lunedì 31 dicembre 2012

TE DEUM LAUDAMUS





TE DEUM LAUDAMUS: Noi ti lodiamo, Signore!


Ringrazieremo così, nella Messa di questa sera, Dio Padre Onnipotente, per i benefici che ci ha concessi durante questo anno che sta per concludersi.

Se ci volgiamo indietro, a dare un rapido sguardo ai 12 mesi trascorsi, certamente troveremo momenti difficili, dolorosi, momenti di quelli in cui solo la fede può essere un appiglio sicuro e forte per non lasciarsi trascinare dalle correnti che rischiano di spazzare via le nostre sicurezze umane.
Momenti in cui il "credere oltre il visibile" diventa un vero atto di volontà, per provare a Dio la nostra fiducia in Lui.

Ma se riusciamo ad andare oltre, a lanciare un'occhiata che superi le situazioni meno piacevoli che abbiamo affrontato, allora vedremo che realmente "tutto è grazia" e che tanti sono stati i doni ricevuti dal Signore.

Non fermiamoci a contemplare il "brutto" dell'anno che sta per finire, rendiamoci capaci di conversione anche in questo senso: scaviamo fra le giornate trascorse, a volte dimenticate, per trovare il molto, il tanto buono, il "CENTUPLO" che Dio ci ha donato, gratuitamente, nell'arco di questi 365 giorni.

Se sapremo adottare lo stile di chi vuole scartare il negativo per ricordare il positivo, saremo in grado di riconoscere che il Padre Celeste non manca mai di pensare al nostro bene, alla nostra felicità, in tutte le circostanze.

Signore, ci hai donato forza per sopportare attimi di paura e angoscia 
per la salute dei nostri familiari;

ci hai messo in grado di trovare conforto e appoggio sicuro 
negli amici a noi più cari;

ci hai regalato piccoli gesti di premura e tenerezza 
attraverso le delicate attenzioni di quanti ci circondano;

ci hai reso capaci di intraprendere nuovi percorsi spirituali 
o di approfondire quelli già avviati;

ci hai offerto, ogni giorno, la bellezza del creato 
che sempre si rinnova nel suo ciclico ritmo stagionale....

ci hai donato TE STESSO,
OGNI GIORNO,
NELLA SANTA EUCARISTIA....

PER QUESTO...TI LODIAMO, SIGNORE!


Si', TE DEUM LAUDAMUS, TI LODIAMO SIGNORE, IN TE SPERIAMO, TU SEI LA NOSTRA SPERANZA....
NON SAREMO CONFUSI IN ETERNO: Tu ci doni tutto, già qui, ora!


BUONA FINE D'ANNO A TUTTI VOI...e buon 2013, 
illuminati dal SOLE CHE SORGE NELLE NOSTRE VITE, OGNI GIORNO!

domenica 30 dicembre 2012

FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA, FESTA DELLA TENEREZZA CRISTIANA


G. Rollini- SAN GIUSEPPE, Basilica del Sacro Cuore- Roma

La festa della Santa Famiglia si offre come momento di riflessione sul tema dell'Amore di Dio, un Dio che si è fatto Bambino per ricevere e dare amore, il Suo Amore....per ricevere affetto, carezze, dolcezze prima di tutto da Maria e Giuseppe, i suoi genitori terreni.
Un Amore diverso da quello che oggi siamo abituati a "filtrare" attraverso i racconti televisivi, giornalistici o le esperienze eccessive e ossessive di tante storie drammatiche di gente comune.

L'Amore del Verbo Incarnato che prende spazio, vita, realtà nella Sacra Famiglia, è un qualcosa di differente, è un Amore "appassionato" nel senso più bello del termine e più puro: un Amore così forte, così intenso, da spingere Dio -l'Increato- a farSi Carne, a farSi Uomo.

Il termine "Passione", che deriva etimologicamente da "passius", participio passato di soffrire, indica anche -fra le altre cose- il concetto di "intima commozione del'animo, che può anche essere non dolorosa".

L'Amore è commozione: amare così tanto da essere commossi e grati per l'amore che si sente e che si riceve.
Amore che spinge -per moto non di natura, ma soprannaturale- a dare tutto, a mettersi in gioco, a dimenticare sé stessi per l'altro.
La Passione "umana" di Gesù comincia nel momento dell'Incarnazione: Dio ama così svisceratamente gli uomini da voler abitare in mezzo a noi, e vivere questa Sua Passione tanto negli aspetti gioiosi della Sua vita terrena, quanto in quelli dolorosi, fino alla morte in Croce.

Come dice San Giovanni, il Verbo della Vita si fa visibile, si fa toccare, entra nelle nostre vite come Uomo, oltre che come Dio.

L'Amore divino è un amore carico di ogni premura nei confronti degli uomini, un amore che sa leggere ogni piega di desideri di bisogni e necessità umane.

L'uomo aveva bisogno di incontrare Dio DA VICINO, e Dio si è fatto Carne.

L'uomo aveva desiderio di sentirsi amato con amore di fratello, sposo, amico e Dio si è fatto realmente Fratello, Sposo, Amico.

L'uomo aveva necessità di donare tangibilmente il proprio affetto a Dio...e Dio Si è fatto Carne, per ricevere realmente carezze, abbracci, baci e per donare le Sue tenerezze alle Sue creature.

L'Amore appassionato di Dio lo si può allora tradurre con una parola: TENEREZZA.

L'etimologia di "tenero" ci rimanda al mistero di un Amore che si lascia crocifiggere, richiama infatti  ciò "che è sottile, che si lascia stendere".
Dio è completamente "proteso" verso le Sue creature, Dio si lascia "stendere" sul legno della Croce, per darci tutto, per darci Sè Stesso.

La tenerezza di Dio è quell'Amore così pieno da saper colmare ogni  minimo spazio della nostra esistenza quotidiana, anche quando non ci rendiamo conto di questo miracolo.

A volte, però, il grande dono dell'Amore Tenerezza di Dio si fa percepibile in qualche affetto particolare che nutriamo: può essere quello di un genitore, di un amico, dello sposo, del fidanzato...e via dicendo.

Scrive Mons. Canciani: "Noi siamo causa degli amori umani che si sviluppano in noi, ma la tenerezza cristiana è un dono divino.
L'autore ne è lo Spirito, che distribuisce i doni come vuole.
La gerarchia dei valori umani è di un altro ordine di quello dei valori soprannaturali: dai primi ai secondi non c'è transizione, né equazione, né proporzione.
La tenerezza cristiana che ci fa spartire la vita di Dio e la sua beatitudine, è uno scambio amicale che non appartiene al piano della natura, bensì a quello della grazia".

Quale fortuna, allora, è fare l'esperienza di questa tenerezza cristiana, di questo amore  "spirituale" -che si esprime anche in piccoli gesti di tenerezza (non per forza e non soltanto "fisici"!)-  amore che è riflesso, espressione di quello divino, che ci fa sentire qualcosa di diverso da tutti gli affetti solo "materiali"!
L'amore-tenerezza può legare fra loro persone che non hanno vincoli di sangue, può essere unione fra amici lontani ed è un dono di Grazia, un dono gratuito di Dio da coltivare e vivere.

Prosegue Mons. Canciani nel suo libro "La tenerezza": "Questo piccolo, grande, insostituibile tesoro che è la tenerezza, non è tanto una verità da contemplare, quanto un'esperienza da fare.

La sua strada inizia dalle piccole cose ed arriva alle grandi.

E' LA PICCOLA VIA DELLA FELICITA'".


Questa tenerezza ha la Sua Fonte, la Sua Sorgente, la Sua "alimentazione" in Dio stesso.
In quel Dio che è Amore e che noi riceviamo nei Sacramenti, in special modo nella Santa Comunione.
La Santa Comunione è quel mistero in cui ci "comunichiamo".... comunichiamo con Dio, dialoghiamo con Lui, mettiamo in "comune" qualcosa... e cosa, in realtà, scambiamo in questa comunicazione fra noi e Dio?
Ciò che Egli stesso è: AMORE...niente altro che AMORE PURO.
Riceviamo Amore per dare amore....

Papa Paolo VI, in un discorso tenuto a Nazaret il 5 gennaio 1964, affermò che nella Santa Famiglia "comprendiamo cos'è la comunione di amore".

Maria e Giuseppe, santi sposi e consacrati, vivono l'esperienza più "alta" e sublime dell'Amore-Tenerezza di Dio: Gesù si fa presente in mezzo a loro e si "comunica" loro come Amore da centuplicare in amore...
Il Verbo Incarnato attecchisce in loro, già dotati di moltissime qualità, per unire e rendere sempre più salda questa loro unione.

Papa Leone XIII, nella preghiera da lui composta, "A te, Beato Giuseppe", descrisse la Sacra Famiglia come un "Sacro Vincolo di Carità".
Non c'è stata, fra Maria e Giuseppe, unione fisica "sposale" come la si intende nella normale, ordinaria strada della vita matrimoniale, eppure la loro unione "di cuore" è la più elevata che sia mai stata raggiunta da due creature umane e ha condotto ad un essere realmente "una cosa sola" in Cristo, come avviene appunto nel vincolo sponsale.

Il loro legame, il loro "collante" era Dio stesso: l'AMORE li ha uniti, l'Amore fa di loro, ancora adesso, in Paradiso, la "coppia" più innamorata di tutti i tempi!

Ed il loro amore "particolare", tutto da Dio, in Dio e a Dio, è un riflesso di quell'Amore speciale e singolare che Dio stesso nutre per ciascuna delle Sue Creature.

Che la Santa Famiglia sia il modello, allora, non solo di ogni famiglia cristiana, ma anche di quanti hanno ricevuto il dono dell'Amore-Tenerezza di Dio nelle proprie vite e vogliono preservarlo, comunicarlo, coltivarlo.

BUONA FESTA A TUTTI!

martedì 25 dicembre 2012

E IL VERBO SI E' FATTO CARNE





"Il Verbo si fece Carne"... (GV 1,14)

Il Verbo è venuto ad abitare in mezzo a noi: ha assunto la nostra natura umana per condividere con noi, creature Sue, la meravigliosa esperienza della VITA.

Una vita che non è soltanto umana: è una VITA DIVINA.

Le parole di un canto ci fanno dire: "Dio si è fatto come noi, per farci come Lui".
E' un concetto che già Sant'Agostino aveva espresso.

Dio si fa uomo per dimostrarci concretamente come AMARE DIVINAMENTE.

Dio si fa CARNE per insegnarci ad AMARE COME LUI AMA.

"Vi do' un comandamento nuovo:
 che vi amiate gli uni gli altri, 
come io vi ho amato"  
(Gv 13,34)

Dio Si incarna per offrirci la misura, il modo, le coordinate di un amore che sa essere presenza, fiducia, incoraggiamento, donazione totale.

Come ci ha amati Gesù?

Ci ha amati accettando di essere spogliato di tutto, pur di salvarci.

Ci ha amati fino a pensare a noi in delle apparenti "ordinarietà", come guarire la suocera di Pietro da una "banale" febbre...

Ci ha amati patendo sulla Croce un supplizio d'Amore che Lo ha consumato nel Cuore, come i dolori fisici Lo consumavano nella Carne...

Ci ha amati pensando a noi nel momento più doloroso, dandoci Maria per Madre.

Ci ha amati consegnandoci un dono prezioso in eredità: L'AMORE...


LUI CI DICE: AMATEVI NON IN MODO ORDINARIO, MA STRAORDINARIO, SUPERLATIVO: COME IO VI HO AMATI! 
COME DIO AMA, COME DIO VUOLE E PUO' RENDERVI CAPACI DI AMARE!

Quante volte leggiamo "Sono un Dio geloso"... (Dt 5,9)

ma la "gelosia" di Dio non è egoismo.

La gelosia di Dio mi avverte: metti Lui al primo posto, solo così potrai essere felice ed amare tutti in Lui...

Perché Dio ci dice anche: "Non è bene che l'uomo sia solo" (Gn 2,18)

La Genesi ci rammenta il piano originario di un Creatore che vuole creare COMUNIONE fra le Sue Creature.
L'uomo è "aiuto simile" all'uomo suo simile.
Aiuto all'uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio.

Le divisioni che il peccato ha portato nell'umanità sono state ricucite dal Verbo Incarnato.

AMIAMOCI COME EGLI CI HA AMATI, AMIAMOCI COME LUI CI AMA....

Amiamoci nelle piccolezze di ogni giorno, che fanno trasparire la tenerezza di un Dio che ci ama con viscere di madre;

amiamoci nelle delicatezze inattese che stupiscono il cuore dell'altro, come ci stupisce sempre quel Dio che provvede a noi nei momenti più impensati e nelle cose più semplici;

amiamoci nelle gioie, come ha amato Gesù alle nozze di Cana, portando il vino buono della letizia e della condivisione;

amiamoci nei dolori, che come sulla Croce hanno "attirato" tutti a Lui, così legano le anime con vincoli molto più stretti, di amore e di Fede in Dio;

amiamoci ogni giorno, perdonandoci a vicenda, come Dio ha perdonato a noi, in Cristo Gesù (Ef 4,32)

Amiamoci anche nell'attesa, quando il nostro amore non viene ricambiato: Dio ci aspetta sempre, Dio sta alla porta e bussa senza stancarsi!

Allora saremo capaci di fare di ogni giorno un Natale, in cui il Figlio che ha manifestato il Padre, si manifesta anche in noi, nel nostro amore: Cristiani, alter Christus.

Allora potranno dire anche di noi, quello che dicevano dei primi cristiani: 
"Guarda come si amano, sono cristiani"! 


BUON SANTO NATALE 2012....

domenica 23 dicembre 2012

O EMMANUELE, NOSTRO RE E LEGISLATORE












Emmanuele, nostro re e legislatore:
vieni a salvarci, Signore, nostro Dio.


Emmanuele, il "Dio con noi" (Mt 1,23) è acclamato quest'oggi come nostro re e legislatore.
Quante volte ci lamentiamo della difficoltà di essere cristiani coerenti, credenti credibili...troviamo mille scuse per svicolare, sgusciare, dalla radicalità che il Vangelo ci propone e ci invita ad attuare.
Abbiamo paura di vivere veramente da discepoli, abbiamo timore delle rinunce, di quel "morire a sé stessi" che comporta il seguire veramente Gesù.

Eppure, se rileggiamo e meditiamo questa bellissima antifona, dovremmo trovare una facilità nuova nel nostro atteggiamento di cattolici: Dio non è un legislatore in stile "Deus ex machina", vale a dire, non è un dispensatore di norme che ci piovano dal cielo senza che Egli stesso se ne interessi...
Dio non governa il mondo da "lontano", Dio è RE che si è fatto SERVO;
Dio è LEGISLATORE di una LEGGE che EGLI PER PRIMO, INCARNANDOSI, HA VOLUTO OSSERVARE.

Dio è un Sovrano ed un "codificatore" che compartecipa alla nostra natura di "servi" e di "sudditi".
Dio si è realmente fatto uno di noi, ci ha mostrato che si può vivere dignitosamente, gioiosamente, fedelmente la realtà di Figlio di un Dio Re e Somma Sapienza.

Il Padre, attraverso il Figlio, ci assicura che in questo Suo Regno, che già qui, già oggi noi costruiamo, vale l'imperativo del "tutto ciò che è mio è tuo"!
"Ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche" (Mt 13,51)

Conoscere la LEGGE DI DIO, essere "scriba" significa allora avere quelle chiavi che ci spalancano la PORTA DI CASA. LA CASA DI DIO, LA NOSTRA CASA!

VIENI SIGNORE, INSEGNACI AD AMARE LA TUA LEGGE CHE E' LEGGE DI UN PADRE BUONO, CHE VUOLE CONDIVIDERE CON NOI L'ETERNITA'!

sabato 22 dicembre 2012

VIENI E SALVA L'UOMO!












Re delle genti e pietra angolare della Chiesa,
vieni, e salva l'uomo che hai formato dalla terra.

Il racconto biblico della creazione (Gn 2) ci presenta il primo uomo -Adamo- plasmato dalla terra.... le mani di Dio creano  un capolavoro -l'essere umano- a partire da una materia così povera e così sterile in sé....
Non basta, tuttavia, la semplice terra: il capolavoro è completo solo quando Dio "soffia, alita lo spirito nell'uomo.
"Soltanto lo Spirito di Dio da' la vita" (Gv 6,63).

Eppure questo Spirito, che sempre abita in noi come principio vitale, l'uomo può liberamente "scacciarlo", farne ospite indesiderato.
Il peccato fa perdere lo stato di Grazia, rende l'essere umano terreno sterile, morto spiritualmente.

La rottura originale della relazione uomo-Dio, perpetrata dopo la caduta dei progenitori, ha trovato una ricucitura solo in Cristo: Colui che è, come ci ricorda San Paolo, "ultimo Adamo" ed "è stato fatto Spirito che da' vita" (1Cor 15,45).

La terra è un materiale in sé inerte: è però in grado di accogliere i semi e dare frutto, se viene concimata, innaffiata, curata. 
Se vengono periodicamente sradicate le erbacce, se si praticano le necessarie potature alle piante che vi crescono...
Il suolo può essere vitale o sterile a seconda di come lo si curi...

Così è dell'essere umano, plasmato da una manciata di terra tratta dal suolo: se la nostra materia umana accoglie il germe dello Spirito, ricevuto nel Battesimo che ci incorpora a Cristo e ci fa diventare figli di Dio; se la nostra carne mortale coltiva questo seme attraverso i Sacramenti e la preghiera e lo alimenta e ripulisce dalle erbacce attraverso la CARITA' VISSUTA e la giusta pratica delle VIRTU'....ecco che allora il nostro Re, Gesù Cristo, la Pietra angolare del nostro edificio spirituale, vieni a salvarci, o meglio, rinnova giorno per giorno quella salvezza che ci ha ottenuto, una volta per tutte, con il Suo Sacrificio della Croce.

VIENI SIGNORE GESU', LIBERACI DALLA PIGRIZIA NEL COLTIVARE IL CAMPO, CHE SIAMO NOI STESSI; RENDICI CAPACI DI ESSERE BUONI AGRICOLTORI DI NOI STESSI, PER PRODURRE MOLTO FRUTTO..:SOTTO L'AZIONE DELLO SPIRITO SANTO CHE DIMORA IN NOI!


venerdì 21 dicembre 2012

VIENI A ILLUMINARCI














Astro che sorgi, splendore della luce eterna,
sole di giustizia!
Vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell'ombra di morte.

Il Benedictus, cantico proclamato da Zaccaria, padre del Battista, riferisce al Messia queste parole: "Verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge" (Lc 1,78).

Gesù è la "LUCE VERA che illumina ogni uomo" (Gv 1,9) e mette in fuga le tenebre che avvolgono l'essere umano annebbiato e stordito dal peccato.
Il Benedictus, infatti, proclama proprio questo grande atto di misericordia di un Dio paziente che viene a liberare la Sua Creatura dal male che la stringe in lacci di morte:

"rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi sulla via della pace" (Lc 1,79)

Accogliamo il Verbo che Si incarna come la lampada da mettere sopra il lucerniere della nostra esistenza; facciamo di Lui che è "Parola", la "lampada" ai nostri passi, la "luce" sul nostro cammino (cfr Sal 119,105); accogliamo quella pace che Cristo ci ha lasciato in dono (cfr Gv 14,27).
La Sua Pace non è come quella del mondo, falsa, contingente, occasionale e derivata dalla circostanze.
La Sua è una Pace che si attua nell'amore vicendevole, che scaturisce dall'Unica e vera Fonte: DIO CHE E' AMORE (1 Gv 4,8).

VIENI SIGNORE GESU', INSEGNACI AD ACCOGLIERTI COME PAROLA CHE PACIFICA, CHE INFIAMMA DI CARITA', CHE ILLUMINA IL NOSTRO CAMMINO.
PERCHE' TU CI MOSTRI CONCRETAMENTE COME AMARCI, ATTRAVERSO QUELLO CHE TU STESSO -VERBO INCARNATO- HAI VISSUTO.


giovedì 20 dicembre 2012

APRI LE PORTE DEL REGNO DEI CIELI!













Chiave di Davide,
che apri le porte del Regno dei Cieli:
vieni, e libera l'uomo prigioniero che giace nelle tenebre.


Cristo ci spalanca la Porta, cioè ci spalanca il Suo Cuore: "Venite a me voi tutti, che siete affaticati e oppressi....e io vi ristorerò". (Mt 11,28)
Altrove dirà "Io sono la Porta"(Gv 10,9): Egli solo è il Buon Pastore che entra per la porta e conduce le pecore al sicuro.

Qui si potrebbe riflettere su un "paradosso" innescato dal Vangelo: Gesù -Colui che è la Porta-, quasi come un mendicante d'amore afferma "Io sto alla porta e busso" (Ap 3.20).

"Cor ad cor loquitur" (il Cuore parla al cuore), il motto cardinalizio del beato Card. Newman, ci cala in una realtà stupenda, che tocca i vertici dell'Amore Paziente e Misericordioso di Dio.

Il Cuore di Gesù bussa al nostro cuore: se noi Gli apriremo questo cuore, se Lo faremo entrare in noi, se Lo metteremo al centro della nostra vita, Egli ci spalancherà anche il Suo Cuore, ci ricolmerà del Suo Amore, ci svelerà i segreti del Regno, ci farà assaporare la bellezza del Paradiso, in un anticipo terreno che si chiama EUCARISTIA....

"Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da Lui, cenerò con Lui ed egli con me" (Ap 3,20)

VIENI SIGNORE, AIUTACI AD APRIRTI IL NOSTRO CUORE; FA' CHE TE LO CONSEGNIAMO TOTALMENTE, IRREVOCABILMENTE...RENDICI CAPACI DI PARLARTI VERAMENTE IN UN CUORE A CUORE, ASCOLTANDO LA TUA VOCE CHE CI SPALANCA LE PORTE DELL'ETERNITA' BEATA....

mercoledì 19 dicembre 2012

O RADICE DI IESSE...SEGNO PER I POPOLI...













 Radice di Iesse,
che t'innalzi come segno per i popoli:
vieni a liberarci, non tardare.


Al momento della presentazione al Tempio di Gesù Bambino, il vecchio Simeone definisce il Cristo come "segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori" (Lc 2,34).

Ancora oggi Gesù appare proprio segno in questo senso, ancora oggi si "avvera" la Sua profezia di essere portatore di spada che divide finanche i membri di una stessa famiglia (Mt 10,34).
Essere cristiani comporta, dopo 2000 anni dalla venuta di Cristo, finanche il martirio, la persecuzione, la lotta per vivere dignitosamente ed in maniera libera la propria fede.

Gesù vuole essere segno per i popoli, quel segno che, innalzato sulla Croce, attira tutti a Sé.
Lui mi chiede, chiede a ciascuno di noi, anche nel proprio piccolo, di essere portatori di questo segno luminoso.
Se abbiamo la fortuna di non vivere in situazioni in cui la professione di fede è disagiata, quello che ci viene richiesto e di accogliere il Suo invito ad essere sale del mondo e luce della terra.
A noi spetta dare sapore, dare "cristianità", dare "cattolicità" a quelli che possono essere i nostri ambienti di lavoro, di relazioni sociali, le nostre stesse famiglie.
A noi viene richiesto di essere coerenti con il credo che professiamo, non semplicemente cristiani a parole, ma coi fatti...

Allora anche noi saremo "segno di contraddizione", se andremo controcorrente, opponendoci alle tendenze di un cristianesimo fai da te che svilisce i contenuti del nostro magistero, la bellezza e la sacralità della Liturgia, i tempi di penitenza nel corso dell'anno liturgico, la morale sessuale...

Allora potremo dire: io porto con me, in me, il Segno che è Cristo: io sono stato consacrato a Lui nel Santo Battesimo.

VIENI SIGNORE, DONACI LA COERENZA DI ESSERE SEMPRE TUOI DISCEPOLI, TUOI APOSTOLI, PER DIMOSTRARE AL MONDO CHE E' POSSIBILE SEGUIRTI ANCHE QUANDO LE SCELTE SI FANNO IMPEGNATIVE E SOFFERTE!

martedì 18 dicembre 2012

VIENI A LIBERARCI CON BRACCIO POTENTE!













Signore, guida della casa di Israele,
che hai dato la legge a Mosè sul Monte Sinai,
vieni a liberarci con braccio potente.


L'antifona di oggi evoca le parole che Gesù pronuncia parlando dell'Antica Legge:
"Non pensiate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento" (Mt 5,17)

San Paolo, in vari punti delle sue lettere, sottolinea come la Legge non dia la salvezza: essa è morta senza quel "compimento" che trova solo in Cristo Signore.

La Verità che ci fa liberi, non è allora un insieme di precetti, un decalogo di norme scollegate dalla Persona Umana e Divina di Cristo.
Il compimento che Dio dà alla Sua Prima Alleanza è proprio il Figlio stesso, una "regola" di vita che ci mostra concretamente come amarci e come amarLo non solo e non semplicemente per mezzo di riti e precetti, ma soprattutto nella concretezza di gesti quotidiani.

L'invito per noi cattolici è pressante: partecipare alla Santa Messa, vivere di Sacramenti, pregare, comportano anche la capacità di...uscire fuori, calarsi nella realtà in cui ho un fratello, una sorella che mi chiede manifestazioni tangibili dell'amore che ho dimostrato a Cristo in Chiesa, nell'orazione, nella lettura della Parola.

Il braccio potente che ci salva, Dio Figlio che muore in croce per me, per ciascuno di noi, richiede oggi la mia "collaborazione": sono salva non per la legge, ma per la fede in Lui;
sono salva non solo se ho fede...ma se associo alla fede anche le opere (cfr Gc 2,26).

SIGNORE, VIENI A LIBERARCI DALLA PIGRIZIA CHE CI IMPEDISCE DI AMARTI VERAMENTE IN QUANTI SONO OGGI QUELLI CHE METTI SULLA MIA STRADA...
VIENI A LIBERARCI DALLA PIGRIZIA CHE CI RENDE STERILI, FREDDI E DISTACCATI...

lunedì 17 dicembre 2012

VIENI AD INSEGNARCI LA VIA DELLA SAGGEZZA...


Le ferie di Avvento, cioè il periodo che va dal 17 al 23 dicembre, ci presentano le cosiddette "ANTIFONE O" (le antifone sono frasi di ispirazione biblica che "introducono" un'azione liturgica o una sua parte), collocate, all'interno della Sacra Liturgia, come antifone al Vangelo.

Vengono definite "antifone O" perché cominciano tutte con l'esclamazione "O" in segno di stupore dinanzi al Dio che si fa Carne per la nostra salvezza.
Contengono l'invito "Vieni", seguito da una particolare "richiesta" che rivolgiamo al Verbo di Dio.

Ogni antifona non fa che ricapitolare un qualche attributo del Messia già presente nell'Antico Testamento; per noi, oggi, può diventare preghiera che ci unisce a tutto il popolo di Dio e a tanti che hanno già invocato l'avvento del Signore.



L'antifona di oggi è una lode alla Sapienza, che nel Cristo ha preso Carne umana:

Sapienza dell’Altissimo,
che tutto disponi con forza e dolcezza:
vieni ad insegnarci la via della saggezza.


L'Antico Testamento è una lode alla Sapienza di Dio: una Sapienza Creatrice, che ha disposto ogni cosa con ordine, una Sapienza che risiede in Dio, che è Dio stesso.

Una Sapienza che non è un tesoro inaccessibile: il Salmista ci fa dire infatti che proprio l'Onnipotente, nell'intimo, ci insegna la Sapienza (cfr Sal 51,8).
Pone però una condizione, in un certo senso, affinché possiamo ascoltare questo Suo insegnamento: "Tu vuoi la sincerità del cuore" (Mt 5,8)
Come potrebbe, un cuore impuro, in cui alberga il male, riuscire ad afferrare la Voce Sapiente di Dio che rivela ai piccoli i misteri del Suo Regno?
Una voce che è Purezza può risuonare solo nei cuori puri: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". (Mt 5,8)
Il libro di Giobbe, al capitolo 28, nell'elogiare la Sapienza, ci consegna queste parole:

"temere Dio, questo è sapienza

e schivare il male, questo è intelligenza"
(Gb 28,28)

ricollegandosi al Salmo 111,10 che ci rammenta :"Principio della saggezza è il timore del Signore".

Non si tratta di un timore servile, ma filiale, umile, di creatura che si sa piccola di fronte al Suo Creatore.
Solo questa umiltà ci rende capaci di affidarci completamente a Lui affinché ci aiuti nel cammino di purificazione del cuore;
solo questo timore filiale ci mette nella condizione di comprendere che la vera sapienza è la debolezza che confonde i forti: una sapienza che si manifesta in un Uomo che muore per Amore, si dona per Amore, rimanendo muto davanti ai Suoi accusatori.

Essere sapienti della Sapienza che è Cristo vuol dire accumulare i veri tesori per il Cielo: perdonare, amare, accettare le umiliazioni che la vita ci offre, le potature che il Signore dispone per noi; darsi senza riserve, come Egli ci ha amato per primo e ha dato la Sua vita per noi.

Perché se la Sapienza è temere Dio, allora vuol dire AMARE DIO con Fede ardente, preghiera insistente, Fiducia incrollabile.
Se la Sapienza è schivare il male, allora essa è fare il bene a quei fratelli in cui possiamo vedere quel Dio che si manifesta in loro, perché Egli stesso ci dice "ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40)


VIENI SIGNORE, INSEGNACI LA VIA DELLA SAGGEZZA CHE E' AMORE....

lunedì 10 dicembre 2012

IL PAPA SBARCA SU TWITTER


Fra qualche giorno il Santo Padre "varcherà" la porta telematica di twitter, raggiungendo così con i suoi brevi messaggi il mondo del web.



La cara amica e giornalista Stefania de Bonis ha preparato sul suo blog un interessante articolo al riguardo, alla cui lettura vi rimando!


venerdì 7 dicembre 2012

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: AVVENGA SECONDO LA VOSTRA FEDE!


"Credete che io possa fare questo"? : è la domanda che oggi, nel Vangelo (Mt 9,27 31)  propostoci dalla Liturgia della Parola, Gesù rivolge a due ciechi. 
Alla loro risposta affermativa, il Signore così replica:"Avvenga per voi secondo la vostra fede"!

E' quasi...paradossale: Lui che può tutto, in un certo senso delega ai due ciechi la buona riuscita del miracolo, l'esito felice della loro richiesta...

E' un paradosso d'Amore, il paradosso di un Dio che si è incarnato in una Vergine perché è stata "beata per aver creduto" (Lc 1,45).
E' il paradosso che, in un certo senso, se di Maria ha fatto l'Onnipotente per Grazia, di noi fa degli "onnipotenti per fede".

E' Gesù che ci dice: chiedete ed otterrete;
abbiate fede quanto un granello di senapa e niente vi sarà impossibile;
la tua fede ti ha salvato;
avvenga per voi secondo la vostra fede!

Che questa novena a Maria Immacolata, che oggi si conclude, sia per noi solo l'inizio di un nuovo percorso di fede vissuta con maggiore consapevolezza, nella certezza che se tante, troppe cose, anzi, forse tutto è impossibile all'uomo, niente è impossibile a Dio.

Maria, la Sempre Vergine Madre di Dio, l'Immacolata Concezione, ne è la prova vivente.






PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA

Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.

AMEN

giovedì 6 dicembre 2012

NOVENA A MARIA IMMACOLATA: LA CASA SULLA ROCCIA


"Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e su abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia"

(Mt 7,24-25)


Anche quest'oggi il Vangelo ci consegna uno spunto di riflessione mariana: altrove Gesù ci dice che colui che mette in pratica la Sua Parola è per Lui Madre, sorella e fratello.
Qui ci spiega un elemento ulteriore di questo concetto: mettere in pratica la Parola significa rimanere saldi in Essa, saldi nella Fede, qualunque cosa avvenga.

Maria Immacolata è modello, in tal senso, per noi pellegrini sulla terra come lo fu lei: quanti eventi "disastrosi" nella sua vita, se li valutassimo sul piano umano!
La sua storia di sposa di Giuseppe comincia con una gravidanza "inattesa" e miracolosa che le procura i dissensi sociali della sua gente, ignara dell'evento straordinario che era accaduto;
la sua vita matrimoniale è una fuga piena di ansia per la sorte del Bambino atteso...;
la sua è una casa dignitosa, ma povera; il marito muore lasciandola "sola" nel momento più doloroso, cioè la Passione del Figlio di Dio.... 

Eppure, la casa di Maria Immacolata è una casa fondata sulla roccia.
La Fede in lei è tanto grande da farle credere che niente sia "insuperabile", che nulla possa separarla dall'amore di Dio (Rm 8,38), neanche la morte di Gesù!

Come siamo diversi da lei....ci diciamo credenti "credibili" e poi al primo colpo di sfortuna ci facciamo prendere dall'ansia, dalla paura; sentiamo che la nostra fiducia in Dio si sbriciola e si indebolisce...
I momenti in cui dovremmo pregare e credere di più, diventano delle preziose occasioni sprecate!

La Vergine ci insegna ad essere capaci di sentimenti come la compassione, il dolore, il naturale attimo di "confusione" umana -è umana anche lei!-, ma ci invita a non abbandonarci alla desolazione, all'indebolimento della fede!

Solo chi ha fede può vincere il mondo e tutti i suoi sconvolgimenti, solo chi ha fede può superare le sfortune economiche, le carenze affettive, i disagi psicologici, la morte o l'abbandono di una persona cara.

Maria ha vissuto queste realtà 

e le ha vissute da donna 

e da donna di fede.


Non ci parla per sentito dire, ma per esperienza, per esperienza di vita.

Sia lei il nostro modello di Fede granitica, roccia su cui fondare la nostra casa interiore!





PREGHIERA ALLA VERGINE IMMACOLATA

Vergine Immacolata, scelta fra tutte le donne per donare al mondo il Salvatore, serva fedele del mistero della redenzione, fa' che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù e seguirlo sul cammino dell vita che conduce al Padre.
Vergine tutta santa, strappaci dal peccato e trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli, faa' che nelle tue sante mani noi possiamo divenire strumenti docili e attenti per la purificazione e santificazione del nostro mondo peccatore.
Condividi con noi la preoccupazione che grava sul tuo cuore di Madre, e la tua viva speranza che nessun uomo vada perduto.
Possa, o Madre di Dio, tenerezza dello Spirito Santo la creazione intera celebrare con te la lode della misericordia e dell'amore infinito.

AMEN