immagine,
noi vediamo realizzato
quello che desideriamo e speriamo
essere nella Chiesa.

O Vergine Maria, mistica stella del Monte Carmelo,
illuminaci e guidaci 
sulla via della perfetta carità;
attiraci nella contemplazione
del volto del Signore.

Veglia con amore 
su noi tuoi figli rivestiti del santo Scapolare,
segno della tua protezione
e risplendi sul nostro cammino,
perché giungiamo alla vetta del monte
che è Cristo Gesù,
tuo figlio e nostro Signore.

Amen

domenica 4 luglio 2010

L'importanza di meditare il Santo Rosario


E' utile che noi impariamo a recitare il Rosario santamente, cioè con intelligenza e amore. 
In ogni mistero si può ricavare, considerare una verità che insegna la Chiesa; secondo, un insegnamento morale, ascetico; e, in terzo luogo, una grazia particolare da chiedersi.
 Il Rosario è una breve teologia se la si considera nel suo complesso dei misteri. 
E' un riassunto del catechismo e un riassunto di teologia, quindi si può chiamare anche: la piccola teologia di Gesù e di Maria”. (Don Giacomo Alberione)


Sul sito “Amicidomenicani”, leggiamo che “il Rosario consta di due elementi: uno materiale e l'altro spirituale. 
L'elemento materiale consiste nell'enunciare i misteri e nel proferire il Padre Nostro, le varie Ave Maria e il Gloria al Padre. 
L'elemento spirituale consiste nella contemplazione del mistero. 
Questo è l'elemento specifico del Rosario
Se mancasse, si avrebbe la recita di tanti Pater e Ave, preghiere senza dubbio eccellenti, ma non si avrebbe il Rosario. Non sarebbe più il Vangelo trasmesso alla nostra vita.
 Ancor più, se si recitassero le varie preghiere, ma non si enunciasse il mistero e non si facesse la relativa contemplazione, ci si troverebbe di fronte ad una preghiera anche abbastanza lunga e certamente meritoria, ma non avremmo ancora il Rosario.
 Con questo non si vuole concludere che chi fa così non prega. 
Semplicemente si vuol dire che non ha pregato con il Rosario, perché il Rosario è un'altra cosa. 
Sottolineava Paolo VI: senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima, e la sua recita rischia di divenire meccanica ripetizione di formule e di contraddire all'ammonimento di Gesù: quanto pregate, non siate ciarlieri come i pagani, che credono di essere esauditi in ragione della loro loquacità”.

Ma cosa occorre fare, per meditare e meditare bene? 
Innanzitutto, “nella contemplazione dei misteri si devono fare essenzialmente tre cose: la ripresentazione dell'evento di salvezza (mistero), il ringraziamento per l'evento compiuto da Nostro Signore, la supplica a Dio in virtù dell'evento compiuto”.
Infatti "diventa difficile contemplare l'evento se non lo si conosce".
Occorre quindi partire dal Vangelo, immergersi nei sentimenti di Gesù e rivivere quello che Egli stesso ha vissuto in quel frangente.
 Accanto a questa immersione, se ne può fare un'altra: quella di vedere il mistero con gli occhi di Maria”.

In effetti, nel Rosario, come ci ricorda Papa Giovanni Paolo II nella Rosarium Virginis, noi "ci mettiamo alla contemplazione del volto di Cristo in compagnia e alla scuola della sua Madre Santissima” .
Papa Benedetto XVI, nel discorso pronunciato presso il Santuario di Aparecida, il 12 maggio 2007, proprio al termine della recita del Santo Rosario, disse che Maria: "guida la nostra meditazione; è Lei che ci insegna a pregare. 
È Lei che ci addita il modo di aprire le nostre menti ed i nostri cuori alla potenza dello Spirito Santo, che viene per essere trasmesso al mondo intero. 
Abbiamo appena recitato il Rosario. 
Attraverso i suoi cicli meditativi, il divino Consolatore vuole introdurci nella conoscenza del Cristo che sgorga dalla fonte limpida del testo evangelico".

Per cominciare a pregare il Rosario “meditandolo”, può essere utile far seguire all'enunciazione del mistero la lettura del corrispondente brano evangelico, per cercare di avere poi in mente la scena in cui si svolge l'evento, aiutando quindi l' immaginazione a “calarsi” nel contesto anche ambientale, di ciò che si va contemplando.
Per qualcuno potrebbe essere utile osservare solo delle belle illustrazioni  relative ai misteri, riportando poi alla mente, in maniera spontanea, le parole del Vangelo.
E man mano che si prenderà familiarità con questo modo di contemplare, sarà più semplice meditare i misteri anche qualora non si avesse a disposizione nessun “aiuto”.

Il passo successivo all'immaginazione della scena in cui si svolge il mistero è di tipo più “interiore”; potremmo chiederci: cosa avranno pensato o fatto Nostro Signore e la Vergine, in quel frangente, davanti a quei personaggi, quali sentimenti avranno provato, come avranno affrontato le prove, vissuto le gioie, le attese, i dolori? 
Come si saranno rivolti al Padre, per trovare forza e per renderGli grazie?
Cosa dovremmo dedurne noi, come insegnamento per la nostra vita cristiana? 

Può tornare utile anche usare un sussidio di meditazioni, per aiutarsi con qualche pensiero di Santi o del magistero della Chiesa, considerando quali luci abbiano ricevuto, su quei singoli punti, coloro che ci hanno preceduti nel cammino di santità, e poi farli “nostri”, cercando di applicarli come stimolo per la nostra vita spirituale.

Meditare col Rosario significa consegnare i nostri affanni ai cuori misericordiosi di Cristo e della Madre sua”, ci dice Giovanni Paolo II; questa preghiera ci aiuta anche ad approfondire la nostra amicizia con Gesù, il nostro amore di figli a Maria Santissima, vedendo in loro i modelli per il nostro modo di essere cristiani anche negli episodi apparentemente più banali della nostra vita cristiana.
Ricorriamo con fiducia a quella che Padre Pio definiva “l'arma” contro il male, ne ricaveremo conforto, protezione e le luci spirituali che il Signore vorrà donarci.


Buona Domenica a tutti!

giovedì 1 luglio 2010

Consacrazione al Preziosissimo Sangue di Gesù


ATTO DI CONSACRAZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU' 
di San Gaspare del Bufalo


Signore Gesù che ci ami e ci hai liberati dai nostri peccati con il Tuo Sangue,
 Ti adoro, Ti benedico e mi consacro a Te con viva fede.

Con l'aiuto del tuo Spirito m'impegno a dare di tutta la mia esistenza, 
animata dalla memoria del Tuo Sangue, 
un servizio fedele alla volontà di Dio per l'avvento del Tuo Regno.

Per il Tuo Sangue versato in remissione dei peccati, 
purificami da ogni colpa e rinnovami nel cuore, 
perché risplenda sempre più in me l'immagine dell'uomo nuovo creato secondo giustizia e santità.

Per il Tuo Sangue, segno di riconciliazione con Dio tra gli uomini, 
rendimi docile strumento di comunione fraterna.

Per la potenza del Tuo Sangue, prova suprema della Tua carità, 
dammi il coraggio di amare Te e i fratelli fino al dono della vita.

O Gesù Redentore, aiutami a portare quotidianamente la croce, perché la mia goccia di sangue, unita al Tuo, giovi alla redenzione del mondo.

O Sangue divino, che vivifichi con la Tua grazia il corpo mistico, rendimi pietra viva della Chiesa. Dammi la passione dell'unità tra i cristiani.

Infondimi nel cuore grande zelo per la salvezza del mio prossimo.

Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie, 
perché a tutti i popoli sia dato di conoscere, amare e di servire il vero Dio.

O Sangue preziosissimo, segno di liberazione e di vita nuova,
 concedimi di preservare nella fede, nella speranza e nella carità, 
perché, da Te segnato, possa uscire da questo esilio 
ed entrare nella terra promessa del Paradiso, 
per cantarti in eterno la mia lode con tutti i redenti. 
Amen.