L'ASTINENZA E IL DIGIUNO DALLE CARNI
Non di solo pane vive l'uomo
Questa mattina, sul blog di Messainlatino (http://blog.messainlatino.it/) è stata riportata una nota contenuta in facebook, sul tema "astinenza e digiuno dalle carni" (il link diretto al post è il seguente: http://blog.messainlatino.it/2009/12/e-venerdi-no-carne.html).
Il sunto dovremmo conoscerlo tutti noi che ci professiamo cristiani, ossia :
Astinenza dalle carni e digiuno obbligatori al mercoledì delle ceneri ed il Venerdì Santo;
astinenza dalle carni -obbligatoria- in tutti i venerdì di Quaresima;
astinenza dalle carni e dai cibi ricercati ogni venerdì dell'anno, tranne che in caso di coincidenza con festività.
La CEI, negli anni '90, ha introdotto la facoltà di sostituire, per il terzo caso sopra riportato, il digiuno con una "opera di penitenza, di preghiera, di carità".
Analizzando il testo della disposizione in esame, non se ne ricava una "facoltà tout court", ma un'eccezione rispetto alla regola.
Si legge infatti "si deve osservare l'astinenza"...e solo in seconda battuta "oppure sostituire.....".
Io la intendo come un "in casi eccezionali, qualora non si possa praticare l'astinenza, si può assolvere al precetto in altro modo".
Indubbiamente, tale opzione, fu pensata anche per "venire incontro" a ritmi di vita che apparivano diversi col mutare dei tempi, a circostanze particolari, come quelle che possono verificarsi consumando un pasto in una mensa scolastica, aziendale, fuori casa....quando cioè non sempre sia possibile reperire alimenti non a base di carne.

