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giovedì 7 gennaio 2016

Spiritualità per il Giubileo /5


GESÙ, COLUI CHE SVELA
L'AMORE TRINITARIO
Dal Magistero di papa Francesco e Pio XII



Il Mistero della Divina Redenzione è propriamente e naturalmente un mistero di amore: un mistero, cioè, di amore giusto da parte di Cristo verso il Padre celeste, cui il sacrificio della Croce, offerto con animo amante ed obbediente, presenta una soddisfazione sovrabbondante ed infinita per le colpe del genere umano. Inoltre, il Mistero della Redenzione è un mistero di amore misericordioso dell’Augusta Trinità e del Redentore divino verso l’intera umanità, poiché questa, essendo del tutto incapace di offrire a Dio una soddisfazione degna per i propri delitti, Cristo, mediante le inscrutabili ricchezze di meriti, che si acquistò con l’effusione del suo preziosissimo Sangue, poté ristabilire e perfezionare quel patto di amicizia tra Dio e gli uomini, ch’era stato una prima volta violato nel Paradiso terrestre per colpa di Adamo, e poi innumerevoli volte per le infedeltà del Popolo Eletto.

(Pio XII, Haurietis Aquas)

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Con lo sguardo fisso su Gesù e il suo volto misericordioso possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità.

(Francesco, Misericordiae Vultus, n. 8)

giovedì 24 dicembre 2015

Novena di Natale 2015 / 9


ALLA SCOPERTA DELLA
FEDELTÀ DI DIO *
Il mistero del Natale alla luce della misericordia




Dal Vangelo di Luca

«C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
“Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”.
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori”».
(Lc 2, 8-17) 

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Dal Magistero di Pio XII e di papa Francesco 

«Ogni fronte si prepara a curvarsi e ogni ginocchio a piegarsi in adorazione davanti» al «mistero della misericordiosa bontà di Dio, che nella sua carità infinita volle dare, quale dono più grande all'umanità il suo Figliuolo Unigenito. 
La stella, indicatrice della culla del neonato Redentore, da venti secoli ancora splende meravigliosa nel cielo della Cristianità». 

(Pio XII, Radiomessaggio, 24 dicembre 1941)

«Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio, è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino.  È venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: Gesù è l’Amore fattosi carne. 
In questa Notte condividiamo la gioia del Vangelo: Dio ci ama, ci ama tanto che ha donato il suo Figlio come nostro fratello, come luce nelle nostre tenebre. Il Signore ci ripete: "Non temete" (Lc 2,10). Come hanno detto gli angeli ai pastori: "Non temete". Non temete! Il nostro Padre è paziente, ci ama, ci dona Gesù per guidarci nel cammino verso la terra promessa. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Egli è la misericordia: il nostro Padre ci perdona sempre. Egli è la nostra pace».

(Francesco, Omelia nella Messa della Notte della Solennità del Natale del Signore
24 dicembre 2013)


* Il testo pubblicato è uno stralcio della novena di Natale «Il grande tempo della Misericordia», disponibile in formato ebook nei principali store on line, tra cui Sanpaolostore.it

lunedì 30 giugno 2014

IL REGALO DI GESU' AL PADRE....riflessioni per la conclusione del mese dedicato al Sacro Cuore


"Gesù, quando ritorna al Cielo, porta al Padre un regalo. 
Quale è il regalo? Le sue piaghe. 
Il suo corpo è bellissimo, senza lividi, senza le ferite della flagellazione,
ma conserva le piaghe. 
Quando ritorna dal Padre gli mostra le piaghe e gli dice: 
Guarda Padre, questo è il prezzo del perdono che tu dai”. 

Quando il Padre guarda le piaghe di Gesù ci perdona sempre, non perché noi siamo buoni, ma perché Gesù ha pagato per noi. 
Guardando le piaghe di Gesù, il Padre diventa più misericordioso. 

Questo è il grande lavoro di Gesù oggi in Cielo: fare vedere al Padre il prezzo del perdono, le sue piaghe. 
È una cosa bella questa che ci spinge a non avere paura di chiedere perdono; il Padre sempre perdona, perché guarda le piaghe di Gesù, guarda il nostro peccato e lo perdona".

(Papa Francesco, Regina Coeli 1 giugno 2014)







Mi piace concludere il mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore, con una riflessione personale che introduco però, con le parole di Papa Francesco. 
Sono le parole da lui pronunciate in occasione del Regina Coeli del 1 giugno...inizio del mese in cui la tradizione popolare ricorda con particolare intensità ed affetto il Sacro Cuore.
Il Figlio ascende al Cielo, torna al Padre.
E' come uno stratega, che rientrando dal Re gli espone l'esito della missione presentandogli i tesori conquistati e gli armistizi di pace siglati.
Le Sue Piaghe sono i Suoi tesori, il pegno della "conquista", della buona riuscita della Missione Salvifica.
La Passione e Morte di Cristo hanno riconciliato l'uomo con Dio.
Gesù ha mostrato a tutti, con la Sua Vita e soprattutto con la Sua Passione e Morte, l'Amore che il Padre ha per ciascuno dei Suoi Figli.

"Nel Cuore di Gesù è posto davanti a noi il centro del Cristianesimo.
In Esso è espressa tutta la novità che avviene nella nuova Alleanza.
Questo Cuore invoca il nostro cuore" ci spinge " a trovare nell'amore reciproco, la pienezza dell'amore". 
(J.Ratzinger-Benedetto XVI "Mistero Pasquale e devozione al Cuore di Gesù" Ed.ADP) 

Questa reciprocità è valida in primo luogo tra l'uomo e Dio.
"L'uomo è un cuore che adora Dio, Dio è un cuore che ama", scriveva don Barsotti.
Il nostro adorare Dio è amarLo nella maniera più elevata e sublime.
E' rispondere al Suo Amore.
Gesù è venuto nel mondo per dirci e dimostrarci che Dio ci ama e per essere amato come Dio e come Uomo.
Ecco perché, tra le piaghe che Egli presenta al Padre, ascendendo al Cielo, vi è anche il Cuore trafitto.
La piaga del Costato non è altro che la piaga del Cuore squarciato dalla lancia del soldato romano, quando oramai Gesù ha già dato la Vita per noi.
In questo Cuore troviamo infatti il "segno" più bello della vittoria riportata da Cristo e consegnata al Padre: quel Cuore è colmo dell'Amore con cui Dio ha "amato di amore eterno" (Ger 31,3) e con cui gli uomini di tutti i tempi Lo hanno ricambiato.
Presentare il Cuore al Padre equivale a presentare la corrente di amore che il mistero dell'Incarnazione, Passione e Morte di Gesù hanno riattivato tra la Santa Trinità e l'umanità.

Ecco perché è tanto importante la devozione al Sacro Cuore, come teneva a sottolineare anche Papa Pio XII nell'enciclica Haurietis Aquas:
"questo culto, considerato nella sua propria essenza, è un atto eccellentissimo della virtù di religione, cioè un atto di assoluta e incondizionata sottomissione e consacrazione da parte nostra all’amore del Redentore Divino, di cui è indice e simbolo quanto mai espressivo il suo Cuore trafitto; è vero parimente, ed in un senso ancora più profondo, che tale culto è il ricambio dell’amore nostro all’Amore Divino". 

Se parlassimo rimanendo su un piano umano, potrebbe portarsi un paragone con quanto accade tra innamorati. L'uno dice all'altro: "ti porto nel cuore".
Dio ci porta nel Cuore, in un Cuore reale, che ha Carne umana ed è anche Divino.
E' nostro "dovere" amare questo Cuore che, come disse apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque, "ha tanto amato gli uomini ed è così poco riamato da essi".
Gesù ha "sete" di amore: essere devoti del Sacro Cuore è molto più che recitare qualche preghiera.
E' amarLo in Sè Stesso e nei fratelli, perché Egli stesso ci ha detto: "Imparate da me, che sono mite e umile di cuore" (Mt 11,29) e "come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri". (Gc 13,34)
Il Cuore di Gesù possa trovare in noi creature capaci di rispondere all'amore eterno e fedele di Dio, consapevoli che amare è conoscere, conoscere è amare è imitare, amare è servire.
Ci aiuti Maria, il cui Cuore ha realmente battuto all'unisono con quello del Figlio, nella gioia come nel dolore, sulla terra, come ora in Cielo.